Vinci un Brunetta d’Oro: il concorso con le vignette più cattive sul ministro

Renato Brunetta

Brunetta-Mao, Brunetta-Mosè e Brunetta fatto a pezzi. Così appare il ministro della PA nelle vignette inviate a Palazzo Vidoni, opera di cittadini che hanno risposto all’appello del ministro. Nonostante si siano levate voci contrarie e alcuni deputati Pd abbiano anche presentato un’interrogazione in materia perché il ministro ripensi al progetto (”Brunetta dovrebbe utilizzare il sito del ministero per rendere noti esempi del buon lavoro portato avanti silenziosamente da tanti dipendenti pubblici, competenti ed onesti”), in soli quattro giorni ne sono arrivate già più di 35 e dunque il concorso “Vignette contro Brunetta” sembra andare a gonfie vele.
Il ministro anti fannulloni, che senza colpo ferire è riuscito a ridurre del 30% l’assenteismo nel settore statale, ne ha pensata un’altra delle sue: ha lanciato un concorso nazionale di feroci vignette satiriche contro il ministro: “Mi raccomando, siate cattivi. Non ne possiamo più di raccogliere solo consensi”.

Lo aveva promesso lui stesso: metterò sul sito le vignette contro di me. E per arricchire l’archivio ha chiesto aiuto proprio ai cittadini, compresi i dipendenti pubblici (i suoi sottoposti presi di mira negli ultimi mesi): “Da diverse settimane consultiamo tutti i quotidiani e le riviste in edicola alla ricerca di una qualsiasi vignetta che metta alla berlina il ministro Renato Brunetta. Invano”, si legge sul sito del ministero. “Abbiamo così deciso di rivolgerci al Paese per superare questa anomalia senza precedenti”.
Il concorso è aperto, fino al 10 agosto, a tutti i cittadini. Il ministero non pone limiti: le vignette - massimo due per autore - posso essere feroci contro il ministro e le sue idee, “pur restando entro i limiti della buona educazione, siate cattivi e pungenti” precisa il sito. Alla gara possono prendere parte anche i dipendenti pubblici, beninteso a condizione che la vignetta sia stata da loro pensata e disegnata durante le ferie, la pausa pranzo o i permessi per malattia.
Le vignette devono essere inviate in formato immagine (.pdf o .jpg) all’indirizzo  ufficiostampa at funzionepubblica.it, accompagnate da nome e cognome dell’autore nonché da un suo recapito telefonico e di posta elettronica personale.
Quelle già arrivate hanno disegni divertenti e piuttosto colorati, pochi quelli offensivi e molti di buon livello. E pare che anche il responsabile della PA si sia divertito molto a vedersi nelle vesti di Mao, con tanto di libro rosso in mano, mentre dice “Visitarne uno per licenziarne cento” o novello Mosè che cerca di eliminare “la solita scusa dei traghetti in ritardo”.
C’è poi un Brunetta che disegna se stesso perché, dice, “solo io so quanto sono cattivo”. Spazio anche al genere pulp con l’assassino che tiene in mano la testa del ministro, dopo averlo accuratamente fatto a pezzi, e la frase “Adesso i tagli li faccio io”. Ma come dimenticare i bambini? Ecco allora che un piccolo domanda a un altro cosa voglia fare da grande e alla risposta “Brunetta” ribatte piccato: “Ho detto da grande!”.
L’appuntamento è per l’11 agosto sul sito del ministero: i visitatori potranno esprimere solo una preferenza e i voti saranno aggiornati in tempo reale. Ci sarà tempo fino al 12 settembre, quando verrà pubblicata la classifica e si decideranno le prime cinque tra cui scegliere la vignetta vincitrice. Il suo autore verrà ricevuto e premiato a Palazzo Vidoni dallo stesso ministro Brunetta, con un Brunetta d’oro, scherza il ministro, “naturalmente piccolo, e non solo per risparmiare”.

Commenti

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Il 10 Agosto 2008 alle 10:12 vincenzo.m. ha scritto:

IN OGNI ITALIANO.

Beato colui la fortuna del quale concede la vincita dell’ambito “Brunetta d’oro”, beato colui il merito del quale potrà inorgoglirsi nel poggiare il capo sul cuscino ed adorare l’icona del “Brunetta d’oro” sul comodino. Se è lecito comparare il dott. Renato sig. Brunetta a Mao, Napoleone e…sì a chi si vuole, non è altrettanto, seppure minimamente, consigliabile rapportarlo a Mosè.
Dalle dettagliate analisi che vengono giornalmente divulgate, emerge una percentuale di riduzione delle assenze nella pubblica amministrazione che, via via, vede la stessa aumentare sino a toccare l’odierna soglia del 37 percento. Potrebbe addivenire necessario suggerire di fermare l’ascesa della percentuale citata affinchè, per ovvie ragioni, non giunga alla fatidica soglia del cento percento. Nella mente di ogni italiano deve essere impresso che la riduzione delle assenze implica in esse l’equazione dell’incremento della produttività.

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