Giovanni Strangio: “Non c’entro nulla con la strage di Duisburg”

Tedeschi increduli

“Mi inginocchio e giuro di essere innocente dinanzi a Dio, al mondo intero e ai familiari delle vittime di questa orrenda strage”: Giovanni Strangio, sospettato principale della mattanza di Duisburg dove il 15 agosto dello scorso anno vennero trucidati sei giovani calabresi, parla con Panorama in edicola da venerdì, 8 agosto.
E sostiene di non avere nulla a che vedere con quel terribile fatto di sangue. “Ma credo che in questo momento le mie ragioni non interessino alla magistratura che deve dimostrare all’opinione pubblica internazionale, e soprattutto ai tedeschi, di risolvere velocemente il caso consegnando i colpevoli alla giustizia” dice. “Il fatto è che sono italiano, di San Luca e mi chiamo Strangio”.
Non nega di essere stato in Germania il giorno della strage: “Sono partito per andare in Germania a curare i miei interessi, avevo dei locali e dovevo provvedere alla loro gestione” dice, ma nega perfino l’esistenza di una faida di San Luca: “La faida è una costruzione giornalistica e dei magistrati. Io non sono affiliato alla ‘ndrangheta e so che nel mio paese esiste povertà, disoccupazione, ignoranza, diffidenza, ma anche amore, passione e voglia di lavorare”.

Non ha dubbi invece il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, titolare di tutte le inchieste della ‘ndrangheta di San Luca: “Strangio è l’autore del massacro di Duisburg, tant’è che la montagna di accuse nei suoi confronti, lo induce a sottrarsi alla cattura anziché presentarsi e spiegare le sue ragioni”, dichiara a Panorama.

Commenti

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Il 20 Agosto 2008 alle 0:47 il blog di antonino monteleone » Blog Archive » Breaking ‘ndrangheta ha scritto:

[...] Panorama ha raccolto la sua professione di innocenza senza avere il buon gusto di apporre una piccola postilla: se crede di essere innocente, sig. Strango, si consegni alle autorità. [...]

Il 12 Dicembre 2008 alle 11:07 Mafia und Medien « reskisrepublik ha scritto:

[...] Natürlich ist die Mafia schon lange dazu übergegangen, die Medien für ihre Zwecke zu benutzen. Sie weiß: Nichts ist wichtiger als ihr Bild in der Öffentlichkeit. Der noch gesuchte vermutliche Killer der Duisburger Mafiamorde, Giovanni Strangio, gab der italienischen Wochenzeitschrift Panorama ein Interview, in dem er, was sonst, seine Unschuld beteuert. Strangio stammt aus San Luca und betrieb zuletzt eine Pizzeria im nordrheinwestfälischen Kaarst. In dem Interview bezeichnete sich Giovanni Strangio als unschuldig verfolgter Italiener, dem nichts anders vorzuwerfen sei, als in San Luca geboren worden zu sein – ein armer, arbeitsamer Italiener, den die Arbeitslosigkeit zwang, nach Deutschland zu emigrieren. Einer, der nach dem Massaker von Duisburg in Sippenhaft genommen worden sei. Für den Mafioso war das Interview ein voller Erfolg. Denn ihm gelang es nicht nur, darin die Existenz der ‘Ndrangheta zu leugnen, sondern auch sich als zärtlich sorgender Vater darzustellen, dessen junge Ehefrau nichts anderes sehnlicher erwartet, als die Rückkehr des zu Unrecht Verfolgten. Ein junger Vater, der überdies noch mit Baby im Arm abgebildet wurde. Im familientreuen Italien bleibt das nicht ohne Wirkung. [...]

Il 15 Dicembre 2008 alle 13:44 pegel-ruhrort » Blog Archiv » Die MAFIA in Duisburg XXXVIII ha scritto:

[...] Während – wie man hört – die Sonderkommissionen aufgelöst werden und wieder der Alltag eingezogen ist , meldet sich in Italien der mutmaßliche Teilnehmer am Da Bruno-Massaker in Duisburg in der italienischen Wochenzeitung PANORAMA zu Wort. Und was sagt Giovanni Strangio: Naja, das übliche: Ich wars nicht. “In dem Interview bezeichnete sich Giovanni Strangio als unschuldig verfolgter Italiener, dem nichts anders vorzuwerfen sei, als in San Luca geboren worden zu sein – ein armer, arbeitsamer Italiener, den die Arbeitslosigkeit zwang, nach Deutschland zu emigrieren. Einer, der nach dem Massaker von Duisburg in Sippenhaft genommen worden sei. Für den Mafioso war das Interview ein voller Erfolg. Denn ihm gelang es nicht nur, darin die Existenz der ‘Ndrangheta zu leugnen, sondern auch sich als zärtlich sorgender Vater darzustellen, dessen junge Ehefrau nichts anderes sehnlicher erwartet, als die Rückkehr des zu Unrecht Verfolgten.” Quelle: reskisrepublik [...]

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