Una festa di compleanno durata fino a notte fonda per quattro ragazzi di Molfetta; una giornata di duro lavoro per un loro coetaneo albanese, e un’altra giornata di lavoro da cominciare per un suo connazionale. Tutti e sei tornano a casa a bordo di due vetture di grossa cilindrata. Percorrono in direzione opposta la statale 16 Adriatica, nel tratto tra Molfetta e Bisceglie. L’auto con a bordo i giovani molfettesi perde il controllo e invade la corsia opposta. Lo scontro è terrificante e per cinque giovani non c’è niente da fare.
Sono morti così la scorsa notte quattro giovani pugliesi che erano a bordo di una Mercedes 3000 e un loro coetaneo albanese, che era su una Volvo. Il suo connazionale che era in auto con lui è rimasto gravemente ferito e lotta tra la vita e la morte nell’ospedale “Bonomo” di Andria. Avevano da 21 a 27 anni. Lo scontro è avvenuto verso le ore 3.30 tra una Mercedes e una Volvo. Sul posto sono giunti carabinieri e vigili del fuoco, ma per i cinque non hanno potuto far niente: la loro morte è stata istantanea.
I ragazzi di Molfetta stavano rientrando dalla festa a bordo di una Mercedes condotta da Lazzaro Rizzi, di 27 anni, il più grande della comitiva. Su un tratto della statale da Bisceglie a Molfetta la loro vettura ha invaso la corsia opposta scontrandosi con la Volvo con a bordo i due giovani albanesi. Oltre a Rizzi, nella Mercedes viaggiavano Annalisa De Ceglie, di 24 anni, Sergio De Gennaro, di 23, e Elisabetta Cagnetta, di 21. Avevano salutato i genitori. “Ci vediamo domani mattina”, aveva detto a sua madre Lazzaro, appassionato di motori, presidente di un Moto club a Molfetta.
I due albanesi che viaggiavano a bordo della Volvo erano diretti a Bisceglie. Il conducente, l’unico superstite dell’incidente, ricoverato in gravi condizioni al Bonomo di Andria, il 20enne Ramaj Elvis, aveva finito di lavorare, a Molfetta, in un locale, e stava accompagnando il suo amico, Dritam Hoxhla, a Bisceglie, dove doveva cominciare a lavorare in campagna. Destini diversi accomunati dalla stessa tragica fine. Gli investigatori stanno ora cercando di scoprire la causa dell’accaduto. Il pm di Trani Michele Ruggero ha disposto esami tossicologici sul corpo di Lazzaro Rizzi, che saranno eseguiti in serata nel corso dell’autopsia su tutte e cinque le vittime.
E nel cimitero di Molfetta è enorme dello strazio dei parenti dei giovani molfettesi, chiamati a riconoscere le vittime. “Poco dopo le 4.30″, dice in lacrime la madre di Rizzi, “ci hanno chiamato, hanno detto che c’era stato un incidente ma non che Lazzaro era morto”. Dolore, ma anche rabbia per la situazione di scarsa sicurezza delle strade. Denunce e appelli vengono fatti dalle associazioni Asaps e “Basta un Attimo”, dal Comune di Molfetta. La Confindustria di Lecce ieri era arrivata a proporre di lasciare sulle strade più pericolose, a mo’ di monito, le carcasse di auto distrutte in incidenti stradali. Ma l’appello più accorato viene proprio dal padre di Rizzi: “Basta”, ha detto davanti al corpo di suo figlio, “non voglio più sentire parlare di queste stragi del sabato sera”.
- Domenica 24 Agosto 2008
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Il 25 Agosto 2008 alle 16:18 Week end da bollino rosso, lunedì nero: sulla A14 muoiono due bambini » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] In tutto il week end sono stati 507 gli incidenti che hanno richiesto l’intervento della ambulanze per assistere 825 persone ferite; 454 invece gli incidenti che hanno registrato solo danni a cose. Gli scontri mortali con il coinvolgimento di veicoli a due ruote sono stati 17, pari a circa il 48,6% del totale. E tra gli incidenti mortali, quelli verificatisi nella fascia oraria 22-06 sono stati 11 con 18 deceduti. Sull’elevato numero di vittime registratesi nell’ultimo week end ha influito, sottolineano le forze di polizia, il verificarsi di tre incidenti pluri-mortali. Il più grave è quello avvenuto in Puglia, nel barese, con ben cinque vittime. Questa volta però non è stato l’alcool la causa della tragedia. È stato infatti verificato che non aveva bevuto né assunto stupefacenti Ramaj Elvis, il ragazzo albanese di 20 anni, alla guida della Volvo, che si è scontrata con la Mercedes, provocando la morte dei cinque giovani. Lo rilevano gli esami tossicologici compiuti su di lui all’ospedale Bonomo di Andria, dove è ricoverato in condizioni critiche. Il giovane è l’unico superstite dell’incidente. Sono morti il suo connazionale che era con lui sulla Volvo, il 23enne Dritam Hoxhla, e i quattro giovani di Molfetta: Lazzaro Rizzi, di 27 anni, la sua fidanzata, Annalisa De Ceglie, di 24, e l’altra coppia di fidanzati, Sergio De Gennaro, di 23 anni, ed Elisabetta Cagnetta, di 21. Guidava invece ubriaco chi tra sabato e domenica ha ucciso una 17enne a Bresso, nel milanese. Si tratta di un giovane milanese di 24 anni, Stefano P., che dopo il test è risultato avere un tasso alcolico di 1,6 g/l, tre volte superiore al consentito, ed è stato arrestato. “Chi causa incidenti mortali in stato di ebbrezza, di alterazione psicofisica per l’uso di sostanze stupefacenti o senza patente commette un omicidio volontario e non solo colposo. Dunque va punito molto più severamente, con almeno dieci anni di reclusione”, è questa la proposta del deputato del Pdl, Riccardo De Corato, che è anche vice sindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano. “Anche se il decreto sicurezza è intervenuto con un giro di vite contro gli ubriachi al volante, prevedendo anche il sequestro dei veicoli e innalzando le pene per chi causa incidenti mortali”, racconta De Corato, “bisogna andare fino in fondo. A Milano i dati sul consumo di alcol alla guida continuano a essere allarmanti. Su 370 accertamenti della Polizia Municipale eseguiti lo scorso luglio nell’arco della settimana e con intensificazione nei weekend, 79 sono risultati positivi ai test etilometrici, praticamente uno su cinque”. Non bastano quindi gli intensi controlli su strade e autostrade: in previsione dell’incremento degli spostamenti derivanti dai rientri dei vacanzieri, Polizia stradale e Carabinieri avevano potenziato infatti dispositivi di prevenzione e di vigilanza stradale impiegando, in totale, 35.002 pattuglie. Sono state contestate 26.817 violazioni al Codice della strada, con 43.296 punti decurtati, 1.146 patenti di guida e 1.288 carte di circolazione ritirate. [...]
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