Scuola: bufera sulla Gelmini e il gap tra Nord e Sud

Maria Stella Gelmini

“Mai detto che gli insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola italiana”: il ministro Gelmini, dopo aver letto stamani i giornali, afferma di essere stata fraintesa quando ha parlato ieri sera a Cortina. Ma la precisazione non spegne le polemiche: i problemi del Meridione sono altri - edilizia fatiscente, mancanza di finanziamenti - non quelli segnalati dal ministro, è la replica che arriva dal mondo della scuola e dall’opposizione.
“Ho sempre ritenuto” ha spiegato Mariastella Gelmini “che esistono bravi professori sia al Nord che al Sud, ma il Sud ha oggi un deficit strutturale e di progettualità che non è certo imputabile al corpo docente. Ieri sera mi sono limitata a segnalare che la scuola nelle regioni meridionali è colpita da una grave crisi”. E secondo il ministro “non si può non porre il problema quando tutte le classifiche (Ocse Pisa) segnalano questa grave arretratezza”. Per questo “l’impegno del Ministero” ha assicurato “è colmare il gap esistente tra scuole del Nord e scuole del Sud con più formazione e aiuti sia per i docenti che per gli studenti”.
Parole che non bastano a rasserenare gli animi.
“Vogliamo chiarire al Ministro” rileva la Rete degli studenti “i significati dei dati Ocse-Pisa citati: l’Italia è ultima in Europa per la qualità della scuola. Probabilmente ciò dipende anche dal fatto che siamo pressochè ultimi per quantità di finanziamenti attribuiti al settore”. L”‘uscita” del ministro non è piaciuta neppure al maestro “sgarrupato” Marcello D’Orta: “Spero davvero che il ministro si riferisse alle condizioni di arretratezza dell’edilizia scolastica del sud, perché la preparazione degli insegnanti è di primissimo livello”, commenta l’autore de Io speriamo che me la cavo.
A Palermo lo sdegno è forte e il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, chiede che il ministro ritratti le dichiarazioni riportate oggi dai giornali. “è assai grave - afferma Lombardo - che ci si esprima in questi termini “razzisti” parlando di uomini e donne del sud. Non è necessario scomodare la storia o la letteratura per trovare, tra i meridionali, figure di straordinario rigore etico ed enorme valore morale e intellettuale”.
E il Pd attacca il ministro: “Al di là delle smentite parlano i fatti: i tagli apportati in Finanziaria fanno presagire il peggio” osserva il ministro dell’istruzione del governo ombra Maria Pia Garavaglia. “Oggi più che mai” aggiunge Pina Picierno, responsabile delle politiche giovanili “abbiamo la conferma che per questa maggioranza, per questo governo l’Italia non è più una nazione unita. Ha vinto Bossi e gli altri si adeguano”.
Plauso al Gelmini-pensiero arriva da esponenti del Pdl. “Bisogna dare atto al ministro” dice Italo Bocchino” di aver impostato con chiarezza il suo lavoro al ministero, facendo capire al Paese che è giunto il momento di avere una scuola più efficiente e competitiva”.
E d’accordo con lui è Francesco Pasquali, Coordinatore Nazionale dei Giovani per la Libertà secondo il quale “la risposta alla domanda di formazione che viene dagli studenti e dalle famiglie, oltre che un’impronta professionale al lavoro degli insegnanti, sono gli elementi che stanno alla base del rilancio”.

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Commenti

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Il 25 Agosto 2008 alle 12:34 clator ha scritto:

Chiunque abbia un minimo di onestà sa benissimo che al sud la qualità della scuola e delle università è molto, molto, per non dire altro, bassa.
Come al solito i meridionali - e in genere i dipendenti pubblici - dicono subito che la colpa è della mancanza di ” risorse ” dimenticando che il numero di insegnanti in Italia è il più alto al mondo in relazione al numero degli studenti.
Il fatto è che la stragrande maggioranza degli insegnanti lo fa per avere uno stipendio sicuro e poco, anzi pochissimo lavoro che permette a chi vuole di fare altro. Non per nulla il 90% degli insegnanti sono donne.

Il 25 Agosto 2008 alle 14:27 fercas ha scritto:

Siamo alle solite, la colpa se il meridione è sottosviluppato è da attribuire allo Stato che dà pochi finanziamenti! Alla faccia dei fiumi di denaro che sono sempre stati dirottati al Sud, per non parlare degli intrallazzi sui fondi comunitari ed altro! Dice la sinistra che ci sono fabbricati scolastici fatiscenti, val la pena di ricordare loro che Socrate e compagni insegnavano all’aperto sotto frondosi alberi e ammantati di frescura! Bando alle battute! La verità è che il motto è sempre quello: Voglia di lavorar saltami addosso che io di lavorar proprio non posso!!! Cordialità.

Il 25 Agosto 2008 alle 16:06 pacato ha scritto:

… in Italia le cose non miglioreranno mai, fino a che ci sarà un’opposizione come la Sinistra che tende a strumentalizzare ogni denuncia veritiera, fatta a fin di bene … La Sinistra, evidentemente, del vecchio apparato pubblico, ha molto da conservare … visto che ha paura del cambiamento …

Il 25 Agosto 2008 alle 16:41 ferdinandaaz ha scritto:

Sono d’accordo con quanto dice la Gelmini, solo così si possono risolvere i problemi della scuola italiana.

Suggerisco le seguenti modalità:

- Per gli insegnanti della Sicilia, i più stupidi di tutti, quattro anni di corsi intensivi.
- Per quelli di Calabria, Puglia e Campania, tre anni.
- Lazio, Sardegna e Abruzzo: un anno
- Toscana, Emilia, Marche: sei mesi

Ovviamente, per Piemonte, Lombardia e Triveneto, niente corsi di aggiornamento, lì gli insegnanti sono tutti bravissimi. Sono indecisa sulla Liguria, qualche pecca in italiano o matematica lì la potrebbero avere…

Forza Gelmini

Il 26 Agosto 2008 alle 17:37 frida76 ha scritto:

Mi dispiace leggere dei soliti discorsi qualunquisti e discriminatori fatti su insegnanti del Sud o del Nord. Possibilmente chi si esprime non fa neanche parte del mondo della scuola e non ne conosce nè le dinamiche interne - umane e organizzative - nè la passione e l’amore necessari per svolgere nel miglior modo possibile il lavoro dell’insegnante. Chi scrive è un’ insegnante - che come tanti altri, uomini e donne altamente istruiti, laureati e specializzati - che ha lasciato il proprio sud per lavorare e insegnare nelle scuole del nord. Sono le persone con la loro cultura e le loro capacità che fanno la differenza dando linfa alla nostra scuola e al nostro paese. Ci sono insegnanti validi e insegnanti meno bravi al di là delle differenze tra sud e nord.

Il 30 Agosto 2008 alle 9:53 Gelmini docet: studenti e professori la ricreazione è finita » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Gelmini dalla divisa alla riforma: “I soldi ci sono ma vanno spesi meglio” - Scuola: bufera sulla Gelmini e il gap tra Nord e Sud - Scuola, a settembre si ricomincia con la nuova divisa all’italiana [...]

Il 13 Ottobre 2008 alle 13:35 Città verdi: Belluno sempre al top. Sud sempre in panne » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili. [...]

Il 13 Ottobre 2008 alle 14:31 Città verdi: Belluno sempre al top. Sud sempre in panne « Coppula’s Weblog ha scritto:

[...] Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili. [...]

Il 14 Ottobre 2008 alle 2:22 SuccedeOggi » Blog Archive » Città verdi: Belluno sempre al top. Sud sempre in panne ha scritto:

[...] Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili. [...]

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