Ai sindaci superpoteri da sceriffi. Maroni firma il decreto

Militari in cittÃ

Dalla prostituzione all’accattonaggio, dallo spaccio all’occupazione di case; questo il nuovo ambito di competenza che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha assegnato ai sindaci per difendere “l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Lo ha annunciato lo stesso ministro in una conferenza stampa al Viminale, dopo aver firmato il decreto (qui il .pdf) che su questi punti dà attuazione al decreto legge sulla sicurezza.

Insomma, secondo il ministro dell’Interno, con i nuovi poteri assegnati dal decreto, i sindaci diventano “protagonisti e non comprimari della sicurezza sul territorio”. Ma i nuovi strumenti avranno anche bisogno di finanziamenti ad hoc, come si è precipitato a chiedere il primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino. E così già a settembre sarà tempo di valutare in che modo i primi cittadini avranno espresso la loro “creatività” nelle ordinanze consentite dai nuovi poteri loro concessi. Per l’autunno, ha spiegato ancora Maroni, verrà siglata un’intesa con l’Anci (che ha espresso soddisfazione per il decreto) per stabilire, dopo un monitoraggio sui primi risultati, come utilizzare al meglio i 100 milioni di euro che verranno messi a disposizione delle amministrazioni comunali per il 2009. Un primo stanziamento che consentirà di assicurare copertura finanziaria alle iniziative avviate nel frattempo in tema di sicurezza urbana.

Ma ecco in che modo, e in quali settori, i sindaci potranno ora utilizzare i nuovi poteri. Nello specifico, spetterà a loro decidere, visto che come ha spiegato il ministro “noi non siamo un prontuario di interventi sul campo”, ma solo l’ampliamento dei “margini di operatività”.
Grazie all’input di Maroni, ai sindaci sarà consentito di emanare ordinanze in materie che erano di competenza statale, relativamente a “incolumità pubblica” e “sicurezza urbana”. Con la prima, recita il decreto del ministro dell’Interno, “si intende l’integrità fisica della popolazione”, mentre la sicurezza urbana “è un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile”. Su queste premesse, i sindaci possono dunque intervenire “per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool”. Come ha già fatto a Verona il sindaco Flavio Tosi, dunque, non sarà più necessario contrastare il fenomeno appoggiandosi a stratagemmi quali la multa ai clienti per divieto di fermata, ma si potranno emanare ordinanze mirate per sanzionare chi contratta prestazioni sessuali.

Il sindaco cioè “agirà come ufficiale di governo”, ha detto Maroni, e saranno tenuti ad informare preventivamente dei loro provvedimenti i prefetti, i quali dovranno collaborare per dare attuazione a tali provvedimenti. Nel caso di contrasti fra sindaco e prefetto la situazione dovrebbe essere risolta in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. “Noi diamo un margine di operatività ai sindaci con i soli limiti rappresentati dal loro territorio e dalle leggi vigenti”, ha spiegato Maroni.
Che, parlando poi del dispiegamento dei tre mila soldati nelle città d’Italia, si è detto molto soddisfatto di come è iniziata l’operazione: “È la strada giusta per garantire maggior sicurezza ai cittadini e per far capire ai delinquenti che lo Stato c’è e non arretra”. L’accoglienza da parte dei cittdini, aggiunge: “È stata un’ottima e il dispositivo ha dato subito i suoi frutti”. Il ministro ha aggiunto che entro 2/3 giorni il contingente di 3 mila militari sarà interamente schierato ed ha ribadito che tra 6 mesi ci sarà una verifica sul loro operato. “La loro presenza non è lasciata all’improvvisazione ma è definita da protocolli chiari” ha concluso “valuteremo nelle singole città come sono andati i servizi per decidere se continuare o meno l’esperienza di ulteriori 6 mesi”.
Nessuna verifica, men che meno una schedatura, assicura il ministro, è invece in corso sugli agenti in malattia: “Non c’è in corso nessuna operazione a tappeto, come hanno denunciato i sindacati. Non c’è e non ci sarà alcuna schedatura di nessuno” a proposito della denuncia dei sindacati di polizia secondo cui sarebbe stato chiesto alle questure di fornire i dati relativi agli agenti in malattia. “Contrariamente a quanto è stato scritto” ha ribadito Maroni “non è una iniziativa del Viminale ma di una singola questura, quella di Nuoro”.

Roberto Maroni e Gianni Alemanno

Smentita infine l’ipotesi, riportata da alcuni quotidiani, che il governo stia pensando a nuove sanatorie per gli immigrati: “Il governo italiano non procederà ad alcuna sanatoria generalizzata”. “Sono stufo di ripetere sempre le stesse cose” ribadisce Maroni “il ‘Patto per l’immigrazione e l’asilo dell’Unione europea’ dice chiaramente che non bisogna procedere con sanatorie generalizzate e noi non lo faremo”. Quanto ai numeri del prossimo decreto flussi, il titolare del Viminale si è limitato a sottolineare che “non possono essere superiori a quelli dell’anno precedente. E comunque” ha concluso “attendiamo risposte dal Ministero del Welfare e poi valuteremo”.

Il VIDEO servizio:

Con i 3000 soldati dispiegati nelle città italiane, è aumentata la vostra sensazione di sicurezza?
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Commenti

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Il 5 Agosto 2008 alle 19:12 heini ha scritto:

Era ora!

Il 6 Agosto 2008 alle 11:46 fercas ha scritto:

Bene bene! Sarà anche un’operazione di facciata come dice qualcuno del PD e IDV ma a volte, dietro le facciate, si nascondono cose interessantissime!!! Tempo al tempo. Cordialità.

Il 6 Agosto 2008 alle 14:17 peppe4pe ha scritto:

FAR WEST ITALICO: SINDACI SCERIFFI

Vista la pessima condizione di varie regioni e città italiche, è probabilmente giusto. Il solito rimedio all’italiana, comunque. Altrove, o anche da noi con una classe dirigente normale, con la dirigenza statale (o pubblica in generale) legata ai risultati ottenuti, prima di giungere a ciò, si sarebbe agito mandando a casa un po’ di questori, vicequestori, commissari ed un po’ di alti gradi di Carabinieri, Guardia di Finanza e compagnia bella, oggettivamente incapaci di corrispondere alla collettività un qualche servizio circa la sicurezza dei cittadini, a fronte dello stipendio percepito mensilmente.

Come al solito, nulla di tutto ciò. Tutti hanno famiglia, anche quando sono corrotti o inevitabilmente incapaci, e vanno mantenuti laddove possono brillantemente rendere inefficace una azione positiva per la cittadinanza, cui nulla è dovuto, se non un po’ di bastonatura se osa ribellarsi o incredibilmente ribellarsi.

Del resto in questo modo si è portato lo Stato ad un degrado che appare senza fine e che ovviamente non si intende arrestare. C’è da pensare che il coinvolgimento di larghe fasce della burocrazia col mondo della droga, prostituzione e criminale in senso lato sia molto forte, come in qualche modo testimoniato da una ricchissima filmografia straniera, americana soprattutto. Ma, come noto, noi siamo esenti dal malaffare, soprattutto ad alto (!?) livello anche politico. Son tutti galantuomini, notoriamente.

Questo è: prendere o lasciare. Tanta gente si accontenta, non solo, ma in tanti giurerebbero di vivere nel migliore dei mondi possibili. Che dire e che fare, visto che sono “lor signori” che ci impongono i loro candidati alle camere tramite liste bloccate e collegi uninominali, seconda “democrazia” ovviamente? È a tutti noto che poi, in Italia sopratutto, gli spazi per chi si muove in modo anticonformista sono ampi.

Auguri.

Il 16 Agosto 2008 alle 10:58 Al mare e in montagna: è l’estate del “non si può” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Forti del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto e dotati di superpoteri, ora i sindaci si sono visti allargare la maglie del loro intervento, e ora sono incaricati della vigilanza “su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto”. La voce “sicurezza e ordine pubblico” prende così svariate sfaccettature: oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia (in Versilia multe fino a 10mila euro e il sequestro di oli e creme). Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude. [...]

Il 18 Agosto 2008 alle 11:05 L’estate italiana dei divieti diventa un caso internazionale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Lo avevano fatto notare (quasi) tutti i giornali italiani (anche qui, qui e qui) che l’estate del 2008 in Italia sarebbe stata all’insegna del “Non si può”. Una sfilza di divieti e ordinanze (più o meno strani), che i sindaci - dotati dei super poteri grazie al decreto Maroni - hanno messo in campo (e in strada, sulle spiagge, in piazza) per limitare l’esuberanza dei turisti in libertà. Ma dopo la segnalazione della stampa nostrana, ecco l’attenzione dei giornali stranieri: in Italia sono vietate tutte le cose divertenti, titola il quotidiano britannico The Indipendent, che prende di mira le ordinanze dei sindaci e avverte i turisti stranieri: attenzione perchè rischiate di essere multati. A cominciare dalle spiagge, dove su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. Il titolo dell’articolo recita così: “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta”. In realtà l’articolo dell’Independent mette in guardia i turisti che, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: “Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano -scrive il giornale- a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra”. “A Roma è okay, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento ‘indecoroso’ può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino”, scrive il quotidiano britannico. Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: “Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della semplificazione (quello gestito dal leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze”. E gli esempi, potrebbero continuare. [...]

Il 12 Settembre 2009 alle 15:58 Camposampiero NOI » La partita Zanon-Unione è appena iniziata, mettetevi comodi. ha scritto:

[...] al primo cittadino, garante di pubblica sicurezza. Mansioni rafforzate, nei mesi scorsi, dal decreto sui «sindaci sceriffi» firmato dal ministro degli Interni, Roberto [...]

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