In Umbria la Fondazione antiusura vittima di un’usuraia

Banconote euro
La Fondazione Umbra contro l’Usura è stata vittima di un’usuraia. Per otto anni la commercialista e consulente della Fondazione nata per aiutare piccoli commercianti e artigiani in difficoltà facendosi garante presso gli istituti di credito, ha ripulito i fondi dell’ente per circa 2 milioni di euro. Claudia Pasqua, 43 anni, originaria di Torgiano in provincia di Perugia, arrestata per falso e peculato dalla Guardia di Finanza, era riuscita a diventare in pochi anni il vero “dominus” dell’ente perugino e della gestione dei suoi fondi. Falsificando la firma del presidente della Fondazione ma anche presidente del Tribunale dei minori, Piero Cenci, sulla documentazione necessaria per il rilascio dei prestiti di cui l’ente di faceva garante, riusciva a convogliare sui propri conti correnti le migliaia di euro pagate mensilmente dagli imprenditori beneficiari. Infatti, dopo pochi mesi che la banca aveva concesso il prestito all’imprenditore in difficoltà, la commercialista, “dirottava” la rata del mutuo sul proprio conto bancario facendo apparire insolvente, nei confronti dell’istituto di credito, il commerciante. Così era la Fondazione, garante del prestito a dover saldare il debito con la banca. Intanto, i commercianti ignari continuavano a pagare convinti di dover ancora estinguere il mutuo. Con questo metodo Claudia Pasqua ha riscosso i soldi di oltre un centinaio dei piccoli artigiani che si erano rivolti alla Fondazione Umbra Contro l’Usura. Nel corso dell’ “operazione Fides”, le fiamme gialle hanno sequestrato quattro immobili di cui uno in Sardegna, in Costa Smeralda , e tre nel perugino oltre a due auto di grossa cilindrata, due moto, quote societarie e undici orologi di lusso. Un patrimonio stimato in oltre 3 milioni di euro. ” Le indagini proseguono per accertare altre irregolarità” spiega il colonnello Fabrizio Martinelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Perugia “in particolare per cercare di ricostruire i movimenti e le distrazioni di denaro pubblico che veniva affidato alla Fondazione Umbra contro l’Usura”. Ad occuparsi dell’inchiesta i procuratori Giuseppe Soresina e Giuseppe Bianco della Procura della Repubblica di Firenze, per il coinvolgimento, anche se come parte lesa, del Presidente del Tribunale dei Minori di Perugia, Piero Cenci.

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