Allarme Censis: “Più morti sul lavoro o sulle strade che per omicidio”

Vigili del fuoco in azione

Si muore di più sul lavoro (le ultime due vittime, questa mattina nei pressi di Merano: due operai di 27 e 28 anni sono rimasti intossicati dopo essere caduti in una cisterna di un centro di riciclaggio) o sulle strade che non a causa della criminalità o di episodi violenti.
I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi. A lanciare l’allarme è il Censis, secondo il quale, tuttavia, “gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalità”.
Nel 2007, sono stati 1.170 i decessi per motivi di lavoro in Italia, di cui 609 per infortuni “stradali”, ovvero lungo il tragitto casa-lavoro (in itinere) o in strada durante l’esercizio dell’attività lavorativa. L’Italia, avverte il Censis, è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro. Se si escludono gli infortuni in itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).

I numeri crescono ancora se si considerano le vittime degli incidenti stradali. Nel 2006, in Italia, i decessi sulle strade sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Gli altri Paesi hanno fatto meglio di noi negli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade. Nel 1995 la Germania era ’maglia nerà in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 già nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. In Francia, si è passati dagli 8.892 morti sulle strade nel 1995 agli 8.079 nel 2000, per poi registrare un ulteriore calo. La riduzione in Italia c’è stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), ma non in maniera così rapida, sottolinea il Censis, tanto da diventare il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade.
Mentre se si guarda agli omicidi, in Italia continuano a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Sono molti di più negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000). Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle città italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003.
“Gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire crimini violenti”, osserva Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, commentando i dati. “Tuttavia, se si amplia il concetto di incolumità personale” spiega “e si considerano i rischi maggiori di perdere la vita, risalta in maniera evidente la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 5 Agosto 2008 alle 16:33 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:

Abbiamo rielaborato i dati del Censis per rendere realmente confrontabili paesi meno abitati, come l’Italia, a paesi più popolosi, come la Germania. I risultati sono ancor più evidenti.
http://noirpink.blogspot.com/2.....de-si.html

Il 11 Agosto 2008 alle 19:47 43 vittime sulle strade del weekend: Italia maglia nera d’Europa » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] In Italia si muore più di incidenti stradali, che di omicidi o morti bianche, un “record” negativo anche rispetto a paesi europei più popolosi del nostro come Regno Unito, Francia e Germania. È l’analisi fatta la scorsa settimana dal Censis: i morti sul lavoro nel 2007 sono stati 1.170, quasi il doppio delle vittime di omicidi e atti violenti (pari a 663 nel 2006). Mentre i decessi sulle strade sono stati ben 5.669 (anche questi dati riferiti al 2006), pari a quasi 8 volte di più delle morti violente. Una situazione che, messa a confronto con gli altri paesi europei, evidenzia l’anomalia italiana: nel 2006 i decessi sulle strade inglesi sono stati 3.297, in Francia 4.709 e Germania 5.091. Gli altri Paesi, ha notato il Censis, hanno fatto meglio di noi negli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade. Nel 1995 la Germania era “maglia nera” in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 già nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. Nel 1995 in Francia i morti sulle strade erano 8.892, ridotti a 8.079 nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. La riduzione in Italia c’è stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), ma non in maniera così rapida, tanto da diventare il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade. Il tren negativo è purtroppo rispecchiato anche dai numeri delle tragedie dell’ultimo fine settimana che ha coinciso con l’esodo di metà agosto: sono state 43 le vittime dei 32 incidenti mortali che hanno insanguinato le strade e le autostrade italiane, undici in più dello stesso periodo dell’anno scorso e quattro in più rispetto al fine settimana precedente. A pesare sul bilancio, sottolineano polizia e carabinieri, quattro incidenti plurimortali, tra cui quello sulla A4 avvenuto venerd’ 8 agosto e quello nel Salento verificatosi nella notte tra sabato e domenica: in entrambi ci sono state sette vittime. Complessivamente, il numero degli incidenti è stato leggermente inferiore a quello degli anni precedenti: 1.145 nell’ultimo fine settimana, 1.149 nello stesso periodo dell’anno scorso, 1.287 nel 2006. E in calo risulta anche il numero dei feriti: 935 quest’anno, 947 nel 2007 e 1.124 nel 2006. Ben più pesante, invece, il conto dei morti: a fronte dello stesso numero di incidenti mortali, 29, quest’anno le vittime sono state 43, l’anno scorso furono 32. E due anni fa 29, in 25 scontri mortali. Nel primo week end di agosto - fine settimana di esodo anche quello, caratterizzato dal bollino nero, le vittime della strada sono state 39 in 35 incidenti mortali. Quanto ai controlli, polizia e carabinieri hanno schierato complessivamente 35.915 pattuglie, che hanno contestato 23.339 violazioni al codice della strada, con 37.296 punti decurtati, 1.248 patenti di guida e 1.315 carte di circolazione ritirate. Nel fine settimana inoltre sono proseguiti i controlli straordinari per prevenire le stragi del sabato sera, previsti dalla campagna 2008 di “Guido con prudenza“, lungo le vie di collegamento con locali e discoteche delle province di Brescia, Rimini, Napoli, Crotone, Catanzaro e della penisola sorrentina; 1.656 i conducenti sottoposti al controllo del tasso di alcol e 179 quelli controllati per verificare se avevano assunto droga: 99 quelli trovati in stato di ebbrezza alla guida. Sequestrate anche 96 patenti, 11 carte di circolazione e 8 veicoli. [...]

Il 11 Marzo 2009 alle 13:31 La scelta (sbagliata) del sommerso contro la crisi : Giornalettismo ha scritto:

[...] I DANNI DEL SOMMERSO - Il danno che il sommerso produce all’economia “legale” è notevole. Prima di tutto in termini di gettito sottratto: l’alto funzionario del ministero dell’Economia ha  definito l’evasione fiscale un “fenomeno di massa” soprattutto nei servizi personali, commercio, ristorazione e costruzioni, sottolineando che “l’Italia nelle classifiche dei controlli internazionali, che risalgono al 2004, purtroppo non va bene“. In termini di sicurezza del lavoro, dove l’Italia detiene il triste primato in Europa  morti ed incidenti sul lavoro. Effetti pesanti anche sul vincolo di bilancio: i parametri di Maastricht sono calcolati sul rapporto deficit su Pil e debito  su Pil  e un’emersione almeno parziale contribuirebbe (anche in assenza di un eventuale gettito aggiuntivo) ad allentare il “morso” imposto da Bruxelles agli interventi di bilancio pubblico. [...]

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