Ravasin: “Niente cure forzate”. Il testamento di un malato di Sla affidato alla rete

Paolo Ravasin, 48 anni, malato di Sla

Ha affidato a un video la sua volontà. Quella di dire no all’accanimento terapeutico.
Parla a fatica Paolo Ravasin, 48 anni, malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) e presidente della cellula Luca Coscioni di Treviso. Con voce debole Ravasin parla davanti a una telecamera che lo inquadra e a un microfono che dà suono alla sua voce e legge il suo testamento biologico, tenuto di fronte ai suoi occhi da altre mani: “Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà”.
Il video è visibile sui siti dell’Associazione Luca Coscioni e di Radio Radicale.
E aggiunge: “A partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la bocca rifiuto la somminnistrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e altre patologie sopravvenenti intese come come complicazioni”. In conclusione aggiunge: “Sono perfettamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà”.
Il video è stato diffuso nel pomeriggio. Un video come Piergiorgio Welby, malato di distrofia che due anni fa affidò alle immagini il suo appello per l’eutanasia al presidente della repubblica Giorgio Napolitano. La voce di Ravasin, a causa anche del tubo endotracheale che lo aiuta a respirare, è metallica, uno sforzo dietro ogni parola, e pausa, singulti; lo sguardo semi abbassato nella tensione di parlare; un lungo piano sequenza fissa il suo volto, steso a letto, con scritte in sovraimpressione che riprendono il contenuto delle parole.
Marco Cappato, europarlamentare radicale e segretario dell’Associazione Luca Coscioni - sempre sul sito dell’associazione - sottolinea: “Il testamento biologico in video di Paolo Ravasin, rappresenta, come fu per Welby, manifestamente la volontà di una persona di decidere per se stessa senza l’imposizione della volontà di un medico o di altri”. E Cappato racconta come “Paolo Ravasin è un malato di Sla che fino a qualche tempo fa era costretto a condizioni al limite della decenza. Nella casa di riposo di Ponte di Piave ha dovuto sopportare sofferenze, incredibili: la macchina che gli consentiva di respirare si è spenta 18 volte in due anni. E per questo ha lottato in prima persona per il diritto alle cure”.

“Proprio perché ha fatto questa lotta, per se e per gli altri, per evitare di essere trattato come un oggetto in questi mesi, si rifiuta oggi di rischiare di essere trattato di nuovo come un oggetto nel caso in cui perdesse coscienza”, conclude Cappato, aggiungendo: “La testimonianza di Ravasin dimostra anche come siano senza senso le disquisizioni sul fatto se l’idratazione e l’alimentazione artificiali siano o no delle terapie. Per Ravasin quello che conta è che non si trasformino in una violenza”. Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, si rivolse in un video direttamente al capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Signor presidente, voglio l’eutanasia”. Poi nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 2006 il medico anestesista Mario Riccio, come chiesto da Welby, staccò la ventilazione meccanica aiutandolo a morire.
Il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha in seguito prosciolto il medico dall’accusa di “omicidio del consenziente”: in sostanza Welby aveva il diritto di chiedere l’interruzione della ventilazione meccanica e il medico aveva il dovere di accogliere la richiesta. Da qui il “non luogo a procedere” per il medico, perché il fatto non costituisce reato ai sensi dell’articolo 51 del codice penale sull’adempimento di un dovere. Il video di Ravasin, arriva quando ancora non si sono placate le polemiche intorno alla sorte di Eluana Englaro, in coma vegetativo permanente da 16 anni. Dopo che la Corte di appello di Milano il 9 luglio scorso ha dato l’autorizzazione all’interruzione dell’alimentazione forzata, sulla base del principio formulato dalla Cassazione, il Senato ha iniziato la procedura per verificare se avviare un eventuale conflitto di attribuzione.

Ecco il testamento biologico di Ravasin:
“Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell’ULSS 9, dell’evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti”. “In particolare - prosegue - per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente: nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.
Inoltre a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata
Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere”. “Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità - conclude Ravasin - attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti”.

Il VIDEO testamento di Ravasin, da YouTube:

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Il 21 Aprile 2009 alle 16:16 Il video-appello di Ravasin, malato di Sla: “Biotestamento, legge incostituzionale” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Se è vero l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono dei trattamenti sanitari a tutti gli effetti, allora è anche vero che questa legge, che non consente a me, che sono pienamente capace di intendere e di volere, di rifiutare tali trattamenti, è manifestamente anticostituzionale”. La voce strozzata e affaticata. L’immagine fissa e leggermente tremante. Appare così  Paolo Ravasin, 49 anni, da 10 anni malato di sclerosi laterale amitrofica (Sla) e ospite della casa soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier (in provincia di Treviso) in un video-appello al capopo dello Stato, Giorgio Napolitano, e ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Il video è stato presentato dai Radicali per denunciare il disegno di legge sul testamento biologico che, dopo il voto favorevole di palazzo Madama (qui il VIDEO), nelle prossime settimane approderà alla Camera dei deputati. “Con grande tristezza” afferma Ravasin “ho appreso la notizia dell’approvazione al Senato della legge formalmente sul testamento biologico, ma sostanzialmente contro il testamento biologico, che rende carta straccia le mie direttive anticipate ed in particolare la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e nutrizione artificiali quando non sarò più in grado di nutrirmi e bere naturalmente”. Richiamando la battaglia di Piergiorgio Welby e Luca Coscioni e sottolineando che le difficili condizioni di salute non gli hanno tolto “la voglia di lottare per vivere”, Ravasin definisce, però, “incostituzionale” il ddl che porta il nome del relatore del Senato, Raffaele Calabrò (Pdl). “Mi viene sottratta l’unica libertà che mi è rimasta: quella di poter decidere sulla mia morte. Ognuno di noi alla fine dei suoi giorni è solo di fronte alla morte, ma lo Stato e la Chiesa hanno preteso di sostituirsi a Dio”. Già nei mesi scorsi i radicali avevano reso noto un testamento biologico di Ravasin in formato video. “Si tratta di un documento di alto valore politico che riporta il problema del biotestamento nel suo ambito naturale, quello dalla libertà” afferma la radicale, Emma Bonino. “Dopo i furori etici scatenati dalla vicenda Englaro” ha proseguito, “ora siamo in una pausa di riflessione importante sul disegno di legge. Mi auguro che la Camera, nel quadro delle audizioni previste, ascolti non solo teologi e scienziati ma soprattutto i cittadini malati, come Ravasin, che più di tutti hanno il diritto di parlare di scelte. La libertà di scegliere riguarda la persona e non può essere usurpata da altri che si sentono in diritto di imporre la loro libertà”. E continua: “Ravasin riporta il problema nel suo ambito specifico, che è quello della libertà. Per questo speriamo che il disegno di legge sia esaminato, alla Camera, dalla commissione Affari costituzionali e non dalla commissione Sanità. Più che ascoltare teologi o scienziati, bisognerebbe ascoltare i malati come Ravasin. Ci auguriamo” ha detto Bonino “che la Camera corregga il testo di legge e le massime cariche dello Stato prestino attenzione a questo appello”. [...]

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