Nucleare: il 54% degli italiani è favorevole

“Se si partisse domani con la realizzazione di nuove centrali nucleari, 26 milioni e mezzo di italiani darebbero il via libera”. È quanto emerge da un sondaggio Confesercenti - Swg sul gradimento degli italiani per un ritorno al nucleare. Se il 54% degli italiani è favorevole, il 36% si dichiara in disaccordo. Quanto all’ipotesi di costruire nuove centrali, ma all’estero (in paesi limitrofi) la stragrande maggioranza – l’82% - la boccia, mentre solo l’11% si dice d’accordo. Più complicata invece si rivela la coabitazione con una centrale nucleare. In questo caso la distanza di sicurezza fra la propria abitazione e una centrale è risultata in media di 250 chilometri. Anche se il 39% delle persone accetterebbe la presenza di un impianto atomico a brevi distanze: da un minimo di un chilometro (solo il 2%) fino ad un massimo di cento chilometri. Quasi un quarto degli italiani, poi, continua a non fidarsi e vorrebbe la nuova centrale abbondantemente lontana dalla sua zona, ovvero distante più di 500 chilometri.

Le preoccupazioni. Le maggiori paure per i rischi di una centrale nucleare non sono più legate agli incidenti, causa principale per il 58%: un 41% evidenzia timori dovuti alle scorie radioattive. Solo una persona su tre si preoccupa dei possibili costi elevati, ed un 9% segnala il rischio che le nuove centrali nucleari diventino un possibile bersaglio di attacchi terroristici. “Gli italiani sono sempre più sensibili verso un più maturo ambientalismo in materia di energia” dicono da Confesercenti “il caro-petrolio, le tensioni internazionali, ma anche le bollette più pesanti stanno provocando un’evoluzione evidente nella cultura e nei comportamenti pratici”. Ecco allora che l’81% degli intervistati dichiara “di avere adottato sistemi o abitudini a favore del risparmio energetico”. Si spiega così il boom delle nuove lampadine a basso consumo (il 96% dice di averle nelle propria abitazione), di spie luminose (l’82% le spegne), del termostato (l’89% lo regola). Una persona su quattro, poi, ha già adottato un sistema di isolamento termico: sono solo il 37%.

Energie rinnovabili poco diffuse. Secondo il sondaggio l’Italia è ancora indietro nell’uso delle fonti alternative, dai pannelli solari o fotovoltaici alle caldaie a biomasse, ai bio-caminetti. Tanto è vero che il 73% confessa candidamente di non aver adottato niente di tutto questo. Ma se la domanda sull’adozione di sistemi di produzione di energia alternativa si sposta verso il futuro la reazione degli intervistati cambia: il 56% pensa che un domani il proprio condominio potrebbe adottarne qualcuno, mentre il 37% resta assai più scettico”. Secondo la Confesercenti, va pertanto sfruttata “la chiara propensione degli italiani al risparmio energetico. In questo caso l’obiettivo deve essere investire e favorire questa tendenza con incentivi mirati, perché dare spazio alle fonti alternative vuole dire costruire il futuro”.

Commenti

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Il 19 Agosto 2008 alle 17:40 zank007 ha scritto:

credo che avere una centrale nucleare a casa nostra oppure averne dieci al confine, non ci cambi molto……..
a questo punto riattiviamo i nostri reattori e ripartiamo………….

Il 24 Agosto 2008 alle 0:56 michele dotti ha scritto:

VOGLIAMO RIFARE IL SONDAGGIO CON ALTRE PREMESSE?!?

Il risultato di questo sondaggio è il frutto prevedibile della domanda, che è stata posta in modo tale da orientare già la risposta:
“Negli ultimi mesi si è riaperto il dibattito sulla realizzazione di centrali nucleari all’interno del territorio italiano, per permettere la produzione di energia a costi ridotti.”

La prospettiva dei “costi ridotti” è ovviamente allettante, e indirizza già la risposta; ma per chi si occupa di questioni energetiche è chiara ormai la consapevolezza che il nucleare non ridurrebbe affatto i costi dell’energia in Italia.

L’uranio 136 diventa sempre più raro e difficile da estrarre; il suo costo è cresciuto di 6 volte negli ultimi 5 anni (cioè il triplo di quanto è cresciuta la benzina!) e le prospettive per il futuro sono ancora peggiori; questo rende gli investimenti in questo settore poco allettanti per gli stessi investitori.

Secondo un recente studio Usa condiviso dall’industria atomica (il Nuclear Power Joint Fact-Finding) l’elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media.

Non a caso la gara per la costruzione di nuove centrali indetta da Bush è andata deserta fino a quando l’amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al chilowattora, la stessa cifra prevista per l’eolico.
Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso, ormai questo lo ammettono anche i più seri sostenitori dell’atomo.

Inoltre i recenti incidenti verificatisi nel giro di poche settimane, in Spagna nella centrale di Cofrentes, in Slovenia nella centrale di Krsko e in Francia a Tricastin, con fughe radioattive che hanno contaminato 97 operai e fuoriuscita di acque contenenti uranio riversatesi in due fiumi della zona, hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza delle centrali, mentre resta sempre attuale il problema delle scorie radioattive, che impiegano milioni di anni per decadere.

Inoltre, se ancora non bastasse, in termini di occupazione il nucleare crea 5 volte meno posti di lavoro rispetto all’eolico -tanto per fare un esempio fra le rinnovabili- a parità di energia prodotta, con 100 posti per GWh generato, contro i 542 dell’eolico.

Per concludere, sentite cosa ha detto al proposito del nucleare il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia:
http://video.google.it/videose.....tesearch=#

Se avessimo posto la domanda con queste premesse forse avremmo ottenuto un risultato leggermente differente…

Ve la immaginate? Sarebbe stata più o meno così:

“Negli ultimi mesi si è riaperto il dibattito sulla realizzazione di centrali nucleari all’interno del territorio italiano, pur sapendo che queste non ridurrebbero affatto i costi dell’energia, ma aumenterebbero i rischi di incidenti, e che dopo pochi anni di attività sarebbero già da smantellare a spese dei contribuenti.”

Vogliamo provare a rifare questo sondaggio con queste premesse?!? ;-)

Il 24 Agosto 2008 alle 1:26 michele dotti ha scritto:

Il sole 24ore ha fatto ai suoi lettori la stessa domanda, ma posta in altri termini, e ha ottenuto che il 57% è favorevole alle energie rinnovabili, mentre è favorevole al nucleare solo l’8%.

Cosa vi dicevo? Dipende tutto da come si pongono le domande!

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