Un incendio di vaste proporzioni è divampato stanotte al campo nomadi di via Candoni, alla Magliana, abitatato da circa 600 persone, dove la scorsa settimana la Croce rossa aveva avviato le prove generali del censimento della popolazione nomade residente a Roma.
Ma nel nuovo sopralluogo nella zona che lambisce il campo nomadi di via Candoni a Roma, interessata da un incendio la scorsa notte, la polizia non ha rilevato “nessun tipo di traccia dolosa”, come parevano far pensare le prime segnalazioni arrivate nella notte.
Gli investigatori sono tornati nel campo alla ricerca di un qualsiasi dettaglio che potesse confermare o smentire le prime allarmanti notizie che facevano riferimento ad un lancio di bottiglie incendiarie. Già dalla nottata l’ipotesi sembrava molto labile e con il sopralluogo di questa mattina è arrivata la conferma che nessuno ha appiccato volontariamente le fiamme nelle sterpaglie che circondano il campo rom.
Fiamme che, alimentate dal forte vento di ieri sera, hanno comunque provocato paura all’interno dell’insediamento nomade. La polizia ha ascoltato, tra l’altro, i responsabili del campo di via Candoni che hanno negato di aver mai visto auto sospette con a bordo italiani o qualcuno che abbia lanciato bottiglie nella direzione del campo.
E c’è una persona indagata per procurato allarme: secondo quanto si è appreso si tratta del volontario dell’Arci che telefonando al 113 denunciando l’incendio, parlando di “alcuni ragazzi italiani che volontariamente avevano appiccato le fiamme”. I rilievi della polizia e del vigili del fuoco arrivati immediatamente nella zona dell’incendio non hanno però fatto emergere nessuna traccia dolosa dell’incendio. Interrogato in nottata dalla polizia il volontario dell’Arci avrebbe negato di aver detto quella fase. Ma come sempre accade le telefonate che arrivano al 113 vengono registrate.
Gli abitanti del campo hanno comunque raccontato la loro paura: “I bambini erano terrorizzati ma per fortuna l’arrivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio”, racconta Mioara Miclescu, che vive nel campo di via Candoni. “Abbiamo sentito un botto e siamo subito corsi a chiudere l’ingresso del campo” continua Miclescu. “Vedevamo le fiamme tutt’intorno e abbiamo temuto il peggio perché il forte vento spingeva l’incendio proprio nella nostra direzione”. Intorno alla mezzanotte è giunto in via Candoni anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Lo ho accolto io dice Miclescu e gli ho raccontato della nostra paura e disperazione: lui ci ha assicurato il suo impegno, non credevamo che venisse subito da noi”.
- Mercoledì 23 Luglio 2008
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