Immigrati nel CPT di Lampedusa | Ansa
Il Consiglio dei ministri ha approvato “su proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, l’estensione all’intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno”. La comunicazione viene dalla nota di Palazzo Chigi diffusa al termine della seduta.
La decisione è stata presa per fronteggiare quello che viene definito un “eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari”. “Al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno” si legge nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri (leggi il comunicato) “il Cdm ha approvato, su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni, l’estensione all’intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza”.
L’emergenza si estende così dalle tre regioni per le quali era prevista sino ad oggi alla totalità della penisola. La nuova situazione, ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, “risponde a esigenze organizzative, per facilitare l’operato delle forze dell’ordine su tutto il territorio”. “Non saranno coinvolte le forze armate” ha aggiunto La Russa.
Da alcuni mesi gli sbarchi di clandestini sulle coste siciliane e a Lampedusa si sono fatti più frequenti: con la bella stagione e le paure degli scafisti per una stretta in tutta Europa sui controlli i viaggi dei barconi di disperati sono incrementati sensibilmente, tanto che alcuni Cei come quello di Lampedusa sono ormai al collasso. Mentre si alza il bilancio dei morti annegati nel Mediterraneo.
Ma la proclamazione dello stato d’emergenza ha colto di sorpresa molti, che si chiedono le ragioni di una tale decisione. A cominciare dal Pd: ”Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per contrastare i clandestini. Le dichiarazioni successivamente rese da rappresentanti del governo non solo non chiariscono ma anzi contribuiscono ad aumentare la confusione e la preoccupazione”, afferma il ministro dell’Interno ombra del Pd Marco Minniti che aggiunge: ”Poiché non è una decisione ordinaria, è assolutamente necessario che il governo spieghi immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni di tale iniziativa”.
Anche l’Udc segue le perplessità del Pd: “Se c’è un forte fenomeno che riguarda la clandestinità” dice il segretario Lorenzo Cesa “se ne discuta in Parlamento, il governo venga al più presto in aula e fornisca dati, numeri, fatti sulla questione, perchè qui si parla della vita delle persone e con la vita delle persone non si scherza”.
Vendola e Ferrero, impegnati nel congresso di Rifondazione Comunista a guadagnarsi il partito, parlano di “Decisione gravissima” e “Impugnare lo stato d’emergenza davanti alla consulta”.
Il Viminale chiarisce in una nota poco dopo, per calmare le acque: “Si tratta di un provvedimento tecnico, già adottato in passato, che serve a poter adottare procedure accelerate per la gestione dei nuovi centri d’accoglienza e interventi di manutenzione ordinaria in strutture soggette a quotidiano degrado”. Il capo dipartimento delle libertà civili e immigrazione, prefetto Mario Morcone, chiarisce: “L’eccezionale afflusso di immigrati e richiedenti asilo soprattutto dalla Somalia e dall’Eritrea ha reso necessario in questi mesi distribuire le persone giunte a Lampedusa e sulle coste meridionali in altre realtà nazionali e con procedure d’urgenza. Sono stati pertanto allestiti centri di assistenza e soccorso ad Aviano, a Castiglione delle Stiviere, a Settimo Torinese, a Castelnuovo di porto e ad Ancona. Questa situazione di eccezionale pressione ha reso necessario espandere nuovamente sul restante territorio nazionale la dichiarazione di emergenza”. Ma la polemica ormai è innestata, da un lato col leghista Cota che parla di “messaggio duro ai clandestini”, o Italo Bocchino (Pdl) che la definisce “risposta alla criminalità” e i partiti di sinistra e le associazioni dall’altro.
A interpretare ufficialmente l’appello delle opposizioni ci ha pensato la presidenza della Camera. Gianfranco Fini ha chiesto infatti al governo di riferire a Montecitorio, in aula o in commissione, sullo stato di emergenza per l’immigrazione, entro martedì.
In realtà la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale è prevista dall’articolo 5, comma 1, della legge 225 del 24 febbraio 1992, in base alla quale il presidente del Consiglio “delibera lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualità e alla natura degli eventi. Con le medesime modalità si procede alla eventuale revoca dello stato di emergenza al venir meno dei relativi presupposti”. Il ricorso a questa misura è per i governi italiani una prassi consolidata: nel 2002 fu l’allora ministro dell’Interno Claudio Scajola a dichiarare l’emergenza “considerato il continuo, massiccio afflusso di stranieri che giungono irregolarmente in Italia, creando una situazione particolarmente critica, segnatamente sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, dell’accoglienza e della temporanea permanenza”. Si riteneva infatti “necessario adottare misure straordinarie per fronteggiare con provvedimenti urgenti tale stato di emergenza” (decreto del presidente del Consiglio dei ministri, 20 marzo 2002). Da allora lo stato di emergenza è stato prorogato cinque volte, con quattro decreti dell’esecutivo guidato da Sivio Berlusconi (11 dicembre 2002, 7 novembre 2003, 23 dicembre 2004, 28 ottobre 2005) e uno, l’ultimo, dal governo di Romano Prodi (16 marzo 2007), con scadenza il 31 dicembre 2007.
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Commenti
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Il 25 Luglio 2008 alle 17:34 fercas ha scritto:
Hanno fatto benissimo!!! E’ ora di finirla con questo falso buonismo della sinistra! Questi zoticoni predicano la tolleranza ma, alla fine, chi deve sostenere i costi del mantenim,ento di questi disgraziati è la gente comune perchè loro, i politici sinistroidi, si guardano bene dal dare ospitalità a casa loro a questi sbandati! E’ ora di dire basta! Anzi bisogna prendere accordi con Gheddafi per impedire questo continuo flusso migratorio! E facciamogli stà autostrada e sia finita!!! Cordialità.
Il 25 Luglio 2008 alle 22:55 vedercichiaro ha scritto:
il PD insorge… non li vedo proprio quelli del PD (e Pecorari vari…) mossi da una pulsione di altruismo disinteressato verso i ‘disperati’ della terra…Ma stiano calmini i sinistri nostri vari, quelli tra non molto il voto lo daranno ai loro Mohammed ed Alì , mica ai dAlema o Veltroni di turno!
Il 26 Luglio 2008 alle 1:28 linux747 ha scritto:
Evvviva LO STATO DI EMERGENZA della REPUBBBLjKA NAZZZI-KATTTO-BOLSCjEVIKA ITAGLIANA. L’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra Patria…. Quando sarà konsegnata la nuova dikiarazione di guerra all’ambasciatore di GranBretagna ???
Il 29 Luglio 2008 alle 16:33 “Raid violenti contro i nomadi”. Scontro aperto tra Consiglio Ue e Viminale » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E non si è fatta attendere la risposta “indignata” del responsabile del ministero dell’Interno, Roberto Maroni , in una comunicazione alla Camera. La polizia, ha sottolineato il ministro, “non ha mai fatto ciò” (che denuncia il Consiglio Europeo, un’organizzazione internazionale fondata nel 1949, da non confondere con gli organismi dell’Unione europea). “È una falsità clamorosa. La polizia non ha mai tenuto comportamenti di questo genere. Dica il commissario quando ciò è avvenuto”. Per il ministro, dunque, le accuse del Consiglio d’Europa sono assolutamente infondate. In precedenza, Maroni aveva spiegato le motivazioni che hanno portato il governo a estendere lo stato di emergenza sulla questione immigrati a tutto il territorio nazionale. “Nel primo semestre 2008 le persone sbarcate in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna sono state 10.611, mentre erano 5.380 nello stesso periodo del 2007″ ha riferito il responsabile del Viminale. “Appare evidente la situazione di eccezionale pressione migratoria” ha aggiunto Maroni “tale da estendere su tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza che il governo Prodi aveva dichiarato per sole tre regioni”. “Se questo trend sarà confermato” ha detto Maroni “si arriverà a circa 30 mila arrivi entro la fine dell’anno. Da qui la necessità” ha spiegato il ministro “del provvedimento adottato dal governo di estendere a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza per far fronte alla eccezionale pressione derivante dagli arrivi in questi mesi” Maroni ha anche ricordato che il provvedimento è in vigore dal 2002 ed è stato adottato anche dal Governo Prodi. [...]
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