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Gennaio-giugno 2008: 48 le vittime dei pirati stradali e 127 le persone ferite. Gli episodi sono stati 136, in aumento del 74% rispetto allo stesso periodo del 2007, con un incremento degli episodi del 30%.
Sono gli ultimi dati resi noti dall’Asaps, l’associazione amici sostenitori della polizia stradale, che puntualizza come però questo tipo di reato “non paghi”: il 75% degli autori viene infatti smascherato, mentre “solo” il 25% resta ignoto. Il monitoraggio riguarda però - precisa l’Asaps - solo una piccola parte degli eventi effettivamente accaduti. Gli episodi passati al setaccio dall’Osservatorio istituito dall’associazione sono quelli piu’ gravi: il 75% degli autori viene poi smascherato, mentre il 25% resta ignoto. Su 136 inchieste monitorate, 102 hanno condotto all’identificazione del responsabile, arrestato in 48 occasioni (47,1% delle individuazioni) e denunciato a piede libero in altre 54 (52,9%).
Su tutti questi eventi pesa l’ombra dell’alcol e delle droghe: in 49 casi ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato “attendibile”. La “positività dei test condotti”, sottolinea il presidente Giordano Biserni, “è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 102 su 136. In diversi casi, poi, gli investigatori non possono più sottoporre il pirata a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall’evento”.
Gli eventi mortali sono stati 45 (33,1%), mentre quelli con lesioni 91 (66,9%), con 48 vittime e 127 persone ospedalizzate.
“Ovvio” aggiunge Biserni “che al nostro esame passano solo gli atti di pirateria più grave, quelli che ‘bucano’ la cronaca o che i nostri 700 referenti sul territorio selezionano sulla scorta di precisi standard di riferimento”. La regione che vanta il poco invidiabile primato è la Lombardia (21 episodi), seguita da Lazio (17), Emilia-Romagna e Campania (16), Toscana (12), Piemonte e Liguria (9), Veneto (7), Sicilia e Marche (6), Molise e Puglia (5), Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Calabria (2), Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige (1). Isole felici Umbria, Abruzzo e Basilicata, le uniche regioni dove non sono avvenuti eventi gravi.
Le categorie deboli della strada, soprattutto anziani e bambini, pagano un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività : 27 sono gli anziani coinvolti, 17 i bambini, rispettivamente il 19,9% ed il 12,5%. Il 51,5% degli atti di pirateria - 70 su 136 - avviene di giorno.
L’Osservatorio ha preso in esame anche la presenza di conducenti stranieri: il 35,3% dei pirati identificati è risultato forestiero. “Parliamo”, spiega Biserni, “di 36 conducenti su 102, un elemento che conferma altre nostre precedenti analisi sulla sinistrosità . Indicativo anche il fatto che il 16,9% delle vittime sia straniero, si può dire che si tratta di una vera e propria categoria debole che si aggiunge alle altre”.
L’identikit del pirata? “Nella maggior parte dei casi” conclude il presidente dell’Asaps “si tratta di uomini tra i 18 ed i 44 anni, spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti, mancanza della patente (o ritirata), assicurazione falsa o scaduta (fenomeno sempre più pervasivo), e per questo decide di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità . Le pene, peraltro, rimangono non elevatissime: da un anno a tre anni. Ora le sanzioni per l’omicidio colposo sono però diventate più pesanti. Le vocazioni alla fuga irresponsabile dovrebbero calare, se non altro per il fatto che tre pirati su quattro vengono scoperti”.
- Martedì 22 Luglio 2008
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