All’unanimità la Camera dice sì al Trattato di Lisbona

Italia ed Ue a Montecitorio

Al Trattato d’Europa ha detto sì anche l’Italia. O meglio: il suo Parlamento. L’ultimo pass doveva venire (ed è avvenuto) stamattina dalla Camera, dopo che il documento era già passato al Senato.

Anche la Lega ratifica, ma non partecipa all’applauso corale di Montecitorio. Ma dopo le minacce dei minsitri Bossi e Calderoli nei giorni scorsi, al momento del voto i brindisi con birra Guinness e gli scetticismi antieuropei dei leghisti sono rientrati nei ranghi. E deputati e senatori del Carroccio hanno seguito le indicazioni del premier Berlusconi. Nonostante avessero festeggiato per la bocciatura del testo nel referendum irlandese.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato: “Con il voto unanime della Camera, che si aggiunge a quello altrettanto unanime del Senato, oggi c’è l’espressione di una bella pagina dell’antica tradizione parlamentare del nostro Paese che è cofondatore dell’Unione europea”. Fini aveva manifestato il “piacere di unirsi all’applauso corale dell’aula” quando Emanuele Fiano del Pd ha urlato: “Ma quale corale: la Lega non ha applaudito”. Da qui la scelta di Fini di dirsi soddisfatto per “l’approvazione unanime”.

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso a nome del Governo grande soddisfazione per il voto all’unanimità della Camera. “Si tratta” ha detto Berlusconi “di un risultato particolarmente importante che ha visto tutto il Parlamento e il Governo uniti a sostegno di un progetto di grande rilevanza. È il contributo dell’Italia al rilancio dell’Europa che sta attraversando una fase di difficoltá. L’auspicio è che il voto di oggi possa servire anche agli altri Paesi che ancora devono completare l’iter parlamentare”.

Soddisfatto anche il presidente della Repubblica: “L’approvazione unanime della legge di ratifica del Trattato di Lisbona” ha detto in una nota Giorgio Napolitano “rappresenta un titolo d’onore per il parlamento italiano e un fattore di rinnovato prestigio per il ruolo europeo del nostro paese”. Il presidente ha poi lodato l’unità del parlamento in un momento “cruciale per l’avvenire del paese”.

Anche se è l’avvenire del trattato stesso a essere incerto: nelle clausole con cui era stato predisposto si prevedeva che dovesse essere approvato da tutti i 27 stati Ue. Con la bocciatura irlandese, però, si sono aperti nuovi scenari.”Mi auguro” ha concluso Napolitano “che il voto italiano stimoli il completamento del processo di ratifica prima dell’avvio della consultazione elettorale per il Parlamento europeo”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 31 Luglio 2008 alle 15:05 glca ha scritto:

Dopo qualche ululato alla luna dei leghisti (che si dicono sensibili ai temi delle specificità culturali) l’Italia ha ratificato il Trattato di Lisbona sulla nuova Costituzione europea. Il voto è arrivato all’unanimità nell’aula della Camera. I voti favorevoli sono stati 551.
Senza entrare nel merito dei contenuti del Trattato, ancora una volta gli italiani sono stati scippati dell’unico strumento di democrazia diretta: il referendum.
Meglio non rischiare la bocciatura che, dopo gli Irlandesi, forse anche gli Italiani riserverebbero all’Europa degli affaristi senza scrupoli e del mercato globale.

Il 31 Luglio 2008 alle 17:06 vincenzo.m. ha scritto:

SAREBBE BELLO..
Scoprire che una parte politica esprime voto favorevole al Trattato di Lisbona e che a seguito della presa d’atto dell’esito non si applaude lascia alquanto basiti. E’arduo da comprendere, così agli italiani non resta che interpretare la notizia come se, con il mancato applauso, si fosse stato dichiarato “potevamo ma non abbiamo potuto” o meglio “abbiamo tentato ma non ci siamo riusciti”. Negli atti del Parlamento italiano, sfortunatamente, sono rilevabili solo le votazioni e non gli applausi mancati.
Sarebbe bello attuare un referendum al solo scopo di conoscere l’eventuale esito sulla questione che gli italiani rilascerebbero, se non altro per verificare un allineamento tra coloro che rappresentano ed i “rappresentati”; un referendum fittizio ed ufficializzato come tale e che non cambierebbe ciò che anche in presenza di un effettivo referendum non sarebbe probabilmente consentito di cambiare.
Sarebbe bello, sì lo sarebbe ma poi chi rinuncerebbe a tutte le poltrone, aggiuntive, consentite dall’europarlamento?.

Il 1 Agosto 2008 alle 8:20 bicss ha scritto:

Preoccupa che Barroso abbia fatto i complimenti al Parlamento italiano. La Spagna è il più avanzato laboratorio per l’omologazione delle genti secondo i programmi dei potentati che dirigono e vogliono questa U.E. Niente di più lontano dalle vere esigenze dei cittadini !

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