- Tags: governo, poesie, portavoce, Romano Prodi, Silvio-Sircana, Unione, versi
- 2 commenti
Da portavoce unico a poeta solitario.
Il primo ruolo è durato il tempo del governo Prodi: poco più di 20 mesi, non molto. Il secondo potrebbe fruttare qualcosa in più a Silvio Sircana. Che si è scoperto compositore proprio nel tempo delle tormentate vicende dell’Unione, culminate con la caduta dell’esecutivo all’inizio del 2008. Il Giornale ha pubblicato i componimenti dai quali emergono valutazioni e giudizi non troppo teneri nei confronti dell’esecutivo e del suo capo. Ma si sa, la licenza e l’ironia non sono sindacabili in chi scrive versi.
E così, l’uomo cui è toccato il compito di spiegare con le parole giuste quello che premier e ministri stavano facendo, prodigandosi nell’assicurare cronisti e opinione pubblica che tutto andava bene e che il clima dalle parti della presidenza del consiglio era di concordia e unità, nel suo intimo sapeva bene che la situazione era messa al contrario. Tanto che le cose che non gli sarebbe mai stato possibile dire in conferenza stampa le annotava in appunti privati redatti in forma di sonetto. Sonetti diventati pubblici.
Sonetti come questo: Mentre Prodi ci addormenta qui si addensa la tormenta, vergava il portavoce. Durante le riunioni dell’esecutivo scriveva strofe ironiche sulla maggioranza, dai “senatori traditori” a Mastella, gli si spenga la favella, fino all’allora Presidente del Consiglio Prodi. Sircana ha iniziato subito dopo le elezioni 2006 con il “Salmo della XV legislatura”, buttato giù nei primi giorni del governo del Professore: Finalmente c’è un governo / lo protegga il Padreterno / Dentro c’è pure Mastella / Che gli si spenga cha favella / Fa il ministro Pecoraro / Fa che non giochi da baro / E Di Pietro fa i lavori / Dio protegga i costruttori. E via poetando di questo passo.
Il “canzoniere” del portavoce dell’esecutivo guidato da Prodi si arricchisce di nuove ispirazioni dopo un anno di governo e punta gli occhi sul nuovo Pd: C’è Rutelli un po’ incazzato / E Fassino stralunato / C’è Veltroni gran gattone/ Che già pensa all’elezione / Franceschini e Gentiloni / Già preparan trappoloni / In un angolo Lamberto / Pensa male, ne sono certo/ In silenzio sta Follini/ Forse pensa al suo Casini/Barbi, Soro e Migliavacca/ Ma! …Così finisce in cacca.
E ancora: La politica è sul Web/ non si fa più nel night club/ Il dibattito va on line/ altrimenti non è fine/ Se non ti sei fatto il blog/ resti avvolto nello smog/ Chi non digita il lap-top/ vecchio è come l’hula- hop/ È un dovere esser più trendy/ dei moderni nuovi dandy/ Con l’immagine più soft/ E perciò prendiamo un loft.
Le poesie di Sircana seguono gli avvenimenti politici e così si arriva al 24 gennaio 2008: Prodi, sfiduciato al Senato, cade, per mano anche di Clemente Mastella che diventa destinatario di un sonetto ad hoc: Oh Clemente, Clemente, tu che hai reso dolente il nostro presidente… Oh Clemente, Clemente, che ti è saltato in mente?
Le elezioni anticipate sono vicine e Sircana trae l’ispirazione giusta per comporre una sorta di de profundis alla maggioranza di centrosinistra: L’uomo si sa, ha la memoria corta/ Così è e sarà per la persona morta/ Ma non mi va, e io ora lo scrivo/ ciò che si fa, per scordarmi da vivo.ù
Applausi: con rime così affilate, difficilmente lo scorderanno i suoi compagni di governo…
- Venerdì 1 Agosto 2008
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Commenti
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Il 2 Agosto 2008 alle 7:49 ppx ha scritto:
Le ha azzeccate tutte, molto bravo.
Il 3 Agosto 2008 alle 9:44 vincenzo.m. ha scritto:
DA NEW-S-PAPER
Affascinante, bello e divertente questo articolo….santi , letterati e poeti subito.
DA BAD-PAPER
Proviamo a sondare gli articoli che ( certi ) giornalacci danno in pasto ai bad-people di tutto il mondo.
http://www.economist.com/displ.....d=11751325
http://www.economist.com/displ.....d=11585235
Salga l’Italia su un bianco cavallo e dal Manzanarre al Reno mostri, al mondo, l’unica spada che possiede, la si faccia roteare sì che ai contadini insegnar si possa come si taglia il grano.
Come disse un eccellentissimo professor dottore:
“Ora i nostri figli possono contare su di un luminoso futuro”.
Si brucino le bad-paper, si bruci il contenuto e lo si faccia per salvare la mente dei nostri piccoli virgulti.
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