Un Eurostar senza passeggeri si è “spezzato” mentre il convoglio veniva trasferito dall’officina della Martesana alla stazione centrale di Milano. A riferirlo in una nota, sono i sindacati di categoria che definiscono l’accaduto “un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori”.
L’incidente è avvenuto la mattina di lunedì 14 luglio, ma è emerso solo oggi, e si sarebbe verificato poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano-Roma delle 7,00. “L’Etr 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio”, spiegano i delegati sottolineando che “fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità , con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma”.
L’episodio, dicono i sindacati, non sarebbe isolato: il 5 aprile nei pressi di Roma “l’Eurostar 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto” ed il 28 maggio, sempre vicino Roma, “si spalancò una porta in corsa al 9304, T-biz Roma-Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista”.
Fin qui la denuncia dei sindacati.
Pronta la risposta delle Fs: “La sicurezza dei viaggiatori non è mai stata a rischio”, commentano le Ferrovie dello Stato. “Quanto riportato in una nota dei delegati RSU/RSL dei ferrovieri” spiega Fs “è avvenuto durante le prescritte operazioni di controllo preliminari alla sua entrata in esercizio e, soprattutto, perché è il risultato di una errata manovra del personale di macchina, possibile solo in fase di partenza”. Di più: “L’errata manovra” aggiunge Ferrovie dello Stato “avvenuta durante la predisposizione del convoglio, ha determinato l’attivazione dei sistemi di sicurezza che hanno frenato una parte del treno impedendone il movimento e provocando la rottura di un gancio di collegamento, secondo i principi basilari della sicurezza ferroviaria”. Una situazione, assicurano le Ferrovie, che “non può in alcun modo verificarsi in corsa, con viaggiatori a bordo”.
Infine l’affondo: “Stupisce che i componenti della RSU/RSL non conoscano gli elementi fondamentali del sistema di sicurezza di FS, oggi fra le aziende in assoluto piu’ sicure, sviluppati sul principio del freno continuo adottato addirittura da un secolo nell’industria ferroviaria mondiale”.
- Venerdì 18 Luglio 2008
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