- Tags: accattoni, Avvenire, Chiesa, cotina, mendicanti, sindaci, Venezia
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Una mendicante per strada | Ansa
Come la polvere sotto al tappeto. Pensare di “Vincere la povertà togliendo i poveri dattorno”, secondo Avvenire, è solo “presunzione”. In un editoriale, il quotidiano dei vescovi italiani critica pesantemente le norme e le ordinanze “anti accattoni” che alcuni sindaci hanno imposto nelle loro città nella scorsa settimana: a Cortina d’Ampezzo, ad esempio, un provvedimento del primo cittadino Andrea Franceschi proibisce a questuanti e “falsi promotori sociali” di fermare i passanti nel centro cittadino. Con la motivazione del “decoro urbano”.
A Venezia un’ordinanza simile ha fatto sparire dai portoni delle chiese le mani tese e dal centro i questuanti. Con il decreto sicurezza approvato giovedì, il campo d’azione dei sindaci si amplia e possono prendere provvedimenti per la “sicurezza e il decoro” delle città , sulla linea delle ormai famose ordinanze di Firenze contro i lavavetri o di Cittadella contro gli immigrati irregolari.
Più potere ai sindaci, insomma. E negli ultimi giorni le regole contro accattoni, questuanti, parcheggiatori abusivi e senza tetto sono fioccate ad Alassio, Sanremo, Padova, Modena. Da sindaci di destra come di sinistra. Più o meno tutte dello stesso tenore: vietato chiedere l’elemosina o turbare la quiete dei passanti nei centri delle città , pena una multa. Lontano dagli occhi, lontano dal fastidio. Soluzioni sbrigative, secondo la chiesa, che ha espresso il suo disappunto dalle colonne di Avvenire: “L’esistenza, l’affacciarsi del povero, da sempre, crea un disagio irrisolvibile. Un disagio che ci fa riconoscere che il mondo non è quel che vogliamo, e pure che poco spendiamo di noi per gli altri” scrive Davide Rondoni, “C’è chi pensa di placare il disagio lasciando fuori il problema, chiudendo le porte, opponendo una cosa giusta – la sicurezza e il benessere – a un’altra cosa giusta, il soccorso del povero. E si sentono realisti. Ma quando si devono opporre due cose giuste significa che c’è una crisi. E anche laddove si ascoltano discorsi giusti, come quelli di chi invita a distinguere la povertà da forme anche organizzate di accattonaggio, o le parole di chi invita lo Stato a valorizzare le risorse della sussidiarietà e della società , della carità , non per questo cessa il disagio”.
Ma i primi cittadini non ci stanno a passare per gli orchi cattivi: “Polemica inutile” dice Massimo Cacciari, “non è una guerra all’elemosina ma ai racket dell’accattonaggio”. D’accordo con lui anche l’assessore di Firenze Graziano Cioni: “I vescovi ci attaccano perché non conoscono il fenomeno. Non perseguitiamo gli accattoni, contrastiamo i comportamenti aggressivi”.
- Lunedì 28 Luglio 2008
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Commenti
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Il 1 Agosto 2008 alle 11:22 Flavio Tosi e Verona : le prime due ordinanze “forti” « Adunata.wordpress.com ha scritto:
[...] Introdotto anchei l reato di accantonaggio, contro cui si erano già espressi i Vescovi in un precedente “match”. [...]
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