Pantalone o gonna in cotone blu con tasche a soffietto, abbinati a una polo di piquet rosso con colletto, polsini e bottoni blu. Se c’è freddo? Un gilet in felpa blu con cuciture e zip rosse. E naturalmente lo stemma ricamato della scuola.
L’otto settembre, a inaugurare l’anno scolastico sarà una novità stilistica. In alcuni istituti milanesi gli alunni di prima, seconda e terza elementare varcheranno i cancelli con le solite cartelle, ma con una nuova divisa. Che però al ministero dell’Istruzione preferiscono chiamare “vestito standard” oppure “polo all’italiana e pantaloni e gonne con tasconi”.
In realtà quella che sarà presentata a settembre, e di cui tanto si è parlato in questi mesi, è una divisa simbolica il cui uso non sarà imposto da nessun regolamento. “Noi rispettiamo l’autonomia scolastica” spiega il ministro Mariastella Gelmini “il nostro è un esperimento pilota, un’idea che non copia né il vecchio grembiule, né la divisa inglese”. Se infatti è compito dei presidi invitare gli alunni a un abbigliamento consono, quello del ministro è un appello contro la corsa alle griffe, perché con la divisa tutti gli alunni sono uguali, almeno in apparenza, e i bambini non risentono delle disparità sociali.
A metà strada tra innovazione e tradizione, la divisa all’italiana nasconde quindi un significato più ampio di quello legato all’ordine. “È un invito alla riflessione, perché ritorni il decoro nelle scuole” spiega il ministro Gelmini “certo i problemi della scuola italiana sono altri e sono gravi, ma se questa idea serve per aprire un dibattito sull’uguaglianza e sull’educazione nelle scuole, ben venga la divisa, e anche il voto in condotta”.
A disegnare la collezione scolastica è Alessandro Brevi, stilista e presidente della Cooperativa sociale Alice, che dal 1992 opera all’interno del carcere di San Vittore, e attraverso lavori di sartoria occupa oltre 30 dipendenti, tra ex detenute e detenute (dieci lavoratrici e otto apprendiste). Saranno infatti loro a confezionare le nuove divise. “Abbiamo voluto affidarci alla cooperativa Alice perché la loro attività sociale è meritoria” racconta Gelmini.
LEGGI ANCHE: Le riforme del ministro Gelmini: 7 in condotta e grembiule per tutti
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Commenti
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Il 14 Agosto 2008 alle 14:10 fercas ha scritto:
Perchè facciamo sempre i bastian cuntrari a tutti i costi? Perchè divisa all’italiana? Ci sono forse divise tedesche, francesci o altro in giro per l’Europa? E smettiamola di prenderci per il sedere tanto per far notizia e vendere qualche giornaletto in più! Trovo giusto che si ritorni al grembiule o alla bleus nelle elementari, non tanto per evitare gli indumenti griffati ma per sporcare meno quelli indossati! Cordialità.
Il 27 Agosto 2008 alle 12:54 Gelmini dalla divisa alla riforma: “I soldi ci sono ma vanno spesi meglio” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È tempo di riforme. Dopo il ministro della Giustizia Angelino Alfano, anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini annuncia cambiamenti. Sui banchi di scuola non saranno le nuove divise a fare la differenza, ma la cassa scolastica e il modo di amministrarla. “Il problema non è trovare più soldi, ma spenderli meglio” racconta Gelmini. Secondo il ministro, i soldi ci sarebbero ma la priorità oggi è riuscire a spenderli in modo più efficace. “Quando la spesa per il personale assorbe il 96,98% del bilancio significa che la scuola italiana rischia di non avere più gli strumenti per modernizzarsi” così commenta i dati sul bilancio 2008 del ministero per l’area istruzione e aggiunge: “Dovere morale verso le nuove generazioni è rivedere completamente il sistema scolastico italiano”. Secondo i dati, consultabili sul portale del Ministero, la spesa maggiore è infatti quella della gestione del personale: 41.174.698.165 euro. Uno “sbilancimento” ancora più evidente se relazionato ai soldi impiegati per l’edilizia scolastica, l’innovazione tecnologica e la sicurezza nelle scuole: solo 156.362.270 euro, appena lo 0,37% del totale. E alle le voci relative a spese di funzionamento generale (informatica di servizio, cancelleria, spese di pulizia per circa il 40% delle scuole), che raggiungono invece i 493.181.784 euro (l’1,16% del totale) e quelle legate agli interventi (trasferimenti ad enti pubblici e privati) per un ammontare di 633.368.341 euro (l’1,49% del totale). “Questi dati”, ribadisce il ministro, “evidenziano che se la spesa per il personale ha una tale incidenza significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e guardare con serenità al futuro. La scuola italiana è stata troppo spesso usata in passato come un ammortizzatore sociale”. Riformare diventa quindi la parola d’ordine: “Dobbiamo assolutamente porre rimedio ad una situazione insostenibile. È un dovere morale verso le nuove generazioni rivedere completamente il sistema scuola in Italia”. Il ministro, che oggi parlerà al Meeting dell’amicizia dei popoli 2008, in programma fino al 30 agosto a Rimini, in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero anticipa quali sono le soluzioni al problema economico e quindi strutturale del pianeta scuola: “Con un sistema premiale va aumentato il peso specifico di ogni ora di insegnamento” racconta. Ma non solo. Altra priorità per Gelmini è il reclutamento degli insegnanti: “Va loro restituita la funzione sociale che meritano attraverso la premiazione di chi vale. Non è vero che le ore e la spesa sono direttamente proporzionali alla qualità dell’insegnamento” sostiene. La terza priorità è l’edilizia scolastica, “oggi l’incuria ha troppo spesso invaso le scuole che devono essere rese più sicure, ma anche più pulite”. Sarà quindi un autunno di duro lavoro quello che aspetta il ministro dell’Istruzione, che ha inoltre espresso un parere favorevole nei confronti del federalismo: “Una grande opportunità della quale nessuno deve avere paura; è la condizione perché si applichi realmente il principio di sussidiarietà nel mondo scolastico”. [...]
Il 28 Agosto 2008 alle 16:35 Gelmini dalla divisa alla riforma:”I soldi ci sono ma vanno spesi meglio” | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] E’ tempo di riforme. Dopo il ministro della Giustizia Angelino Alfano, anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini annuncia cambiamenti. Sui banchi di scuola non saranno le nuove divise a fare la differenza, ma la cassa scolastica e il modo di amministrarla. “Il problema non è trovare più soldi, ma spenderli meglio” racconta Gelmini. Secondo il ministro, i soldi ci sarebbero ma la priorità oggi è riuscire a spenderli in modo più efficace. “Quando la spesa per il personale assorbe il 96,98% del bilancio significa che la scuola italiana rischia di non avere più gli strumenti per modernizzarsi” così commenta i dati sul bilancio 2008 del ministero per l’area istruzione e aggiunge: “Dovere morale verso le nuove generazioni è rivedere completamente il sistema scolastico italiano”. Secondo i dati, consultabili sul portale del Ministero, la spesa maggiore è infatti quella della gestione del personale: 41.174.698.165 euro. Uno “sbilancimento” ancora più evidente se relazionato ai soldi impiegati per l’edilizia scolastica, l’innovazione tecnologica e la sicurezza nelle scuole: solo 156.362.270 euro, appena lo 0,37% del totale. E alle le voci relative a spese di funzionamento generale (informatica di servizio, cancelleria, spese di pulizia per circa il 40% delle scuole), che raggiungono invece i 493.181.784 euro (l’1,16% del totale) e quelle legate agli interventi (trasferimenti ad enti pubblici e privati) per un ammontare di 633.368.341 euro (l’1,49% del totale).“Questi dati”, ribadisce il ministro, “evidenziano che se la spesa per il personale ha una tale incidenza significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e guardare con serenità al futuro. La scuola italiana è stata troppo spesso usata in passato come un ammortizzatore sociale”. Riformare diventa quindi la parola d’ordine: “Dobbiamo assolutamente porre rimedio ad una situazione insostenibile. È un dovere morale verso le nuove generazioni rivedere completamente il sistema scuola in Italia”. Il ministro, che oggi parlerà al Meeting dell’amicizia dei popoli 2008, in programma fino al 30 agosto a Rimini, in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero anticipa quali sono le soluzioni al problema economico e quindi strutturale del pianeta scuola: “Con un sistema premiale va aumentato il peso specifico di ogni ora di insegnamento” racconta. Ma non solo. Altra priorità per Gelmini è il reclutamento degli insegnanti: “Va loro restituita la funzione sociale che meritano attraverso la premiazione di chi vale. Non è vero che le ore e la spesa sono direttamente proporzionali alla qualità dell’insegnamento” sostiene. La terza priorità è l’edilizia scolastica, “oggi l’incuria ha troppo spesso invaso le scuole che devono essere rese più sicure, ma anche più pulite”. Sarà quindi un autunno di duro lavoro quello che aspetta il ministro dell’Istruzione, che ha inoltre espresso un parere favorevole nei confronti del federalismo: “Una grande opportunità della quale nessuno deve avere paura; è la condizione perché si applichi realmente il principio di sussidiarietà nel mondo scolastico”. [...]
Il 30 Agosto 2008 alle 21:03 Gelmini docet: studenti e professori la ricreazione è finita » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Gelmini dalla divisa alla riforma: “I soldi ci sono ma vanno spesi meglio” - Scuola: bufera sulla Gelmini e il gap tra Nord e Sud - Scuola, a settembre si ricomincia con la nuova divisa all’italiana [...]
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