Su Eluana “invasione di campo”. Il caso alla Corte Costituzionale

Eluana Englaro

Politica contro magistrati. Anche sulla vita (e la morte) di una ragazza in coma irreversibile da 16 anni. L’aula della Camera ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale sul caso di Eluana Englaro. La maggioranza e l’Udc hanno votato a favore, l’Italia dei Valori contro, il Pd ha scelto per l’astensione.

”Siamo contrari alla decisione di proporre il conflitto di attribuzione. Consideriamo che sia un modo rozzo e strumentale per affrontare un problema molto serio”. Così Antonello Soro, capogruppo dei deputati del Pd, convinto che “il Parlamento deve assumersi la responsabilità di fare una legge sul testamento biologico” ed è ”assolutamente privo di fondatezza contestare il singolo magistrato che opera senza un quadro normativo”.

Non è d’accordo Fabrizio Cicchitto, capogruppo dei deputati Pdl, secondo cui “”Sollevando il problema del conflitto di attribuzione il parlamento riafferma tutta la sua sovranità e si pone il problema di una legge sulla quale si aprirà un confronto che riguarda i suoi contenuti”. ”Per noi” aggiunge “è stato riempito uno spazio che è tipico della normativa e della legge, quindi bisogna superare questa invasione di campo e creare le condizioni affinché il parlamento possa intervenire senza trovarsi alle spalle una situazione disseminata di decisioni differenziate”.

Questa mattina era stato Avvenire, il quotidiano della conferenza episcopale, a intervistare il presidente emerito della Corte Costituzionale Riccardo Chieppa, a favore del conflitto: “Ho molti dubbi sul fatto che un giudice possa intervenire in piena legittimità su una questione che attiene alla vita e alla morte di una persona”. A suo giudizio ‘’si tratta di una autorizzazione preventiva a commettere un atto che altrimenti sarebbe considerato un reato penale”, una sentenza alla quale, ”nessun giudice, tanto meno un giudice civile, può arrivare”.

Un tema di giurisdizione e conflitti di poteri. Ma Eluana, tutto questo, non lo sa. E suo padre, Beppino Englaro, che dal ‘99 chiede di smettere ogni trattamento, non sembra toccato dalle zuffe della politica e dalle parole di Chiesa, vesovi e opinionisti. Lui ha già deciso: sua figlia ha diritto di morire, sarebbe stata d’accordo. E potrebbe trovarsi in Toscana l’ospizio dove ha intenzione di fare interrompere l’alimentazione che tiene in vita Eluana. Così come era stato deciso dalla sentenza della Corte d’Appello civile di Milano che aveva dato il via libera per staccare il sondino.

Commenti

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Il 31 Luglio 2008 alle 18:05 vincenzo.m. ha scritto:

IL LIBERO ARBITRIO.
Se viene interdetta la possibilità ad un essere umano, in determinate circostanze, di assumere su sé stesso una decisione, inequivocabilmente espressa tramite un testamento biologico, all’individuo in questione viene rimossa la condizione del libero arbitrio. Poiché la negazione è circoscritta nell’ambito religioso ne conviene la negazione di una vita che si esprima al di fuori di una determinata convenzione religiosa. La negazione del testamento biologico, pone le condizione della negazione a leggi laiche, concede spazi per un generoso impoverimento alla condizione di libertà ad un individuo che non aderisce ad una etica che ha nella sua radice una forma di obbligo oppressivo. E’ inderogabile la rinuncia ad una volontà coercitiva nei confronti di coloro che non appartengono al proprio pensiero, sia esso filosofico che religioso: l’obbligo esteso a tutti rischia di essere compreso come una “crociata”.
Le risorse profuse nei casi, oggetto di cronaca, afferenti il vuoto generato dalla negazione al testamento biologico dovrebbero invero essere dirette verso gli eventi denominati quali “morti sul lavoro”. Accadimenti che dovrebbero essere oggetto di profonde riflessioni laddove il rischio che si configuri l’ipotesi di omicidio non è raro, in particolare quando gli elementi che ne hanno causato l’effetto potrebbero configurare una decisa volontà verso scelte scaturite da decisioni di ordine puramente materiale: riduzione di risorse allocate ai centri di costo.
Certo; vi sono molti dubbi sul fatto che un giudice possa intervenire in piena legittimità su una questione che attiene alla vita e alla morte di una persona. Ma chi è il giudice?.
Necessità la “libera” volontà individuale.

Il 31 Luglio 2008 alle 18:49 lapolide ha scritto:

Repetita iuvant.

Padova, 28 luglio 008.

La “Farina” del tuo sacco
è la migliore, Renato.

E sì, caro Renato Farina, questa volta so di non sbagliarmi….sebbene il tuo Direttore.
C’è il ritorno d’antico, della voglia di assaporare il gusto del grano macinato del mulino amico. Dell’antico amore, dell’antico profumo della farina che sa di casa mia. Persino la televisione, nel suo asettico mondo se ne è accorta, dato il suo mondo effimero, dicendo, tra i suoi ultimi slogan interessati, che è migliore il pane del piccolo mugnaio di paese, fatto di solo grano senza aggiunta di glutine o che altro , che non quello della confraternita della grande distribuzione, come fin’ora ci avevano fatto credere.
Tu hai capito di che parlo e a “Chi” mi rivolgo, da Uomo di intelletto e di saggezza quale sei, trattando temi di umanità. Lo so, lo sento ed è per questo che il più delle volte ti leggo su problemi che toccano, che incidono sulla società sbrindellata in cui tentiamo di tenerci aggrappati, noi della sponda antica (scusami, sono io il vecchio), sulla coscienza umana, sui valori tra i quali emergono quelli che coinvolgono lo spirito, che sfiorano l’anima, i sentimenti che parlano dell’Amore con la “A” maiuscola. E ancora, quando tratti temi che toccano le nostre radici di vita, di umanità vera, intonsa, non corrotta dal potere o dalla volontà di emergere, costi quel che costi, purchè sia materiale, non spirituale.
Parlo della Eluana Englaro e del suo dramma, ultimo ma non ultimo anello di una lunga collana iniziata al tempo in cui si presentò sulla Terra e per essa si immolò, un Uomo, chiamato Messia che con pazienza ed umiltà, iniziò il lungo cammino della speranza che oggi, a duemila e passa anni dalla Sua venuta, rifulge e vive ancora di più , facendo procreare l’umana specie per merito dei Suoi insegnamenti, nonostante il “Male” che incombe. Che ha saputo moltiplicare i pani della bontà da donare agli uomini di buona volontà, per raccoglierli nel prezioso grembo di Madre Natura. In quel capace grembo nel quale tutti gli uomini, almeno una volta nella vita, si sono adagiati e ritrovati per assaporare il calore di un bene infinito che non muore mai, fino a che “Lui” lo vorrà..
Credo, fermamente credo ai principi insegnatimi dai mie vecchi genitori, che Iddio li abbia in gloria, ed agli uomini che come te, Renato, portano avanti indomiti, nonostante le avversità che altri invece, sebbene la loro sopraffina intellighenzia, incrementata dal Potere terreno raggiunto, disprezzano, come il dolore per esempio. Per superbia, forse, per supponenza, per raggiunta fama, per il culto dell’”Ego”dominante, per altri mille motivi, non ultimo, quello di non credere in un Essere Superiore che un lontano dì, trasmise loro quell’alito di vita donato a tutti gli uomini e che invece, continuano a rifiutare. Per la presunzione di credere di aver detronizzato quel Dio, dall’immensità del Cielo, portandolo fino in Terra, dimenticandosi, per convenienza propria, di non aver bisogno di insegnamenti morali ed etici, che considerano valori sorpassati. Ebbri e colmi della loro alta professionalità raggiunta.
Mi fanno pena, Renato Farina, quegli uomini, sebbene di si alto intelletto (dicunt). Mi sono accorto, al contrario, che dal come pensano e agiscono, sono piccoli uomini malati, perché rifiutano la cosa più grande che la vita stessa ha donato loro, senza altro chiedere: La Ragione per pensare, l’Amore per il prossimo, ll’Anima per giudicare.
Grazie, per la grande lezione di vita che mi hai impartito col tuo articolo di ieri 27 c.m. , postato sul giornale Libero, sul quale scrivi. Sappi che da me, se lo vorrai, troverai sempre una fonte d’acqua pura da donare per la vita di Eluana, a cui una o più Leggi terrene, non divine, fatte dagli uomini, non da Dio, vogliono toglierle con la forza. Quel bene prezioso, incommensurabile che si chiama…..vita.
lapolide.

Il 31 Luglio 2008 alle 23:24 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:

Il Pd si è astenuto. Dando davvero un ottimo esempio ai propri elettori, che, si spera, provvederanno a fare altrettanto alla prossima chiamata alle urne.
http://noirpink.blogspot.com/2.....in-un.html

Il 1 Agosto 2008 alle 8:57 La Procura di Milano su Eluana Englaro: non si può staccare la spina » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La procura generale di Milano ha depositato il ricorso alla Cassazione contro il provvedimento con il quale la Corte d’Appello civile ha autorizzato la sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiale per tenere in vita Eluana Englaro, da 16 anni in stato vegetativo permanente. La Procura generale chiederà anche la sospensiva dell’esecutività della ordinanza della Corte d’Appello. Il procuratore generale facente funzione Gianfranco Montera ha spiegato che “il ricorso è in corso di notifica alle parti” e che “si basa su un motivo di diritto che attiene all’irreversibilità dello stato vegetativo permanente”. “Secondo la procura generale” ha precisato Montera “l’irreversibilità dello stato vegetativo permanente non è stata accertata con sufficiente oggettività dalla Corte d’Appello”. Il pg ha anche aggiunto che “con il ricorso è stata presentata un’istanza di sospensione dell’esecutività del decreto su cui sarà di nuovo la Corte d’Appello a dover decidere”. “Sono motivazioni sconcertanti”: così l’avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana Englaro, ha commentato la decisione della di ricorrere in Cassazione. “Già la Corte d’Appello” ha ricordato Alessio “nel suo decreto ha ritenuto che l’irreversibilità dello stato di Eluana fosse un fatto passato in giudicato. Durante un’udienza fui io stessa a proporre che il dottor Riccardo Massei o il dottor Carlo Alberto Defanti venissero a testimoniare sull’irreversibilità dello stato vegetativo, ma nessuno lo ritenne opportuno”. “L’irreversibilità” ha aggiunto la curatrice speciale “non è più discutibile: lo riconoscono tutti, persino i medici della clinica dove Eluana è ospitata”. Esprimendo il suo sconcerto per la decisione della Procura generale di Milano, Franca Alessio ha voluto comunque ribadire la scelta della riservatezza adottata dalla famiglia di Eluana. “Questa è e resta una questione privata e riguarda solo il caso specifico di Eluana Englaro. Siamo contrari a qualunque strumentalizzazione in senso differente. LEGGI ANCHE: Il caso di Eluana alla Corte Costituzionale e partecipa al FORUM [...]

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