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Pierpaolo Bruni, il magistrato che ha sostituito Luigi de Magistris nell’indagine Why not della procura generale di Catanzaro, è in rotta di collisione con il resto del pool: ha chiesto di essere sollevato dall’incarico e il trasferimento del procedimento alla procura di Salerno. Lo rivela il settimanale Panorama nel numero in edicola da venerdì 18 luglio, che riporta ampi stralci delle lettere che Bruni ha inviato, per motivare le sue richieste al procuratore generale Enzo Iannelli.
In una lettera del 10 giugno, scrive Panorama, si legge: «Il gruppo di lavoro esiste solo formalmente poiché soltanto lo scrivente, pressoché in esclusiva negli ultimi mesi, ha posto in essere attività investigative e di impulso alle indagini».
Bruni, che non ha firmato la richiesta d’archiviazione per l’ex ministro della giustizia Clemente Mastella, è in contrasto con i colleghi anche sull’atteso chiarimento della posizione di Romano Prodi. Infatti Bruni sta seguendo un filone che riguarda l’ex premier («il presunto finanziamento all’onorevole Prodi attraverso il Laboratorio democratico», un centro studi di giovani vicini al Professore) e vuole poter continuare a investigare prima di archiviare.
Nell’ultima missiva, spedita a fine giugno, scrive Panorama, Bruni, preoccupato per l’andamento delle indagini, ha proposto una riunione del pool con un ordine del giorno sorprendente: discutere il trasferimento dell’inchiesta catanzarese alla procura di Salerno per competenza, visto che i pm Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi procedono contro alcuni indagati di Why not per una presunta corruzione in atti giudiziari.
- Giovedì 17 Luglio 2008
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Commenti
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Il 21 Luglio 2008 alle 10:38 nhico ha scritto:
Se no, a che servono gli amici?
Il 5 Novembre 2008 alle 12:21 Why not: il successore di de Magistris lascia, Prodi archiviato? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il pubblico ministero Pierpaolo Bruni, dopo un anno di lavoro, lascia l’inchiesta Why not. Oggi scadevano i termini della sua applicazione all’indagine. La procura generale di Catanzaro, titolare dell’inchiesta, ha preso atto della sua decisione. Il magistrato aveva sostituito Luigi de Magistris, dopo che al sostituto procuratore napoletano era stato avocato il fascicolo. I primi scricchiolii nel rapporto tra il pm crotonese e i colleghi del pool Why not si erano avvertiti in estate quando il pubblico ministero aveva inviato alcune lettere al procuratore generale Enzo Iannelli per lamentarsi della conduzione dell’inchiesta Per Bruni l’indagine, in particolare il filone su Romano Prodi (ma non solo) non procedeva come avrebbe dovuto e anzi aveva subito dei rallentamenti. A fine settembre, poi, erano state consegnate alla procura le consulenze degli esperti, l’ex ispettore della Banca d’Italia Piero Sagona e lo studio Perotti di Torino. Secondo Bruni le carte dimostravano che l’indagine su Prodi e il suo entourage (a partire dal deputato del Pd Sandro Gozi) avrebbe dovuto proseguire, per la procura generale l’esatto contrario: la posizione dell’ex premier va archiviata. Risultato: l’addio di Bruni. [...]
Il 6 Novembre 2008 alle 20:40 SuccedeOggi » Why not: il successore di de Magistris lascia, Prodi archiviato? ha scritto:
[...] Il pubblico ministero Pierpaolo Bruni, dopo un anno di lavoro, lascia l’inchiesta Why not. Oggi scadevano i termini della sua applicazione all’indagine. La procura generale di Catanzaro, titolare dell’inchiesta, ha preso atto della sua decisione. Il magistrato aveva sostituito Luigi de Magistris, dopo che al sostituto procuratore napoletano era stato avocato il fascicolo. I primi scricchiolii nel rapporto tra il pm crotonese e i colleghi del pool Why not si erano avvertiti in estate quando il pubblico ministero aveva inviato alcune lettere al procuratore generale Enzo Iannelli per lamentarsi della conduzione dell’inchiesta Per Bruni l’indagine, in particolare il filone su Romano Prodi (ma non solo) non procedeva come avrebbe dovuto e anzi aveva subito dei rallentamenti. A fine settembre, poi, erano state consegnate alla procura le consulenze degli esperti, l’ex ispettore della Banca d’Italia Piero Sagona e lo studio Perotti di Torino. Secondo Bruni le carte dimostravano che l’indagine su Prodi e il suo entourage (a partire dal deputato del Pd Sandro Gozi) avrebbe dovuto proseguire, per la procura generale l’esatto contrario: la posizione dell’ex premier va archiviata. Risultato: l’addio di Bruni. [...]
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