Sì definitivo in Senato: il decreto sicurezza diventa legge

Militari in cittÃ

161 voti a favore, 120 contrari (Pd e Idv) e otto astenuti (l’Udc). Con questi numeri è stato convertito definitivamente in legge il decreto sulla sicurezza così come era stato licenziato alla Camera con il voto di fiducia. A Montecitorio erano state profondamente riviste le norme blocca-processi inserite in prima lettura al Senato.
Naturale la soddisfazione della maggioranza, espressa dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri: “Finalmente una svolta storica per la tutela e la sicurezza dei cittadini dopo l’impotenza della sinistra. Abbiamo approvato un decreto che inasprisce le norme contro i clandestini, contro la mafia, contro chi guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e che rende più rapidi i processi per i reati di più grave allarme sociale, mentre include per gli immigrati l’aggravante di clandestinità”.
Altrettatnto ovvie le critiche dell’opposizione: Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, parla di norme contrarie al principio di uguaglianza. “Cito per esempio una questione fondamentale, quella che riguarda l’aggravante per il cosiddetto reato di immigrazione clandestina. Questa questione è secondo noi incostituzionale perché non si capisce quale sarebbe questa particolare pericolosità che nasce esclusivamente dal fatto che non hai il permesso di soggiorno”.
Aggravante per i reati commessi dai clandestini; rinvio dei processi meno importanti, fino a 18 mesi, per quelli relativi a reati coperti da indulto, cioè commessi entro il 2 maggio 2006 e saranno considerati prioritari i processi per reati di grave allarme sociale puniti con pena superiore a quattro anni; più potere ai sindaci e prefetti; confisca degli immobili affittati a clandestini. Sono queste le novità contenute nel decreto convertito in legge oggi dall’Aula di Palazzo Madama. Ecco nel dettaglio cosa prevede il testo.
Rinvio discrezionale dei processi, fino a 18 mesi, per i reati che non generano allarme sociale compiuti fino al 2 maggio 2006. Il rinvio congela anche i termini di prescrizione. L’imputato potrà rifiutarlo e non si applica se è già chiuso il dibattimento. Viene inoltre data priorità ai processi che prevedono il rito per direttissima, quelli con imputati detenuti e quelli per reati più gravi, come mafia, terrorismo, ma anche incidenti sul lavoro e circolazione stradale, immigrazione clandestina e reati puniti con pene superiori ai quattro anni e quelli nei quali ci sono casi di recidiva reiterata. Saranno i capi degli uffici giudiziari, alla luce di questo elenco di reati considerati prioritari, a stilare un elenco proprio del quale dovranno essere informati il Consiglio Superiore della Magistratura e il ministro della Giustizia.
Aggravante di clandestinità. Per lo straniero presente irregolarmente in Italia e che delinque le pene verranno aumentate di un terzo. L’aggravante viene applicata sia agli extracomunitari che ai cittadini stati membri dell’Unione europea irregolarmente presenti in Italia.
Utilizzo militari nelle grandi città. Saranno 3000 i soldati dispiegati nelle grandi città per “specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità”. Avranno compiti di pubblica sicurezza per un periodo di sei mesi (al massimo rinnovabile per un anno). I soldati saranno a disposizione dei prefetti e saranno impiegati in 10 città e affiancheranno forze di polizia nel controllo del territorio, in aree metropolitane o comunque densamente popolate, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, perlustrazione e pattugliamento. Saranno utilizzati principalmente carabinieri già impiegati in compiti militari all’estero o comunque volontari specificamente addestrati.
Più poteri a sindaci e prefetti. Sono ampliati i poteri dei sindaci dei prefetti in tema di ordine pubblico e sicurezza urbana, prevedendo inoltre una collaborazione tra polizia locale e statale. Il sindaco potrà adottare provvedimenti ‘contingenti e urgentì per fronteggiare ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. Il prefetto può intervenire con proprio provvedimenti in caso di inerzia del sindaco e di predisporre gli strumenti necessari all’attuazione delle iniziative adottate dal sindaco per la sicurezza pubblica. Il sindaco segnala alle autorità competenti gli stranieri irregolari da espellere.
Espulsioni più facili. Tutti gli stranieri che siano stati condannati a una pena superiore a due anni (fino ad oggi era di 10 anni) saranno espulsi. Prevista anche l’espulsione immediata per gli stranieri comunitari o clandestini che delinquono o (comunitari, dopo due mesi di permanenza nel nostro Paese) che non sono in grado di dimostrare una fonte lecita di guadagno. Per questi è previsto il rito per direttissima ed è abolito il patteggiamento in fase di appello.
Carcere da 6 mesi a 3 anni e confisca degli immobili ceduti a titolo oneroso a clandestini e irregolari, nel caso in cui il proprietario ne derivi un ‘illecito profittò (restano fuori le badanti e colf alloggiate nelle case dei datori di lavoro). Con la condanna scatta anche la confisca del bene.
Ergastolo a chi uccide un agente e stretta sulla custodia cautelare. Per chi uccide un agente delle forze dell’ordine in servizio (poliziotti, carabinieri, finanzieri e altri agenti di pubblica sicurezza) la massima pena prevista sarà quella dell’ergastolo. Inoltre, aumenta il numero dei reati per i quali non è concessa la sospensione della pena detentiva. Rimarrà in carcere chi commette atti osceni, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, furto e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità, ma anche chi spaccia sostanze stupefacenti e psicotiche. Per chi è incensurato non scatteranno più in maniera automatica le attenuanti generiche.
Confisca beni patrimoniali di origine mafiosa e no a gratuito patrocinio. Vengono inserite norme per la confisca dei beni di origine mafiosa o di provenienza illecita o la cui consistenza risulti sproporzionata al proprio reddito dichiarato o alla propria attività economica. Sempre in tema di lotta alla mafia vengono ampliati i poteri di coordinamento del procuratore nazionale antimafia anche in materia di prevenzione. Infine, i mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio.
Lotta alla contraffazione. Vengono introdotte norme specifiche in materia di distruzione delle merci contraffate.

Il VIDEO servizio:

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Il 24 Luglio 2008 alle 18:09 Maroni a Bruxelles: “Punire chi sfrutta il lavoro nero dei clandestini” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Colpire gli sfruttatori dei clandestini. L’idea è rimasta fuori dal decreto sicurezza approvato ieri al senato (che prevede invece la confisca dell’immobile per chi affitta a irregolari). Ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni la rilancia per l’Europa. “L’Italia è favorevole a prevedere a livello europeo sanzioni penali contro i datori di lavoro che assumono in nero immigrati clandestini e propone di istituire anche sanzioni patrimoniali’’ ha detto il ministro a Bruxelles, durante la deliberazione pubblica al Consiglio giustizia e interni Ue sulla proposta di direttiva europea per punire chi sfrutta il lavoro nero e l’irregolarità degli immigrati. Maroni ha espresso il parere favorevole dell’Italia anche alla proposta della direttiva francese che prevede un target minimo di ispezioni nelle aziende per colpire chi sfrutta il lavoro degli immigrati irregolari. Purtroppo però, ha dovuto riconoscere il ministro leghista, “L’Italia ha un primato negativo per quanto riguarda il lavoro nero, soprattutto nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni”. Dai cantieri edili del nord ai campi di pomodori campani e pugliesi, il ricorso all’immigrato irregolare sfruttato è tutt’altro che un’eccezione. Secondo Maroni, nel nostro ordinamento esiste “un sistema di sanzioni penali che colpisce gli imprenditori che assumono in nero ha dato qualche risultato positivo, ma non così efficace come avremmo sperato’’, ha detto. ‘’Abbiamo anche messo in atto un sistema di ispezioni che si è rivelato più efficace rispetto alle sanzioni”. Meglio le misure dissuasive piuttosto che le punitive, secondo il responsabile del Viminale. Per Maroni nella direttiva Ue vanno inserite “sanzioni patrimoniali insieme a quelle finanziarie e amministrative”. Sul secondo punto previsto dal progetto, un target per le ispezioni nelle imprese, sul quale la presidenza francese ha interrogato tutti i ministri, Maroni ha detto che l’Italia è favorevole. ‘’La definizione di un sistema comune europeo può aiutare Paesi come l’Italia che hanno un’esperienza di lavoro nero molto significativa’’. Arrivare a regole comuni su un tema delicato, che coinvolge le norme sul lavoro e sulla clandestinità dei vari paesi non sarà facile. A guidare il fronte dei paesi contrari a imporre sanzioni penali e a fissare target minimi di ispezioni nei posti di lavoro è il paese che accoglie più immigrati (regolari): la Germania. ‘’Ci sono altri modi per combattere il fenomeno delle assunzioni in nero degli immigrati clandestini’’, ha detto il ministro tedesco dell’interno Wolfgang Schauble. Ancora più esplicito il doppio no della Svezia: ‘’non esiste una competenza comunitaria in materia di diritto penale’’, ha detto il ministro Tobias Billstrom. “Quanto alle ispezioni, non ci opponiamo, ma la competenza deve essere lasciata a ciascun Stato membro’’. Su questa linea anche l’Olanda, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia. La proposta francese invece (che prevede sanzioni penali e una quota minima di ispezioni del 5per cento nelle imprese per i datori di lavoro che assumono clandestini) ha ottenuto un appoggio dalla Commissione Ue e di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. D’accordo su alcuni punti anche Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Slovenia, Bulgaria, Malta, Cipro e Belgio. ‘’I colpevoli del fenomeno dell’immigrazione clandestina sono gli sfruttatori” ha detto il ministro dell’Interno spagnolo Celestino Corbacho. Sulle ispezioni, tutti i ministri favorevoli al target hanno precisato l’importanza di fare controlli qualitativi, colpendo in particolare i settori più a rischio in ciascun paese. [...]

Il 31 Luglio 2008 alle 12:38 Verona, pugno duro e 500 euro di multa per chi va a prostitute » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Conto salatissimo per i clienti delle prostitute veronesi: chi venisse sorpreso appartato per strada per fare sesso a pagamento rischia infatti una multa di 500 euro. La pena pecuniaria massima consentita dalle nuove norme del decreto sicurezza che danno più potere ai sindaci. E quello di Verona, il leghista Flavio Tosi, non si è lasciato sfuggire l’occasione:”In questo caso” spiega “abbiamo deciso di applicare la sanzione massima di 500 euro per la violazione dell’ordinanza antiprostituzione: un deterrente ben più forte dei 36 euro per intralcio alla circolazione previsti dal codice della strada al quale finora i sindaci erano tenuti a richiamare le proprie ordinanze”. [...]

Il 16 Febbraio 2010 alle 12:03 Clandestini, ecco le soluzioni per mettere un freno ai quartieri ghetto - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] del meccanismo di espulsione. Ma c’è anche il problema posto dal Decreto sicurezza, approvato lo scorso anno, su chi poi approfitta della presenza dei clandestini, affittando loro [...]

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