Il Vaticano scarica Famiglia Cristiana: non parla a nome della Santa Sede

Piazza San Pietro
Non a nome della Santa Sede, né a nome della Cei. Il settimanale Famiglia Cristiana parla per sé: la sua linea non è quella dei vertici cattolici italiani.
Così il Vaticano misura la distanza dal settimanale dei Paolini e dai suoi numerosi scontri con il governo di Silvio Berlusconi. A scaricare il periodico cattolico è il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato stamani che il settimanale dei Paolini “non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana“.
Certo, precisa padre Lonbardi: si sta parlando di una “testata importante della realtà cattolica”, ma “le sue posizioni sono esclusivamente responsabilità della sua direzione”.
L’ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell’esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l’editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che “non sia vero il sospetto” che in Italia sta rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Un corsivo che ha scatenato la polemica.

D’accordo con il Vaticano si dice il senatore a vita, Francesco Cossiga, che ha giudicato “chiara ed esemplare” la dichiarazione resa da padre Lombardi. La prende invece come un invito alla riflessione e all’esame di coscienza Pierluigi Castagnetti (area teodem del Pd), presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera: “Diciamoci la verità, cari amici cattolici del centrodestra e del centrosinistra, il bersaglio nemmeno tanto implicito di Famiglia Cristiana siamo noi. È inutile polemizzare su una parola, una immagine o una citazione degli editorialisti della rivista che, da tempo per la verità, ha deciso di essere coscienza critica del potere. Forse perché più pochi ancora lo sono”. Lo afferma . “Può darsi” prosegue Castagnetti “che la colpa, come dice Tremonti, sia del dilagante pensiero unico ’mercatista’, oppure della paura di parte del ceto politico di pronunciare parole e giudizi anticonformisti, sta di fatto che la cultura cristiana in questo paese sta rivelandosi sempre più come la cultura dell’alterità e della difesa dell’uomo. Altro che cattocomunismo”.
Ma non tutti tra i democratici la pensano così: “L’attacco concentrico a Famiglia Cristiana di alcuni esponenti della destra non risolve i problemi che sta attraversando il governo. Non passa attraverso l’accusa di comunisti a tutti quelli che contestano l’azione del governo la soluzione alle difficoltà crescenti denunciate dalle famiglie italiane. Semmai, Gasparri, Bondi e Giovanardi prendano atto che anche nel mondo cattolico c’è un forte pluralismo politico. E chi non la pensa come la destra non è necessariamente un cripto o un proto comunista”, affermae il parlamentare del Pd Giorgio Merlo.

Più che sui contenuti, invece, la critica del ministro dei Beni Culturali è sul tono “che non si addice al settimanale cattolico” e quanto alla sostanza sostiene che i paolini hanno preso “lucciole per lanterne”. Sandro Bondi in un’intervista a Repubblica attacca il settimanale cattolico che “continua ad esprimere opinioni su questioni politiche e sociali che riflettono una cultura che sbrigativamente viene definita catto-comunista. Non capisco perché il suo direttore neghi scandalizzato questa accusa”. “Il filo conduttore - rilancia Bondi - è sempre quello: la simpatia per i cattolici adulti (primo fra tutti Prodi, ndr) e l’antipatia viscerale per Berlusconi”. Famiglia Cristiana, inoltre, si esprime con un linguaggio da “intellettuali che hanno perso il rapporto con il loro popolo, credenti e parrocchie, ma anche lontani dalle esigenze concrete dei cittadini”.

Editoriale dopo editoriale, in realtà, è da mesi che il periodico diretto da Don Antonio Sciortino non lesina attacchi e tirate d’orecchio nei confronti della maggioranza. Prima contro la norma sulle impronte ai bambini rom (”una trovata indecente”, quella del ministro Maroni), poi la “finta emergenza sicurezza” e la querelle “sui cassonetti” contro il sindaco di Roma Alemanno. Senza dimenticare la dichiarazione durissima contro Berlusconi che, secondo il settimanale dei Paolini, sarebbe ossessionato dai giudici.

Commenti

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Il 14 Agosto 2008 alle 14:01 fercas ha scritto:

Famiglia cristiana invece di parlare di fede e carità parla del ritorno in Italia del fascismo! Mi pare che durante tale regime, per sentito dire e non per conoscenza diretta, il Clero non se la sia passata tanto male! O sbaglio!?. Speriamo che non torni il fascio ma che continui questa azione di governo tesa a portare un po’ d’ordine e legalita nella vita quotidiana, a partire dai fannulloni di stato. Cordialità.

Il 14 Agosto 2008 alle 17:41 gioalfa ha scritto:

Un settimanale come Famiglia Cristiana, dovrebbe favorire il dialogo fra le forze politiche e non tacciare di fascismo chi bene o male tenta di ridare un pò di sicurezza ai cittadini esasperati.
Dovrebbe suggerire soluzioni alternative astenendosi di scherarsi da una parte o dall’altra. Ero un vecchio abbonato del settimanale, ma disdissi l’abbonamento quando ,durante il governo Dalema ,assunse chiare posizioni di sinistra, dimenticando che i cattolici militano in ambedue gli scheramenti.
Gli abbonamenti infatti crollarono e mi pare che fu sostituito il Direttore dell’epoca.
Oggi mi pare che leggere Famiglia Crsitiana o L’unità non fa molta differenza.
Con cordialità

Il 14 Agosto 2008 alle 21:03 Mi è semblato di vedere un catto…comunista | I Wish ha scritto:

[...] Il Vaticano scarica Famiglia Cristiana: non parla a nome della Santa Sede [...]

Il 14 Agosto 2008 alle 21:09 cini ha scritto:

Accolgo con grande soddisfazione la presa di distanze del Vaticano dal periodico Famiglia Cristiana.
Alleluia!!!

Il 15 Agosto 2008 alle 15:30 paulom ha scritto:

Il problema potrebbe essere che Famiglia Cristiana (almeno a giudicare dalle persone che conoscono) non hanno a casa neanche un’enciclica di Ratzinger, e meno che mai leggono i suoi discorsi. Anzi al 100% dico che questa è una delle cause di quello schifo che scrivono (hanno capito che quello i “loro” cristiani vogliono), la gente lo compra per negletta abitudine, gente che per informarsi quando va per informarsi utilizza immediatamente repubblica.it o corriere.it e NIENT’ALTRO: FM è per i cristiani che appartengono al mondo. Meglio che mi fermi qui.

Il 15 Agosto 2008 alle 20:16 cosimo de matteis ha scritto:

meglio che mi fermi qui.

cosi l’utente “paulom” conclude il suo commento precedente. Comprendo cosa voglia dire….

io, piuttosto, preferisco non iniziare proprio, perchè poi DAVVERO NON SAPREI FERMARMI.
ed allora dico solo questo: per radio(radiorai)ho ascoltato le dichiarazioni,in merito alla vicenda, della consacrata(ricordiamoci sempre che le responsabilità,di fronte a Dio ed agli uomini, di un consacrato sono MAGGIORI di un “semplice” battezzato. Ebbena, la senese cattocomunista(ma si puo dire pure comunista e basta)ha detto delle bestialità.
Naturalmente difendendo a spada tratta il giornale diretto dal prete con la cravatta.
E non considerando che chi ha parlato non è un oscuro redattore di provincia, reazionario e clericale, ma il PORTAVOCE DELLA SANTA SEDE.

Basta, mi fermo qui anch’io.
(ma solo per fare un fioretto)

Serena Solennità dell’Assunta a tutti.

http://piangerestedigioia.spli.....nder.com/

http://marinadirettore.splinde.....r.com/

Il 19 Agosto 2008 alle 16:17 Famiglia Cristiana: fedeli alla Chiesa e super partes in politica » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nessuna “sconfessione”, nessuna “scomunica” dal Vaticano. Anche perché Famiglia Cristiana, “non solo non ha mai preteso di ‘esprimere la linea’ politica della Santa Sede e della Cei, che hanno entrambe i loro giornali”, ma rivendica la propria autonomia di giudizio. Cerca così di chiudere le polemiche con il mondo politico (anzi, con la maggioranza di governo) e sulla precisazione del Vaticano (che aveva preso le distanze dall’attacco del settimanale al governo per le politiche per la sicurezza e sui timori di un ritorno del fascismo) il settimanale diretto da don Antonio Sciortino, con un editoriale sul prossimo numero di mercoledì 20, dal titolo Autonomia di giudizio ma sempre fedeli alla Chiesa. Non abbiamo “mai preteso di ‘esprimere la linea politica della Santa Sede e della Cei”, puntualizza il settimanale dei Paolini. Ma “abbiamo ritenuto di non poter tacere la nostra opposizione e accettare l’invito a restare super partes“. [...]

Il 20 Agosto 2008 alle 15:52 Famiglia Cristiana, Berlusconi e Vaticano: dov’è l’inghippo? « Titolando ha scritto:

[...] E, finalmente, nel senso che l’aspettavo da un pezzo, è arrivata l’inequivocabile risposta del Vaticano! Famiglia Cristiana non parla a nome della Santa Sede e nemmeno a nome della Cei. “A scaricare il periodico cattolico è il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato stamani che il settimanale dei Paolini “non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana“. Certo, precisa padre Lonbardi: si sta parlando di una “testata importante della realtà cattolica”, ma “le sue posizioni sono esclusivamente responsabilità della sua direzione”. [...]

Il 22 Agosto 2008 alle 0:44 heini ha scritto:

Non posso proprio condividere l’esultanza degli altri partecipanti di fede cattolica: la posizione degli organi vaticani è troppo comoda, sa troppo di cerchiobottismo.
Non basta proprio.
Non basta quando un giornale che si definisce cattolico e che è distribuito nelle parrocchie osa scrivere le seguenti palesi infamie, del tutto degne della più faziosa sinistra extraparlamentare e della ancora più faziosa donna comunista senese se dicente cattolica:
a) considera l’Italia un paese da marciapiede;
b) considera razzisti gli italiani, esasperati dall’ondata di barbara, crudelissima criminalità straniera che ha riflessi tragici sulla vita degli italiani, si noti, la vita, non le aliquote Irpef;
c) accusa senza mezzi termini il Governo, legittimamente eletto dagli italiani esasperati, di preparsi, nientemeno, ad attuare operazioni di genocidio nei confronti degli zingari perché il predetto Governo osa pensare a garantire la sicurezza e la vita del nostro popolo mediante l’elementare misura di identificare i soggetti stranieri soggiornanti più o meno abusivamente sul nostro territorio.
No, di fronte a simili affermazioni deliranti, faziose e calunniatrici, la morbidissima presa di posizone degli organi vaticani non basta proprio.
In famiglia abbiamo deciso con rammarico che non devolveremo più l’otto per mille alla Chiesa Cattolica.

Il 24 Ottobre 2008 alle 19:26 Enrico Di Giacomo » Blog Archive » Le manganellate a Famiglia Cristiana: L’appello-sostegno al settimanale cattolico da parte di padre Alex Zanotelli, di Nigrizia/Nimedia e dei comboniani. ha scritto:

[...] Ago 14 Le manganellate a Famiglia Cristiana: L’appello-sostegno al settimanale cattolico da parte di padre Alex Zanotelli, di Nigrizia/Nimedia e dei comboniani. Postato da Enrico Di GiacomoCommentaInchieste-Commenti-Appelli La rivista dei combonianiNigrizia e il centro Nigrizia multimedia (Nimedia) esprimono la loro solidarietà a Famiglia Cristiana, al suo direttore e ai suoi giornalisti per gli attacchi subiti, in questi giorni, da esponenti dell’attuale maggioranza. Evidentemente ribellarsi alle campagne anti migranti e alle ossessioni securitarie, che stanno sancendo la normalità dell’abnorme in questo paese, comporta essere messi al bando. E “manganellati” da chi ha una certa confidenza storica con quello strumento. Un governo che promette tante libertà, ma che soprattutto tante se ne prende, fa fatica ad accettare che l’informazione, specie se cattolica, non sia prona ai suoi desideri. A colpi di demagogia e di procurati allarmi, questa maggioranza sembra colta dalla smania di igiene totale. Ha rotto ogni argine etico, militarizzando il paese, rottamando i diritti umani dei più deboli e trasformando il povero in una persona penalmente responsabile della propria miseria. E quindi guai ad aiutarlo! Specialmente se migrante. O rom. Nell’Italia degli sceriffi, Gesù non sarebbe dietro le sbarre e San Francesco, cacciato dai gradini delle chiese? E chi applaude a questa politica repressiva è lo stesso che ha trasformato l’impunità in valore, la furbizia in uno stile di vita e il sotterfugio in una prassi. Una figura di spicco nella Chiesa come il cardinal Renato Raffaele Martino (presidente del Consiglio vaticano Giustizia e pace e di quello per i migranti) trova giusto «combattere il racket dell’elemosina, ma senza ledere il diritto di chiedere aiuto da parte dei più poveri». «Li avrete sempre con voi», disse Qualcuno. L’informazione, anche quella cattolica, è così condannata a scivolare sui fatti, rassegnandosi a “prendere solo atto” di ciò che le accade accanto? In realtà, basterebbe il comune buon senso per accorgerci che qualcosa si sta inceppando, e che abbiamo bisogno di maggiore attenzione ai fatti. Ma il senso comune è stato sequestrato. Per questo non crediamo che Famiglia Cristiana abbia espresso le sue aspre critiche al governo per “conquistare” nuovi lettori in una fase calante delle sue vendite. Le misure anti-immigrati e anti-rom, purtroppo, godono di ampio consenso in una società anestetizzata dalla paura. Inoltre, la rivista dei Paolini si è sempre mostrata attenta, in questi anni, al valore politico dell’equidistanza, pronta a criticare con virulenza anche gli esecutivi di centrosinistra su temi considerati eticamente non negoziabili come i Dico, l’aborto e l’eutanasia o sulla controversa alleanza elettorale con i radicali di Pannella. Come rivista missionaria, Nigrizia non può che dirsi sconcertata per gli attacchi che Famiglia Cristiana ha subito. E preoccupata per la società dell’esclusione che si sta costruendo nel nostro paese. Discriminazione ed esclusione che hanno trovato terreno fertile, purtroppo, anche in varie comunità cristiane. Invita, quindi, tutti quelli che intendono rifarsi al Vangelo, a riscoprire quel Cristo che potrebbe, molto naturalmente, nascondersi sotto le sembianze del povero che ci tende la mano. E che ci dice: «Avevo fame e…». p. Giuseppe Cavallini, coordinatore CCM (Centro Comboni Multimedia) p. Elio Boscaini, redazione Nigrizia p. Fabrizio Colombo, direttore Nimedia e Afriradio p. Romeo Ballan, superiore comunità comboniani Casa Madre di Verona p. Alex Zanotelli redazione Nigrizia/Nimedia [...]

Il 24 Giugno 2009 alle 16:37 “Chi” e “Famiglia Cristiana”: lotta fra riviste, pro e contro il premier » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’ennesimo attacco diretto al premier da parte della rivista che già in passato si era distinta per posizioni antigovernative, tanto da spingere la Santa Sede a prendere le dovute distanze. Questa volta però Don Sciortino è andato più in là, parlando di un “limite di decenza” che sarebbe “stato superato”: “Qualcuno ne tragga le debite conseguenze”, dice. Chiedendo, neanche troppo fra le righe, le dimissioni del Premier. [...]

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Scontro a distanza sul voto agli stranieri. Umberto Bossi: "Pensiamo che gli immigrati debbano essere rispediti a casa loro". Gianfranco Fini: "Un anatema che non risolve il problema". Secondo voi chi ha ragione?
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