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“La mia è una tragedia familiare e umana”. La mamma della bimba francese di 4 anni, ancora in coma perché picchiata selvaggiamente dal padre all’Altare della Patria a Roma sabato notte, ha raggiunto la capitale. La donna, nota giornalista a Parigi, è arrivata ieri sera dalla Turchia, con un volo privato, insieme con i genitori. Ha trascorso quasi tutta la notte nell’ospedale pediatrico della capitale Bambino Gesù, poi si è andata a riposare qualche ora in albergo e stamani, alle 10.30 è tornata, assediata da giornalisti e telecamere.Stamani è stata anche ascoltata dai carabinieri, ai quali ha spiegato che suo marito Julien Monnet - del quale ha anche chiesto informazioni e che ora si trova in carcere - ha problemi psicologici che si accentuano se non prende dei medicinali. La coppia vive a Parigi. L’uomo era rimasto con la piccola nella capitale francese mentre la mamma si era presa una settimana di ferie ed aveva raggiunto la sorella in Turchia. Monnet, avvisando i parenti, avrebbe poi deciso di fare una gita con la bimba ed aveva preso con sé uno zaino con pochi indumenti. Resta da chiarire perché la gita si sia poi trasformata in un viaggio a Roma.
Le condizioni della piccola restano immutate e sempre gravi. Secondo il bollettino medico diffuso alle 11.30 “le condizioni generali sono stazionarie, con stabilità delle funzioni vitali, la prognosi resta riservata e per oggi non sono previste modifiche al piano diagnostico-terapeutico”. La mamma e i nonni della bimba stanno, in queste ore, avendo il sostegno anche di una psicologa, tenente dei carabinieri, che parla francese e sabato sera, ha trascorso buona parte della notte al Bambino Gesù.
Il pm di Roma Francesca Passaniti ha contestato formalmente l’accusa di tentato omicidio al padre della bambina, ex tecnico informatico. Secondo quanto si è appreso, la contestazione, che sostituisce quella di lesioni gravissime inizialmente ipotizzate e per le quali l’uomo è stato arrestato, è contenuta nella richiesta che oggi il pm ha trasmesso al gip competente. Il giudice avrà 48 ore di tempo per fissare l’interrogatorio di convalida dell’arresto e decidere sul reato per il quale è chiesta l’emissione della misura cautelare.
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