Abdelmajid Zergout, imam marocchino della moschea di Varese, è finito in manette. A suo carico, come ha reso noto oggi la Questura, pendeva un mandato di arresto ai fini di estradizione verso il Marocco, emesso il 31 luglio scorso dalla Procura del Re presso la Corte di Appello di Rabat per i reati di terrorismo.
Zergout, 43 anni, sposato e con figli piccoli, era stato arrestato 3 anni fa dal Ros dei carabinieri in quanto accusato di terrorismo internazionale. L’anno scorso venne però assolto dal Tribunale di Milano e scarcerato. L’arresto - avvenuto sabato 16 agosto - ai fini estradizionali di Zergout è provvisorio ha spiegato dal procuratore di Varese, Maurizio Grigo.
Durante la perquisizione della sua abitazione, la Digos ha sequestrato un computer portatile e materiale in arabo, che la Procura di Varese farà presto tradurre per chiarire se si tratti di materiale compromettente.
Il provvedimento restrittivo dovrà essere ora vagliato dalla Corte d’Appello di Milano, competente per territorio, che entro 40 giorni è chiamata a decidere se convalidare o meno l’arresto. Solo a quel punto si saprà se l’imam di Varese sarà estradato nel paese d’origine, come richiesto dalle autorità di Rabat. Zergout, come è stato riferito in questura a Varese, è accusato dalle autorità del Marocco di associazione per delinquere finalizzata a preparazione e commissione di attentati terroristici; banda armata finalizzata alla sovversione dell’ordine pubblico; finanziamento del terrorismo. Ora l’uomo si trova nel carcere della città lombarda.
“È l’ennesima dimostrazione di come si possano fabbricare accuse ad hoc per motivi politici”. Questo il commento dell’avocato Luca Bauccio, difensore in Italia dell’imam. “Zergout” ha ricordato Bauccio “non è mai stato condannato in Italia. Era stato assolto e a un anno dall’assoluzione (del 3 agosto 2007, ndr) puntuale arriva la richiesta di estradizione alla quale ci opporremo”.
L’imam si trova rinchiuso nel carcere di Varese e, a quanto riferisce il suo difensore, ha accolto con “sorpresa, ma anche rassegnazione” l’arresto che, secondo Bauccio, rientra nel modo di agire di un Paese, il Marocco, che “opera fuori dalle regole proprie di uno stato di diritto”.
- Lunedì 18 Agosto 2008
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Il 20 Agosto 2008 alle 17:20 L’ex imam di Varese: “Basta sospetti, estradatemi in Marocco” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Con grande dolore accetto la sfida”. Così Abdelmajid Zergout ha deciso di essere riportato in Marocco: una scelta che l’uomo ha preso davanti ai giudici della Corte d’Appello di Milano che lo hanno interrogato nella mattinata di mercoledì 20 agosto. L’ex imam di Varese, pur assolto a Milano dall’accusa di terrorismo, era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare della magistratura marocchina per accuse analoghe. Per la precisione Zergout fu assolto una prima volta nel 1999 a Bologna per associazione a delinquere con finalità di terrorismo, in un epoca in cui non esisteva il reato di terrorismo internazionale (270 bis del Codice penale). Il pm non impugnò la sentenza in appello e l’assoluzione divenne definitiva. L’ex imam fu poi assolto il 25 maggio del 2007 dall’accusa di aver creato una cellula legata al Gruppo islamico combattente marocchino (Gicm) e con motivazioni di questo tenore: le prove raccolte nel processo erano “scarne, equivoche, incerte e incomplete, assolutamente inidonee a fondare una condanna”. L’ex imam, secondo il suo legale, Luca Bauccio, ha scelto di accettare l’estradizione in Marocco, dove avrò sorte incerta e rischia la tortura. Il colpo di scena è arrivato in mattinata, dopo che, nei giorni scorsi, Zergout, sposato e padre di tre figli, era stato raggiunto da un ordine di arresto del procuratore del re di Rabat (Marocco) per vari reati a sfondo terroristico. Poteva opporsi all’estradizione, ma ‘’con grande dignità e dolore’’ ha deciso di non farlo e di accettare il giudizio della magistratura del suo Paese, anche se non è chiaro di che cosa sia accusato, forse di legami con i gruppi che misero a segno gli attentati di Casablanca e Madrid, anche se nei due processi su quegli eccidi, gia’ conclusi, il suo nome non comparve mai. ‘’Il pericolo della tortura fisica che potrebbe subire in Marocco” ha argomentato Bauccio “è diventato secondario rispetto a quella psicologica subita in questi dieci anni in Italia’’. Assolto due volte, l’ex imam ‘’era stanco di dover recitare la parte del colpevole’’ e ha deciso di ‘’porre fine al suo Calvario’’. Zergout fu assolto una prima volta nel 1999 a Bologna per associazione a delinquere con finalità di terrorismo, in un epoca in cui non esisteva il reato di terrorismo internazionale (270 bis del Codice penale). Il pm non impugnò la sentenza in appello e l’assoluzione divenne definitiva. L’ex imam fu poi assolto il 25 maggio del 2007 dall’accusa di aver creato una cellula legata al Gruppo islamico combattente marocchino (Gicm) e con motivazioni di questo tenore: le prove raccolte nel processo erano ‘’scarne, equivoche, incerte e incomplete, assolutamente inidonee a fondare una condanna’’. [...]
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