Soglia al 4% e una preferenza. Ecco il testo del governo per le Europee

Schede elettorali

La presenterà venerdì in Consiglio dei ministri la sua proposta di modifica della legge elettorale per le europee. Il testo del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, spiegano diverse fonti, dovrebbe prevedere una soglia di sbarramento al 4% e la preferenza unica oltre che l’aumento delle circoscrizioni a dieci o quindici. Si tratterebbe quindi, di una proposta di “mediazione” che sulla carta non scontenta del tutto né Pdl né Pd, anche se si differenzia in alcuni punti dalle ipotesi presentate dai gruppi parlamentari dei due partiti.
Il gruppo del Pdl alla Camera, infatti, ha depositato una proposta che prevede lo sbarramento al 5% e le liste bloccate al posto delle preferenze (che nella legge attuale sono fino a un massimo di tre). Mentre il Pd ha presentato alla Camera una proposta di legge a prima firma Antonello Soro che prevede la soglia al 3% e fino a due preferenze ma con l’obbligo della differenza di genere. “La preferenza unica - osserva a questo proposito il costituzionalista e senatore del Pd Stefano Ceccanti - rischia di far sì che non vengano elette donne”. In ogni caso, sia maggioranza che opposizione valutano positivamente lo sforzo di Calderoli. “Ci sono delle differenze rispetto alla proposta del nostro gruppo - osserva il vice presidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino - ma certo l’impianto è comune e ci si può lavorare”.
Mentre dai democratici giudizi positivi per il fatto che la maggioranza abbia accettato, al momento, di far scendere la soglia di sbarramento dal 5 al 4%, già più vicino al 3% proposto dal partito di Veltroni.

Forse il nodo maggiore riguarda la questione della scelta tra preferenza e lista bloccate. Ma su questo, spiegano fonti dell’esecutivo, la maggioranza è orientata a rimettersi comunque al Parlamento. Infatti, nella proposta Calderoli ci sarà la preferenza anche perché è un meccanismo già previsto per l’elezione dell’Europarlamento, poi nella discussione in Parlamento, il governo o la maggioranza potrebbero presentare un emendamento sulle liste bloccate per sottoporlo al vaglio dell’Aula. Sempre che le distanze tra An (che ne vuole più di una) e Fi (che spinge per averne una sola) vengano superate.
Nello specifico, il ddl si compone di sei articoli. Tra le principali novità c’è l’adozione della soglia di sbarramento su base nazionale per accedere al riparto dei seggi. Il 4% di Calderoli costituisce una sorta di mediazione tra il 5 ipotizzato dal premier e il 3 proposto dal Pd. E su questo sarà battaglia. Mettere l’asticella al 5%, stando ai risultati delle ultime politiche, taglierebbe fuori tutti i piccoli; abbassarla al 4%, vorrebbe dire “salvare” l’Italia dei Valori (il partito di Di Pietro infatti alle elezioni di aprile s’è fermato al 4,3%) e tranquillizzare l’Udc di Pier Ferdinando Casini che in primavera s’era fermato ad un 5,6%. Resterebbe senza rappresentanza europarlamentare tutta la sinistra radicale visto che tutta assieme (sotto i colori dell’Arcobaleno c’erano Rifondazione, Sd, Comunisti italiani e Verdi) ad aprile aveva a stento superato il 3%. E fuori restrebebbe anche La Destra sempre più solo di Storace e sempre meno della Santanchè, che aveva portato il partito al 2,4%. Chance ridottissime per i socialisti guidati da Riccardo Nencini.
Altra significativa modifica è l’aumento del numero delle circoscrizioni: da cinque passano a dieci. E sono: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria; Lombardia; Trentino, Friuli, Veneto; Emilia, Marche; Toscana, Umbria; Lazio, Abruzzo; Campania, Molise; Puglia, Basilicata, Calabria; Sicilia; Sardegna. In questo modo la Sardegna potrà eleggere propri eurodeputati superando l’annosa querelle con la Sicilia che da sola in passato riusciva a portare parlamentari all’assemblea di Strasburgo benché la circoscrizione insulare comprendesse anche la Sardegna.

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