Cinquantasette nella notte tra sabato e domenica. Ventotto nella notte tra domenica e lunedì. 63 lunedì in mattinata. Numeri.
Da” giocare” sulla rotta della disperazione: il canale di Sicilia. Numeri. In realtà persone, immigrati clandestini, che nelle ultime 48 ore sono approdati sulle coste sud orientali dell’isola siciliana.
Ne primo sbarco c’erano anche otto donne, una delle quali in stato di gravidanza, a bordo di un gommone di 11 metri in avaria sono stati soccorsi la notte scorsa da due motovedette delle capitaneria di porto a 40 miglia dalla costa sud-orientale della Sicilia. I clandestini sono stati trasbordati sui mezzi militari e condotti nel porto di Pozzallo, mentre il gommone è affondato. Per uno dei migranti è stato necessario il ricovero nell’ospedale Maggiore di Modica per le sue condizioni di salute. A Pozzallo i clandestini sono stati portati nella palestra comunale, visto che il centro di prima accoglienza allestito in locali della dogana è pieno.
Sempre nella zona di Pozzallo, altri 28 immigrati, tra cui due donne, presumibilmente somali, sono stati fermati dai finanzieri della sezione operativa navale di Palermo. La segnalazione era giunta alle 2,30 dal gruppo aeronavale della Gdf di Messina, che aveva ricevuto la notizia dalle autorità maltesi. I migranti, imbarcati su un natante in vetroresina, che si è arenato sul lungomare, in località Raganzino, sono in buono stato di salute e sono stati condotti nel centro di prima accoglienza di Pozzallo.
A Lampedusa poi è sbarcato anche il terzo gruppo: 63 somali, tra cui dieci donne, condotti nel porto da una motovedetta della guardia costiera. Potrebbe trattarsi di uno dei due gruppi avvistati ieri nel Canale di Sicilia e diretti verso l’isola. Con questo arrivo il centro di prima accoglienza di Lampedusa supera le mille presenze.
Insomma, un fiume di migranti. Che dalle coste libiche ha riversato uomini, donne e bambini. Chi conosce il flusso degli extracomunitari verso l’Italia aveva previsto che con il mare calmo nel Canale di Sicilia vi sarebbero stati altri arrivi. Tutti sono stati trasportati nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, che con questi nuovi arrivi porta gli ospiti presenti a 911, di nuovo troppi rispetto agli 850 che la struttura può contenere.
Ma dalle coste libiche sarebbero pronti a partire ancora centinaia e centinaia di migranti, secondo quanto raccontano gli ultimi arrivati sull’isola: “Sono stato rinchiuso per due settimane insieme ad altre centinaia di persone in un capannone sulla costa libica prima di poter salire su un gommone”, racconta un nigeriano giunto a Lampedusa.
Non è dunque bastato il gesto di protesta avviato ieri dalla senatrice della Lega, Angela Maraventano, che è anche vice sindaco di Lampedusa, la quale per sei ore ha fatto uno sciopero della fame a bordo di una barchetta posizionata al centro dell’ingresso del porto dell’isola perché voleva bloccare questi sbarchi e protestare contro il leader libico Gheddafi. È tornata sui suoi passi dopo aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Maroni “che saranno rispettati i patti fra il governo libico e quello italiano per il pattugliamento congiunto in mare”.
Ma con gli sbarchi di oggi è già tornata l’emergenza nel cpa, da dove si registra quasi ogni giorno la fuga di extracomunitari. Gli ultimi in fuga (una decina di migranti) sono stati fermati dai carabinieri nel centro di Lampedusa, dopo aver fatto il giro di un paio di bar per bersi una birra.
- Lunedì 4 Agosto 2008
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