Rapporto sulla pena di morte: meno Paesi boia, più esecuzioni

Il sistema dell'iniezione letale

La “bella” notizia: siamo arrivati a quota 5.851. Cioè: resta alto, ma in diminuzione nel 2007, il numero dei Paesi che fanno ricorso alla pena di morte. La brutta notizia: aumentano le uccisioni. Mentre l’Italia si interroga indignata sulla sedia elettrica esposta (e rimossa) al luna park alle porte di Milano, il rapporto 2008 di Nessuno tocchi Caino, “La pena di morte nel mondo”, torna a condannare i Paesi boia del mondo, sottolineando che la Cina, alla vigilia dei Giochi Olimpici, continui ad mantenere l’esecrabile primato delle esecuzioni capitali, almeno 5 mila, pari all’85,4% del totale mondiale. Anche se, in mancanza di dati ufficiali, le vittime delle autorità cinesi potrebbero essere circa 6mila secondo i calcoli fatti dalla Fondazione Dui Hua. Per la Fondanzione, le Olimpiadi di agosto avrebbero, tuttavia, favorito una riduzione pari a un 25-30 per cento rispetto all’anno precedente (ne aveva stimate almeno 7.500 nel 2006).
E comunque, il “significativo” incremento delle esecuzioni rilevato nel mondo l’anno scorso “è dovuto in pratica alla escalation registrate in Iran, dove sono aumentate di un terzo, e in Arabia Saudita, dove sono quadruplicate”, afferma il documento, che presenta i fatti più importanti sulla pena di morte del 2007 e dei primi mesi del 2008. Nel sottolineare che “l’evoluzione positiva verso l’abolizione delle esecuzioni nel mondo da oltre dieci anni, si è confermata” anche negli ultimi mesi, l’Associazione di Sergio D’Elia, ricorda l’approvazione, il 18 dicembre 2007, dell’assemblea generale Onu di “una risoluzione presentata dall’Italia e da altri 86 paesi”, che chiede agli Stati membri di “stabilire una moratoria delle esecuzioni, in vista dell’abolizione della pena di morte”. (In rappresentanza dell’allora governo, Romano Prodi ha ricevuto da D’Elia il Premio “Abolizionista dell’Anno 2008″) .

Risoluzione che “per la prima volta, afferma il documento, stabilisce il principio fondamentale che la pena di morte attiene alle questioni del rispetto dei diritti umani e il suo superamento ne rappresenta un importante progresso”.
Ad oggi gli Stati che mantengono la pena di morte sono 49, a fronte dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005. In diminuzione anche il numero di Paesi che vi hanno fatto ricorso: 26 a fronte dei 28 del 2006. Dei 49 Paesi mantenitori della pena di morte, 39 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali: in 21 di questi paesi sono infatti state compiute almeno 5.798 esecuzioni, pari al 99% del totale mondiale.
“Le Americhe”, prosegue il testo, “sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Stati Uniti, l’unico paese del continente che ha compiuto esecuzioni nel 2007: 42 le persone giustiziate (erano state 53 nel 2006 e 60 nel 2005)”. In Africa, nel 2007 la pena di morte è stata eseguita in 7 paesi - Botswana (almeno 1), Egitto (numero imprecisato), Etiopia (1), Guinea Equatoriale (3), Libia (almeno 9), Somalia (almeno 5) e Sudan (almeno 7) - dove sono state registrate almeno 26 esecuzioni contro le 87 del 2006 e le 19 del 2005 effettuate in tutto il continente. In Europa, la Bielorussia continua a costituire l’unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte. Almeno una esecuzione è stata effettuata nel 2007 e altre tre nei primi mesi del 2008. La Russia, infine, è impegnata ad abolire la pena di morte in quanto membro del Consiglio d’Europa e, nel frattempo, attua una moratoria delle esecuzioni.

Sulla base del rapporto di Nessuno tocchi Caino, nel 2007 sono state effettuate in 26 paesi almeno 5.851 esecuzioni.
Ecco la lista del documento:
Cina: almeno 5.000
Iran: almeno 355
Arabia Saudita: almeno 166
Pakistan: almeno 134
Stati Uniti: 42
Iraq: almeno 33
Vietnam: almeno 25
Afghanistan: 15
Yemen: almeno 15
Corea del Nord: almeno 13
Libia: almeno 9
Giappone: 9
Siria: almeno 7
Sudan: almeno 7
Bangladesh: 6
Somalia: almeno 5
Guinea Equatoriale: 3
Singapore: 2
Bielorussia: almeno 1
Botswana: almeno 1
Indonesia: almeno 1
Kuwait: almeno 1
Etiopia: 1
Anche se non esistono dati ufficiali, secondo Amnesty International, un numero imprecisato di esecuzioni sarebbero avvenute nel 2007 anche in Egitto, Malesia e Mongolia, afferma il rapporto, che ricorda come non risultano vi siano state esecuzioni in Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Nigeria e Uganda, paesi che le avevano effettuate nel 2006.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 24 Luglio 2008 alle 15:44 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:

Noi abbiamo calcolato anche una sorta di “indice di densità” del ricorso alla pena di morte, in modo da far emergere come a tale pratica si faccia ricorso in termini fortissimi anche in quei paesi che, solo a causa della propria realtivamente ridotta popolazione, nelle classifiche non compaiono mai.
Scopriamo allora che in Arabia Saudita ci sono ben 6,7 esecuzioni ogni milione di abitante, in Guinea Equatoriale 5,9, in Iran 5, in Cina 3,8 e in Libia 1,5…
http://noirpink.blogspot.com/2.....muore.html

Il 24 Luglio 2008 alle 18:13 clator ha scritto:

Non condivido tutto questo solidarietà verso individui che si sono macchiati di crimini orrendi e meritano di essere giustiziati , mentre tutte queste organizzazioni ” umanitarie “non si preoccupano mai delle vittime che sono sotto terra e per questo non possono più dire nulla.
E’ vergognoso poi che i sinistri siano in prima fila in questa denuncia mentre per decenni quando nei paesi comunisti vigeva e come la pena di morte non dicevano nulla.
Adesso non capisco perchè non vanno a fare dimostrazioni nei paesi musulmani , provino e poi ci dicano come è andata

Il 25 Luglio 2008 alle 1:31 linux747 ha scritto:

Signor Clator, parole sante le sue. …. Questi sinistri nell’elenco delle nazzioni dove vigge la penna di morte hanno dimentikato la REPUBBBLIKA SOVjETIKA NAZZZI-KATTTO-BOLSCjEVIKA ITAGLjANA con decine di condannne a morte al giorno per maphja, Khamorrra e ‘ndrungheta….

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