Carte di credito e bancomat clonati a migliaia. Talmente numerosi che la banda di bulgari e romeni che se le procurava non riusciva a utilizzarli tutti. E allora “spacciava” quelli avanzati agli angoli delle strade. Succedeva a Milano, prima che i carabinieri della compagnia di Porta Magenta arrestassero tre persone (altre tre sono ricercate) e bloccassero un traffico diventato molto intenso.
La tecnica usata per clonare le carte è quella consolidata. Una telecamerina e uno skimmer montati sullo sportello bancomat, per copiare i dati e filmare i pin durante i prelievi da parte dei clienti. Le banche prese di mira negli ultimi sei mesi erano l’Unicredit di via Meda, il Monte dei Paschi di Siena di via Boni e la Banca Intesa di via Whashington. Tutte in zone centrali.
Una volta ottenuti i dati, venivano copiati su tessere magnetiche come fidelity card dei supermercati e di un car wash. Utilizzate poi a decine alla volta per prelevare denaro o per fare acquisti, grazie anche a documenti falsi, soprattutto in negozi di informatica. I clonatori di bancomat puntano tutto sul tempo. Quello che passa tra il furto di dati e l’utilizzo della carta deve essere breve, prima che il proprietario faccia denuncia e la banca blocchi le operazioni. Per questo i bancomat vengono clonati nei fine settimana o durante i periodi festivi.
I truffatori a volte non hanno il tempo di sfruttare tutte la carte che hanno clonato. Quelle avanzate quindi, sempre più spesso, vengono vendute per pochi euro. L’organizzazione scoperta dai carabinieri di Milano lo faceva soprattutto in piazza Duomo e in piazza Napoli. Si trattava delle tessere meno sicure, cioè di quelle che sarebbero “scadute” (perché bloccate) entro poche ore. Costavano dai 20 ai 50 euro, l’acquirente ne prendeva una decina per volta e, se era fortunato, ne trovava almeno una buona. Riuscendo a prelevare fino a 500 euro. I clienti di questo giro erano per lo più “soldati semplici” e “pali” della stessa organizzazione, ma anche balordi di passaggio informati dal passaparola.
Difficile individuare e arrestare questi clonatori. Si spostavano continuamente tra Milano, Torino, Verona, Brescia, Bergamo. Spesso tornavano in patria a spendere i soldi racimolati e uno dei capi, noto come Jacob, era stato già fermato in Finlandia e segnalato all’Interpol. La traccia degli acquisti portava gli inquirenti in giro per il mondo: una carta copiata in Italia veniva, ad esempio, “spesa” negli Stati Uniti. È facilissimo infatti trasmettere in tempo reale i dati a un complice oltreoceano. I carabinieri raccoglievano decine di denunce alla settimana dalle banche e dai clienti, ma le sei persone finite nel mirino utilizzavano anche 300 tessere al giorno.
Gli istituti di credito conservano i video dei prelievi al bancomat per sette giorni. Solo se la vittima del furto di dati fa denuncia entro questo tempo, i carabinieri possono attivare la loro rete nazionale di confronto incrociato dei fotogrammi. E individuare le facce dei sospettati. Anche le persone scippate nei pressi delle banche finiscono in questo circuito, perché il ladro spesso cede le carte di credito trovate nei portafogli ai gruppi di clonatori che, con buone probabilità, hanno filmato anche quel codice pin.
L’indagine dei carabinieri è partita dalla denuncia di un noto industriale veneto, che si è visto prosciugare una carta intestata alla società. Seguendone i movimenti, gli inquirenti hanno notato acquisti e prelievi fatti in città diverse nello stesso istante e hanno subito capito che si trattava di una clonazione. Questi truffatori rischiano una pena che arriva al massimo a tre anni e le banche sono coperte da assicurazione, puntano quindi, più che su sistemi sofisticati come le carte col microchip, al risarcimento. Che però arriva in tempi lunghi e può mettere in difficoltà un pensionato o un operaio derubato.
I clienti dovrebbero prima di tutto applicare qualche regola per tutelarsi: coprire la mano che digita il pin, attivare il servizio di sms che avverte a ogni prelievo e acquisto, denunciare immediatamente alle forze dell’ordine.
- Lunedì 11 Agosto 2008
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Commenti
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Il 12 Agosto 2008 alle 11:45 Per strada si vende di tutto, anche le carte di credito | Milano2015.in ha scritto:
[...] Ho sempre pensato che Bologna in questo fosse in pole position ma scopro oggi da Panorama.it che mi sbagliavo. [...]
Il 10 Novembre 2008 alle 23:04 clonatoall'italiana ha scritto:
Salve sono un pollo grazie alla legge che permette tutto questo mi hanno clonato un bancoposta e una postepay a milano per la postepay me ne sono accorto ieri sera subito dopo insospettito sono andato a verificare il bancoposta era sospeso non mi hanno neanche avvisato le poste è stato sospeso il giorno 3 novembre me ne sono accorto il 9 novembre capite che polli siamo, mi sa tanto che qui la mattina chi prima si sveglia deve pensare a fottere il prossimo o cambiare stato tanto i clonatori rischiano poco quando li beccano tengo a precisare questo le banche e altri istituti finanziari fanno quello che cazzo vogliono io intanto sto senza soldi in attesa chi sa quando rimborsano che bell’italiaaa tutti vipsss.
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