- Tags: carabinieri, droga, Milano, movida, Navigli, Polizia, spaccio
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Sarà per il clima di inizio agosto, che in città fa venire voglia di stare all’aperto. Sarà che le strade sono semi deserte, ma i locali-simbolo della movida sono sempre affollati. A Milano, tra i ragazzi in cerca di una birra e quattro chiacchiere, di un po’ di musica e relax dopo il lavoro, i pusher s’ingegnano e si mimetizzano, approfittando delle serate chiassose per piazzare la loro merce.
Sui Navigli è l’ora dell’aperitivo: happy hour con “dose”. La squadra di spacciatori, pochi pacchetti di hashish e marijuana in tasca, è composta da nove meghrebini e un italiano. Si sparpagliano fuori dai bar vicino a piazza Vetra e via Vetere, mischiati alle centinaia di clienti che invadono i marciapiedi. Dicono di essere camerieri e prendono l’ordinazione. Solo che al ritorno insieme alla birra portano l’occorrente per una canna.
Il più delle volte il ragazzo o la ragazza sono contenti di tirare fuori 20 euro invece di 10 per il servizio doppio. Durante l’ora dell’aperitivo di due sere fa i carabinieri della compagnia di Porta Magenta hanno segnalato una ventina di acquirenti, tutti tra i 18 e i 25 anni. Una minima parte, visto che ognuno dei pusher aveva incassato 1.500 euro. Per rifornirsi, facevano la spola da un palazzo di via Palmieri, non troppo lontano, dove abita l’italiano (si tratta di Cristiano F., 40enne pregiudicato per spaccio) e nelle cui cantine era nascosta la droga. Per non dare nell’occhio e allarmare gli altri spacciatori, i carabinieri hanno arrestato i dieci uomini, uno e uno, proprio mentre andavano a prendere la “roba”.
Dopocena il popolo della movida cerca un baretto aperto fino a tardi, dove poter bere ancora qualcosa con gli amici. Anche qui procurarsi la droga è semplice come prendere un caffè. La zona è sempre quella dei Navigli, tra corso di Porta Ticinese e piazza XXIV Maggio. Questa volta la merce richiesta è la coca, un grammo alla volta a 40 euro. E a osservare il via vai continuo dei clienti ci sono gli agenti dell’Unità operativa criminalità diffusa (Uocd) della Squadra mobile.
La meta degli acquirenti è il frequentatissimo bar Zumo di via Gorizia, dove il titolare, Angelo M., di 37 anni con precedenti anche lui per spaccio, smerciava cocaina a un ritmo molto più sostenuto di quanto non spillasse le birre. La polizia ha trovato nascosti nei barattoli dei liquori dietro il bancone 100 grammi di “neve” e 900 euro di incasso. A casa del barista-pusher altri 12 mila euro. L’uomo è stato arrestato ieri sera poco dopo la mezzanotte. Il suo locale verrà chiuso. Almeno per un po’ gli habitué della movida con “dose” annessa dovranno trovarsi un altro posto da affollare.
- Venerdì 8 Agosto 2008
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