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	<title>Italia &#187; Ai giornali di partito contributi per un miliardo. In sette anni</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Ai giornali di partito contributi per un miliardo. In sette anni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 06:18:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È la somma, di quattrini pubblici, versata dalla presidenza del Consiglio per finanziare l'editoria politica. Una cifra cresciuta a ritmi esponenziali: erano 106 milioni nel 2000, quasi 115 milioni nel 2001, 132 nel 2002, fino ad arrivare agli oltre 185 milioni del 2006. E nei prossimi tre anni l'esborso previsto è di 500 milioni di euro. Ma presto i rimborsi saranno calcolati sulla "diffusione certificata". <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/08/13/famiglia-cristiana-rilancia-speriamo-non-rinasca-il-fascismo/"><em>Famiglia Cristiana</em> rilancia, Speriamo non rinasca il fascismo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/politica_camera/125135_giornali_in_parlamento.html" title="Giornali in Parlamento"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/08/13/48a307a3270a0_zoom.jpg" alt="Giornali in Parlamento" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>di <em>Laura Maragnani</em> e <em>Mario Sechi</em></p>
<p>Roma, piazza Colonna, ore 9.00 del 12 agosto: l’edicola davanti a Palazzo Chigi sta preparando le mazzette dei giornali per gli uffici parlamentari. Domanda a bruciapelo: scusi, ha una copia della <em>Discussione</em>? L’edicolante si consulta con un suo collaboratore: &#8220;Mi sa che è in ferie…&#8221;. E una copia di <em>Linea</em>? &#8220;Vacanza&#8221;. E un paio di pagine del <em>Campanile</em>? &#8220;In questi giorni nun ce sta’&#8221;. Notizie dell’<em>Opinione</em>? &#8220;È a riposo. <em>La Voce Repubblicana</em> è missing, il <em>Secolo d’Italia</em> è ai bagni, il <em>Denaro</em> oggi non è arrivato, di <em>Rinascita</em> dottò ce n’hanno mannato ’na copia sola e me dispiace ma è prenotata. Capirà, ’sti giornali piccoli&#8221;.<br />
Piccoli come foliazione (in genere non superano le quattro pagine) e con la redazione (quando c’è) ai minimi termini, ma con grande appetito e una capacità incredibile di battere cassa. Ne sa qualcosa la presidenza del Consiglio e assai meno il contribuente italiano.</p>
<p>Solo per il 2006 lo Stato ha stanziato186 milioni di euro di contributi diretti per l’editoria. Nel 2000 erano &#8220;soltanto&#8221; 106 milioni: una crescita di 80 milioni in sette anni, altro che tasso d’inflazione programmata. Incassare il contributo è facile: basta dichiarare la tiratura, presentare un bilancio e poi aspettare la liquidazione della fattura. E le vendite? Non sono indispensabili.<br />
Almeno fino a oggi: in autunno il sistema subirà una rivoluzione. Al <a href="http://www.governo.it/presidenza/die/index.html" target="_blank">Dipartimento per l&#8217;Editoria</a> il trio composto da <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Letta_gianni.html" target="_blank">Gianni Letta</a>, <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/Bonaiuti_Paolo.html" target="_blank">Paolo Bonaiuti</a> e <a href="http://www.governo.it/Presidenza/biografia_segretario.html" target="_blank">Mauro Masi</a> sta lavorando a uno schema di regolamento che sarà supervisionato dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e sarà presentato nei primi giorni di settembre (qui <a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/modulistica/modello_prospetto_costi_2007.pdf" target="_blank">la bozza in .pdf</a>).<br />
Due le parole d’ordine: snellire la procedura e cambiare i parametri per l’assegnazione della parte variabile del contributo pubblico. Non sarà più la tiratura ma la diffusione certificata (vendite e abbonamenti) a stabilire l’importo dell’assegno. Questa semplice regola darà un taglio alle vendite in blocco delle copie stampate (oggi praticate da tutti i gruppi editoriali) e ai non isolati casi di giornali che esistono solo sulla carta e non hanno mai visto un’edicola o un giornalista regolarmente retribuito. Il timore di molti editori non è dunque per i tagli dei fondi, ma per un futuro molto più severo in cui i giornali devono essere imprese vere e i pirati della carta dedicarsi a un altro mestiere.<br />
Il conto complessivo dell’attuale sistema-groviera è da tachicardia. Secondo le elaborazioni di <em>Panorama</em> sui dati forniti dal Dipartimento per l’editoria, dal 2000 al 2006 lo Stato ha staccato assegni per oltre 1 miliardo di euro. Nei prossimi tre anni l’esborso previsto per le casse pubbliche è di oltre mezzo miliardo di euro. Dal 2010 invece potrebbe andare a regime la riforma complessiva del settore che stabilirà nuovi criteri per l’ammissione agli aiuti. E i beneficiati già tremano.<br />
Chi sono? L’elenco è sterminato: giornali di partito, testate legate a movimenti politici, cooperative (vere e presunte) di giornalisti, quotidiani editi da società controllate da fondazioni o enti morali&#8230; Una giungla che anche il più sprovveduto esploratore capisce aver bisogno di una radicale sfoltita. Fuori il machete, allora. C’è chi si accontenta di 6.320 euro di contributo all’anno, come <em>L’amore vince</em> edito dalla Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, e chi incassa 6,3 milioni di euro, come l’<em>Avvenire</em>, quotidiano della Cei. Ci sono<em> Motocross </em>(517 mila euro) e <em>Sportsman-Cavalli &amp; Corse</em> (2,5 milioni), <em>Chitarre</em> (296 mila) e <em>Ti saluto fratello</em> (44.960 euro), <em>Rassegna sindacale </em>(517 mila euro), <em>Civiltà cattolica</em> (66.700 euro), <em>L’aurora della Lomellina</em> della diocesi di Vigevano (45.197 euro). Fin qui siamo al censimento dei cespugli. Vegetazione bassa. Poi arrivano querce e sequoie, i pesi massimi del contributo di Stato: gli organi di reali o immaginari partiti e movimenti politici.<br />
La <em>Discussione</em>? Difficile da trovare in edicola, ma nei decreti di stanziamento è sempre presente: 15,148 milioni di euro in 7 anni. Merito di due europarlamentari Udc e dell’attivismo di un deputato Pdl, Giampiero Catone, che per qualche anno è riuscito a bissare il contributo facendo l’editore del <em>Quotidiano sociale</em>. <em>Linea</em>, un mistero editoriale da quasi 16 milioni di euro, si presenta come organo del Msi-Fiamma Tricolore ma perfino la paternità è duramente contestata. <em>Il Campanile</em> nuovo non fa din don ma bingo: nelle solide mani dei figli di Clemente Mastella, Pellegrino ed Elio, ha incassato già quasi 6 milioni di euro. <em>L’Opinione delle Libertà</em>, diretta da Arturo Diaconale, ha messo in cassaforte 13.542.856 euro.<br />
E che dire della diaspora editoriale socialista? <em>L’Avanti!</em> ha macinato quasi 15 milioni di euro.<em> L’Avanti! della domenica</em>, ovviamente settimanale, dal 2000 al 2003 ha messo in banca 2.360.545 euro. <em>Il Socialista Lab</em>, quotidiano della cui esistenza in pochi si sono accorti, in tre anni di euro ne ha ottenuti 758 mila. La<em> Gazzetta politica</em>, settimanale, dal 2002 al 2005 ha superato 1,6 milioni di euro. Il garofano è appassito, ma il portafoglio è sempre verde.<br />
E che dire degli alfieri del mercatismo? La Voce repubblicana, ectoplasma da edicola, tra aperture e chiusure ha presentato un conto da 2,263 milioni di euro. <em>Liberal</em> ha un’etichetta politica lontana dal Leviatano dello Stato, ma vicina alla cassa di Palazzo Chigi: dal 2003 al 2006 ha incassato oltre 3 milioni di euro.<br />
Persino chi fa la faccia feroce contro la casta, come Tonino Di Pietro, non è sfuggito alla tentazione di passare all’incasso: al minicontributo per <em>Orizzonti Nuovi</em>, la fanzine del partito in stile anni Settanta, 62 mila euro nel solo 2005, l’anno dopo ha preferito i 2,036 milioni di euro per il quartino di Italia dei valori, in cui casualmente è stata assunta la figlia Anna come praticante.<br />
Una foresta politicamente trasversale in cui spiccano un paio di giganti. Il quotidiano <em>Libero</em> si contende la palma d’oro con <em>l’Unità</em>. La testata fondata e diretta da Vittorio Feltri ha avuto accesso ai contributi grazie &#8220;al Movimento monarchico che ci aveva appoggiati in questa iniziativa&#8221; aveva spiegato lo stesso Feltri a Report nel 2006. <em>Libero</em> tuttora gode del finanziamento come organo di movimento politico e in sette anni ha incassato 39,247 milioni.<br />
Grande la soddisfazione dell’editore di riferimento, la famiglia Angelucci, che raddoppia il piatto con l’assegno del Riformista, organo del movimento Ragioni per il socialismo (10 milioni a partire dal 2003). L’anticomunismo perde la partita all’incasso contro <em>l’Unità</em>, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, organo dei Ds: 43 milioni di euro in 7 anni. Il nuovo editore, il presidente della Regione Sardegna e tycoon di Tiscali, Renato Soru, ha annunciato che rinuncerà ai contributi pubblici, per la gioia di <em>Europa</em>, quotidiano della Margherita (l’83 per cento delle quote è detenuto da Luigi Lusi, tesoriere del partito), che così sembra destinato a restare l’unico organo di stampa del Partito democratico. Europa è un foglio smilzo ma al totalizzatore segna 14 milioni di euro in 4 anni.<br />
Smilzo non è mai stato l’Elefantino, alias Giuliano Ferrara, che con <em>Il Foglio</em> agganciato alla Convenzione per la giustizia ha finora incassato oltre 25 milioni di euro. Il direttore del <em>Foglio</em> è già in prima linea contro la riforma e il taglio dei contributi annunciati dal governo (<a href="http://blog.panorama.it/opinioni/">vedi il botta e risposta con Maurizio Belpietro nelle Opinioni</a>).</p>
<p>Al suo fianco, in questa saga bipartisan, s’è levato l’eterno grido di dolore del <em>Manifesto</em> che gode dei contributi (circa 30 milioni in sette anni) in quanto cooperativa di giornalisti. La galassia comunista annovera poi <em>Liberazione</em> (25,5 milioni),<em> Rinascita</em> (11 milioni) e <em>La Rinascita della sinistra</em> (6 milioni). Anche <em>Notizie Verdi,</em> ex Sole che ride (9 milioni) sta per transitare a sinistra con il passaggio di proprietà a Luca Bonaccorsi, editore di <em>Left-Avvenimenti</em> (mezzo milione l’anno).<br />
Roma ladrona? Non quando si tratta di sbancare i contribuenti: il quotidiano leghista <em>La Padania</em> infatti si è assicurato 28 milioni in sette anni, circa 4 milioni ogni 12 mesi. E dal Nord al Mezzogiorno il refrain è sempre lo stesso. Il meridionalissimo <em>Movimento Europa</em> Mediterraneo porta a casa soldi per Il Denaro: quasi 14 milioni di euro. Quanto a Magna Grecia Sud Europa, che con la cooperativa Balena Bianca, made in Avellino, pubblica la rarissima <em>Democrazia cristiana</em> (un milione), non resta certo indietro rispetto ai duri e puri del profondo Nord. Le <em>Peuple valdotain</em>, settimanale di Aosta, in sei anni ha battuto cassa per un milione e mezzo; e il mensile<em> Zukunft</em> in Südtirol, edito dalla Svp, veleggia ormai oltre quota 5 milioni.</p>
<p>Fa tenerezza, allora, la <em>Porziuncola</em> di Assisi, mensile della Provincia Serafica di San Francesco dell’Ordine dei Frati Minori, che nel 2006 ha chiesto, e ottenuto, solo 8.995 euro. Una violetta all’ombra delle grandi sequoie, certo. Ma quante sono le diocesi italiane? Quante le case generalizie, le fondazioni, le pie società che editano, stampano, sopravvivono grazie ai contributi pubblici? Fuori dalla giungla comincia una sterminata prateria di carta.<br />
E quelli che galoppano non sono todos caballeros.</p>
<p><strong>LE CIFRE DEL FINANZIAMENTO </strong><br />
<em>L’Avanti! </em>(cooperativa giornalisti) 14.785.628<br />
<em>L’Avvenire</em> (organo Cei; testata ammessa dal 2001)  37.184.896<br />
<em>Il Campanile nuovo</em>   5.982.930<br />
<em>Il Denaro</em>   13.732.251<br />
<em>Democrazia cristiana</em> (2003-06) 997.757<br />
<em>La Discussione</em>  15.148.169<br />
<em>Europa </em>(dal 2003)  14.182.307<br />
<em>Il Foglio</em>  25.262.522<br />
<em>Italia dei Valori</em> (solo 2006) 2.036.107<br />
<em>Liberazione</em>  25.409.676<br />
<em>Linea </em> 15.954.509<br />
<em>Il Manifesto</em> (cooperativa)  30.470.955<br />
<em>Nuovo Riformista</em> (dal 2003) 10.199.005<br />
<em>L’opinione delle libertà</em>   13.542.856<br />
<em>Libero </em>(ex Opinioni Nuove) 39.247.110<br />
<em>La Padania</em> 28.198.541<br />
<em>Il Popolo</em> (2000-2002) 4.513.686<br />
<em>Rinascita </em>(cooperativa) 11.254.824<br />
<em>Roma </em> 18.736.909<br />
<em>Secolo d’Italia</em> 21.691.187<br />
<em>Sole che ride</em> (dal 2005 Notizie verdi) 9.045.304<br />
<em>L’Unità </em>43.023.213<br />
<em>La Voce repubblicana</em> (non uscita nel 2002-3) 2.263.898</p>
<p><strong>&#8230;CI SONO ANCHE I PERIODICI</strong></p>
<p><em>Gazzetta politica</em> (’02-05), settimanale, 1.610.178<br />
<em>L’Avanti! della domenica</em> (2000-2003), settimanale,  2.360.545<br />
<em>Le Peuple Valdotain</em> (fino al 2005), settimanale, 1.560.526<br />
<em>Liberal </em>(dal 2003), bimestrale, 3.162.237<br />
<em>La Rinascita della sinistra,</em> settimanale, 6.047.086<br />
<em>Zukunft in Südtirol</em>, mensile, 5.117.223</p>
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