“Non c’è nessuna sfida o contrasto con la Lega”. E ancora: “La riforma federalista è anche un nostro progetto”. Insomma, sia il federalismo sia la riforma della giustizia saranno presentati contestualmente a settembre: “simil stabunt…“, rassicura Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a margine di un convegno organizzato dalla fondazione Medidea. Per il premier ci sarà una procedura parallela, e cioè, “in una Camera si discuterà il progetto del federalismo fiscale, nell’altra contestualmente la riforma della giustizia”.
Messaggio chiaro per assicurare alla Lega che non ci saranno “strappi” su queste materie e l’alleanza resterà salda. Messaggio chiaro anche per chi, mettendo il dito sulle priorità dei lavori del governo, presagiva una rottura tra Carroccio e Pdl: “Ho parlato ieri sera con Bossi” spiega il premier “non c’è alcun contrasto”. “La Lega ha nei primi punti del suo programma il federalismo che è un progetto anche nostro. Il federalismo fiscale non è un biglietto che paghiamo alla Lega per la tenuta della nostra coalizione perché siamo anche noi convinti” della necessità che il federalismo sia realizzato. “Abbiamo tuttavia, noi come governo e in particolare come Pdl, la riforma della giustizia come progetto prioritario e quindi l’accordo con la Lega è che simul stabunt e che quindi le porteremo avanti insieme”.
“Metteremo in campo uno studio approfondito” ha concluso “per quanto riguarda la riforma della giustizia che presenteremo a settembre e lavoreremo da qui a settembre per preparare un progetto che possa essere sottoposto all’esame e alla votazione del parlamento”. Dove non figurerebbe però l’immunità parlamentare. “Non l’ho mai citata”, garantisce il presidente del Consiglio, convinto che sia giusto “non fare oggi ciò che non hai fatto ieri”.
Poi tocca altri temi, il premier. A cominciare da quello del suo rapporto con al magistratura. “Io ho fiducia nella magistratura” ma vengo spesso “attaccato e aggredito” da certi giudici, ribadisce. “Sono stato processato 17 volte ed assolto per 17 volte”. Aggiunge il presidente del Consiglio: “Non sono io ad attaccare, non c’è una guerra aperta e continuativa. Ho una grande fiducia nei magistrati. L’ho detto più volte. Ma sono spesso aggredito”. Poi precisa il significato delle sue parole sul caso Del Turco per le quali era stato subito attaccato dall’opposizione: “Non ho mai usato la parola teorema per esprimere un giudizio su quanto avvenuto in Abruzzo”, ma “ho semplicemente parlato dei teoremi accusatori” nei miei confronti da parte di alcuni magistrati che poi si sono dimostrati inesistenti.
E dopo aver spiegato perché il governo ha messo la fiducia sulla manovra (”evitate le manovre delle lobby”), Berlusconi parla dell’emergenza petrolio che riguarda l’Italia e l’Occidente. “Il prezzo del greggio è aumentato a livelli assolutamente insostenibili: questa è l’emergenza odierna da risolvere…”. Il caro-petrolio penalizza industria, commercio, famiglie (con un aggravio di mille euro all’anno, calcola) e il premier spiega che agirà come “ufficiale di collegamento” tra i paesi Opec produttori del greggio e l’Occidente perché “serve un immediato incontro tra i paesi produttori e quelli consumatori”.
“Cosa fare di fronte a questo aumento del prezzo?, si chiede. “C’è grande incertezza. Anche perché ho riscontrato una certa carenza di leadership a livello europeo. Soprattutto con la dipartita di leader come Putin, Blair, Chirac, Aznar, Scheroeder. Tutte queste alte personalità non hanno trovato sostituzioni pregnanti”.
Per Alitalia la “soluzione è possibile e vicina”, e sono “personalmente convinto che in tempi abbastanza brevi presenteremo una nuova compagnia con un piano industriale che le consentirà di tornare in attivo”, ha detto Silvio Berlusconi sottolineando che il governo “dovrà dire di no ad alcuni imprenditori, perché in troppi si sono presentati per partecipare al rilancio di Alitalia”.
Il VIDEO servizio:
- Giovedì 17 Luglio 2008

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Il 21 Luglio 2008 alle 11:28 Riforme, Bossi apre al dialogo. Poi un gestaccio sull’inno » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Spiazza ancora Umberto Bossi: ieri da Venezia aveva rassicurato Berlusconi sul via libera alla riforma della giustizia. Oggi da Padova, dal congresso della Liga Veneta, non smentisce ma tiene aperta la porta al dialogo sulle riforme con l’opposizione. [...]
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