Se passeggiando per Milano negli ultimi giorni avete avuto l’impressione di essere in una città in cui vige il coprifuoco, i numeri vi danno ragione. Serrande abbassate e vetrine buie non sono un caso limitato a un singolo quartiere, ma sono la norma. Dal 10 al 17 agosto, da sempre settimana nera delle chiusure dei negozi, quest’anno la situazione è peggiorata. Toccando un livello inaccettabile per chi è rimasto a casa (questa estate gli abitanti che hanno rinunciato alle ferie sono aumentati rispetto al 2007) e cerca di comprare il pane, un giornale o di prendersi un caffè e per i turisti, soprattutto stranieri, che di certo non visitano Milano aspettandosi tali difficoltà nel trovare anche i generi di prima necessità.
A denunciare, dati alla mano, la desolazione sotto gli occhi di tutti è il Codacons. Secondo i calcoli del coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ambiente e dei consumatori, gli esercizi alimentari aperti nella settimana tra il 10 e il 17 agosto sono 61 in tutta la città (contro i 122 dello scorso anno). C’è una sola pescheria aperta e in Zona 1, cioè in centro, sono rimaste alzate quattro saracinesche: tre macellai e una gastronomia. “Niente droghieri, formaggi e latticini, fruttivendoli e latterie”, fa notare il Codacons. Palazzo Marino aveva invece previsto 447 alimentari aperti nella “peggiore settimana dell’anno”.
“La situazione”, si legge in una nota dell’associazione, “è addirittura peggiore rispetto a quella dello scorso anno”, nonostante fosse stato annunciato che i negozi aperti sarebbero stati il 47 per cento in più rispetto al 2007. I problemi maggiori riguardano appunto il centro, che è anche il più frequentato dai turisti. Seguono nella classifica negativa la Zona 3, con cinque negozi aperti (nessuna drogheria, latteria e formaggi e latticini) e la Zona 5 e 6, con sei negozi aperti ciascuna e dove non è possibile acquistare frutta e verdura. “Il sindaco Moratti ha tradito le sue promesse. Lo scorso anno aveva dichiarato che la città poteva e doveva offrire di più: ebbene ha offerto di meno”, osserva il presidente del Codacons, Marco Donzelli.
La stessa Tiziana Maiolo, assessore alle Attività produttive, si è lamentata dei commercianti che non hanno rispettato le promesse. Ammettendo, indirettamente, che il Comune non riesce a far rispettare le proprie prescrizioni. “Milano non è una città internazionale”, aveva dichiarato. “I negozianti continuano a fare i loro interessi senza pensare alla città”. Oggi però l’assessore si è in parte ricreduta e si è detta “ottimista” per i prossimi giorni: “I rappresentanti del Codacons devono avere la sfera di cristallo per sapere quanti negozi aperti ci saranno a Milano nella settimana di Ferragosto, visto che è appena cominciata”, ha dichiarato. “E visto anche che hanno fatto la rilevazione lunedì, giornata in cui molti negozi e ristoranti sono chiusi. Io sono invece ottimista anche dopo l’appello che ho avanzato due settimane fa e dopo che i dati ufficiali dell’Annonaria mi dicono che nella settimana tra il 4 e il 9 agosto ben il 51 per cento delle panetterie era aperto. In attesa dei dati ufficiali sulla settimana più critica dell’anno, voglio tranquillizzare gli esponenti del Codacons: non solo loro stanno osservando, anche l’assessore alle Attività produttive è in città e tiene gli occhi ben aperti”.
- Martedì 12 Agosto 2008
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