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Gli sfollati nella cattedrale (Ansa)
Dove la politica fallisce, forse potrà san Gennaro: dopo la terza notte trascorsa in strada a Napoli, si sono spostati stamattina al Duomo, con tanto di materassi, gli oltre cento immigrati rimasti senza tetto in seguito a un incendio che ha colpito un edificio di Pianura nei giorni scorsi. Con loro un dirigente del settore immigrazione della Cgil e alcuni manifestanti. Le funzioni religiose sono state sospese. Una delegazione di africani ha incontrato il responsabile diocesano della Caritas, mons. Gaetano Romano, che si è adoperato per un incontro con il Comune di Napoli. Fra gli extracomunitari che erano stati sistemati nel palazzo andato a fuoco, provenienti per lo più da Costa d’Avorio, Ghana e Burkina Faso, ci sono 36 rifugiati politici e 76 richiedenti asilo. Nei giorni scorsi il Comune aveva offerto agli immigrati, diversi dei quali sono privi di permesso di soggiorno, una sistemazione provvisoria nella scuola media Pasquale Scura ai Quartieri Spagnoli. Ma una rivolta degli abitanti ha impedito il loro arrivo: ad attenderli all’edificio scolastico hanno trovato barricate, cassonetti bruciati e persone urlanti. Ieri il sindaco Rosa Russo Iervolino ha detto che si è trattato di un “episodio gravissimo, soprattutto perchè tra loro ci sono bambini in tenera età . Un atteggiamento che non fa onore a Napoli”. Una sistemazione (un palazzo in costruzione) nel quartiere di Scampia era stata offerta agli immigrati, che l’avevano scartata. A scaldare gli animi il diverso trattamento per le persone coinvolte nell’incendio: gli italiani erano stati subito risistemati, mentre gli africani hanno dovuto dormire per strada su materassi per tre notti.
- Lunedì 28 Luglio 2008
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Il 28 Luglio 2008 alle 15:41 Scontri tra polizia e immigrati davanti al Duomo di Napoli » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Prosegue ormai da sette ore l’occupazione del Duomo di Napoli da parte di un centinaio di sfollati immigrati. Stamattina gli occupanti, in gran parte africani, alcuni rifugiati politici altri irregolari, sono entrati nella chiesa per chiedere un alloggio: da tre giorni sono costretti a dormire per strada, dopo che è andato a fuoco l’edificio nel quartiere di Pianura dove vivevano. Ma nel pomeriggio fuori dalla cattedrale sono scoppiati tafferugli: la polizia si è schierata in un cordone e ha cercato di identificare gli immigrati che stazionavano all’esterno. Ne è nata una colluttazione con due di loro, momenti di tensione con qualche spintone (secondo alcuni presenti anche manganellate). Alla contestazione si sono uniti alcuni manifestanti e sindacalisti. Tre persone sono state fermate dalla polizia: si tratta di un immigrato della Costa d’Avorio, Musa Boudri, e di una cittadina capoverdiana, Celeste Ramos, sindacalista della Uil-Immigrati. Anche una terza persona, della quale non è nota l’identità , è stata fermata dalle forze dell’ordine. [...]
Il 28 Luglio 2008 alle 15:49 Scontri tra polizia e immigrati davanti al Duomo di Napoli | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] Prosegue ormai da sette ore l’occupazione del Duomo di Napoli da parte di un centinaio di sfollati immigrati. Stamattina gli occupanti, in gran parte africani, alcuni rifugiati politici altri irregolari, sono entrati nella chiesa per chiedere un alloggio: da tre giorni sono costretti a dormire per strada, dopo che è andato a fuoco l’edificio nel quartiere di Pianura dove vivevano. Ma nel pomeriggio fuori dalla cattedrale sono scoppiati tafferugli: la polizia si è schierata in un cordone e ha cercato di identificare gli immigrati che stazionavano all’esterno. Ne è nata una colluttazione con due di loro, momenti di tensione con qualche spintone (secondo alcuni presenti anche manganellate). Alla contestazione si sono uniti alcuni manifestanti e sindacalisti. Tre persone sono state fermate dalla polizia: si tratta di un immigrato della Costa d’Avorio, Musa Boudri, e di una cittadina capoverdiana, Celeste Ramos, sindacalista della Uil-Immigrati. Anche una terza persona, della quale non è nota l’identità , è stata fermata dalle forze dell’ordine. [...]
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