Turisti aggrediti nelle campagne di Roma: polemica su Alemanno

Via Portuense a Roma

L’aggressione ad una coppia di turisti olandesi a Roma, picchiati da due pastori romeni e lei anche violentata, ha riacceso la polemica tra centrosinistra e centrodestra sulla sicurezza nella Capitale e non solo. A far scatenare la girandola di botta e risposta sono state le affermazioni, pubblicate da alcuni quotidiani, del sindaco di Roma Gianni Alemanno per il quale la coppia “è stata imprudente” ad accamparsi in un zona isolata. In serata, però, ha precisato che “È fin troppo evidente che nessuno vuole scaricare sui due turisti olandesi la responsabilità del gravissimo episodio” avvenuto nella notte fra venerdì e sabato, nei pressi di Ponte Galeria, alla periferia di Roma, invitando cittadini e turisti “a tenere dei comportamenti di prudenza per ridurre i rischi che sono presenti in tutte le grandi metropoli europee”. “Nessuna mobilitazione per la sicurezza potrà mai consentirci di controllare tutto il territorio” spiega ancora il sindaco “che rimane il più esteso comune agricolo d’Europa”. Anche per questo Alemanno invita l’opposizione a “lavorare per il bene primario”, a “collaborare” con “responsabilità”, superando “sterili polemiche”.
Sterili o meno, le polemiche sono già montate. Parole “indegne”, attacca Giovanna Melandri, ministro nel governo ombra del Pd, in linea con le reazioni partite dal Nazareno. “Con quale coraggio e rispetto per le violenze patite dai due turisti picchiati e lei selvaggiamente stuprata - continua l’ex ds - si scaricano su di loro delle responsabilità, quasi a insinuare che in fondo se la siano cercata?”. “Sconcertanti”, replica Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, le dichiarazioni del sindaco, che domani, intanto, si recherà sul luogo dell’aggressione. A scendere in campo in difesa di Alemanno è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che, dopo essersi complimentato con i carabinieri per il loro intervento ha sottolineando che “la violenza ha avuto luogo in una zona isolata non soggetta al controllo ordinario delle forze dell’ ordine”. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri ha annunciato che “all’avvio dei lavori parlamentari presenteremo subito una mozione per chiedere al governo di prorogare e ampliare l’impiego dei militari per la sicurezza nelle citta”.
Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano è “singolare che ci si attenda dal centrodestra in tre mesi di aver già ribaltato due anni di dissennata gestione della sicurezza da parte della sinistra”. In serata lo stesso Alemanno ha gettato acqua sul fuoco affermando che l’impegno del Campidoglio per rendere Roma sicura proseguirà “oltre le polemiche strumentali” ed ha invitato “l’opposizione di sinistra a dismettere atteggiamenti strumentali e a collaborare con la nostra azione per rendere Roma sicura”.
Sul fronte delle indagini, è arrivata la confessione dei due romeni Paul Petre, 32 anni e Andrej Vasile Bohues, di 20, che hanno ammesso di essere i responsabili dell’aggressione e della violenza ai danni dei due olandesi. Mentre vuotavano il sacco i due pastori hanno detto che il loro obiettivo era la donna: dopo aver bevuto alcolici insieme ad un connazionale si sono avvicinati alla tenda dei due turisti con l’intenzione di stuprare la casalinga olandese, che era venuta in Italia, facendo tappa a Roma, in sella ad una bicicletta con il marito. La procura di Roma inoltrerà nelle prossime ore all’ufficio del gip la richiesta di convalida dei fermi dei due romeni.
Le vittime dell’aggressione sono ancora ricoverate nell’ospedale San Camillo: le loro condizioni migliorano, ma la donna è ancora sotto choc ed è assistita dagli psicologi. Anche per questo i due coniugi - molto legati e molto religiosi - sono stati sistemati nella stessa stanza, facendo un “piccolo” strappo alla regola dell’ospedale.

Discutine sul FORUM: “Roma: stuprata turista olandese. E Veltroni che fa?”

Commenti

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Il 25 Agosto 2008 alle 14:07 fercas ha scritto:

La Melandri e tal Donadi farebbero meglio a stare zitti! Primo, perchè quando fu ammazzata quella signora al tempo del sindaco Walter non hanno detto et! Secondo che, malgrado tutto, coi provvedimenti presi dal governo in tema di sicurezza, le città sono ceretamente più sicure di prima! Terzo perchè Alemanno ha pienamente ragione in quanto persone di buon senso non vanno a piantare la tenda in un posto così isolato, indipendentemente da quanto è successo!!! Insomma, non è certamente colpa loro ma, un po’ di prudenza a volte non guasta! Cordialità.

Il 25 Agosto 2008 alle 16:29 ferdinandaaz ha scritto:

Anche questo mi sembra un ottimo suggerimento.

La questione della sicurezza potremmo risolverla definitivamente: con volantini informativi ad ogni turista, riportante quali sono le zone da evitare assolutamente ed quali quelle sicure. Come in Brasile, Argentina, ecc. ecc.

Peccato non averci pensato pe tempo
Grande fercas

Il 25 Agosto 2008 alle 19:20 Frattini lancia Roma come sede del dialogo per il Caucaso » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “La settimana prossima sarò un giorno a Mosca e un giorno a Tbilisi. Ed esporrò ad entrambi i governi (russo e georgiano) l’idea di una conferenza a Roma. Una conferenza di dialogo e riconciliazione”. Lo ha annunciato a Rimini al Meeting di Cl, il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Per Frattini “l’Italia auspica una conferenza dove siano presenti tutti gli attori interessati”. Quindi il titolare della Farnesina ha spiegato che vuole accelerare i tempi per arrivare “il 5 settembre a riferire al Consiglio informale dei ministri europei”. Ma Frattini ha pure parlato di una telefonata avuta questa mattina con il suo collega russo, Lavrov, a cui “ho ripetuto che non penso che la Russia debba interrompere la collaborazione con la Nato“. Non è un caso che l’Italia sia mediatrice, infatti Berlusconi (che Frattini ha detto di tenere costantemente informato) si è fatto mediatore tra Russia e Georgia. Ma Frattini si è detto preoccupato per un “eventuale riconoscimento del governo russo dell’indipendenza dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia”. Frattini di fronte alla platea ciellina nella cittadina romagnola ha anche rassicurato l’Afghanistan sui contingenti militari stranieri spiegando che “rinegoziare non vuol dire il ritiro dei militari”. La sortita di Frattini arriva all’indomani della decisione del governo di Kabul che ha parlato di “rivedere la presenza militare della coalizione” dopo i drammatici fatti che hanno visto la morte di tanti innocenti civili. Fatti condannati da Frattini: “La Nato sta indagando per arrivare ad una risposta di verità, ovvero di chi sia responsabile della morte di tanti innocenti civili”. Riguardo ad un altro focolaio accesosi nelle ultime ore, quello indiano, che ha visto l’attacco di estremisti religiosi indù contro un orfanotrofio gestito da missionari cattolici dove una suora è stata bruciata viva il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo religioso, ha cercato di stemperare le polemiche dicendo di “non conoscere i drammatici fatti indiani”, ma di essere sorpreso che le violenze provengano dagli indù: “Sono stato in India tre settimane fa e incontrando i gruppi indù mi ha sorpreso la grande apertura al sincretismo religioso“. Ma la giornata ciellina a Rimini ha visto impegnati anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno sottolineato l’importanza dell’approdo verso una riforma dei contratti. Per Bonanni si tratta praticamente di una questione di vita o di morte: “L’accordo sui contratti è necessario entro settembre. È una generazione che lo aspettiamo e per questo va chiuso a tutti costi”. Quindi un avviso, quasi una minaccia (alla Cgil?): “Chi non lo firmerà si prenderà un grande responsabilità di fronte al paese. Voglio vedere chi non lo firmerà”. Più sfumati i toni di Sacconi: “Sarebbe auspicabile che entro settembre si possa arrivare all’accordo sulla riforma del modello contrattuale tra Confindustria e sindacati”. Da registrare ancora l’arrivo a Rimini del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che respinge al mittente le critiche subite per i drammatici fatti di cronaca avvenuti la settimana scorsa nella periferia di Roma, dove due turisti olandesi sono stati oggetto di terribili violenze da parte di un gruppo di rumeni: “Sui due olandesi massacrati si è registrata una polemica davvero strumentale e di bassissimo livello”. Il sindaco della Capitale, che insieme con Roberto Formigoni ha partecipato ad un dibattito sulla sussidiarietà, ha ribadito che tornando a Roma si recherà a Ponte Galeria e ha rivelato di “aver parlato con l’ambasciatore olandese, a cui ho chiesto se potrò andare a visitare le vittime dell’aggressione, ovviamente se le loro condizioni fisiche lo consentiranno”. Alemanno ha dunque respinto le critiche giunte da più parti, spiegando che governa Roma solo da qualche mese e che da poche settimane sono stati firmati i patti per la sicurezza con la Provincia e la Regione che prevedono l’uso dell’esercito a coadiuvare le forze dell’ordine. Ed è proprio questa per il sindaco la strada su cui andare avanti: “Bisogna intensificare e rafforzare gli sforzi, ma nessuno venga a dirci che eccediamo o che vogliamo militarizzare la città. I cittadini – ha proseguito il primo cittadino - hanno il diritto a vivere con un adeguato livello di sicurezza”. E in questo senso Alemanno si è detto favorevole alla proposta del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, di “prolungare la presenza dei militari a Roma”. [...]

Il 26 Agosto 2008 alle 11:39 Turisti aggrediti, il pugno duro di Maroni: via all’espulsione » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nessun tentennamento del Governo su sicurezza e immigrazione. La faccia dura dell’esecutivo la mostra a Cortina il responsabile dell’Interno, Roberto Maroni, confermando che “la tolleranza zero va applicata fino in fondo”. Il ministro ha reso noto che mercoledì firmerà “il decreto di espulsione dei due romeni” accusati della rapina e dello stupro a Roma ai danni dei due turisti olandesi. “Se dovesse succedere che per un cavillo tra una settimana escono - ha aggiunto, parlando a CortinaIncontra - li rispediremo in Romania”. Maroni ha detto d’essere rimasto “esterrefatto dalla confessione della violenza carnale come giustificazione. Come se nel loro modo di pensare la violenza sulla donna fosse normale”. I fatti di Roma sono “gravissimi”, ma pensare di impedire il 100% dei reati è impossibile. “Importante - ha osservato - è colpire subito”. Maroni ha difeso con convinzione la scelta di schierare l’esercito nelle città. “Se i militari fossero stati impiegati dal governo Prodi - ha rilevato - forse la signora Reggiani a Roma non sarebbe morta”. E proprio in tema di misure per la sicurezza, Maroni ha voluto dare il voto a questo governo “decisionista”, assegnandogli un “8 pieno”. Specificando che la linea del governo resta quella della “tolleranza zero”. Quanto alla percezione di sicurezza degli italiani, che secondo i sondaggi non aumenta nonostante il decrescere dei reati, Maroni commenta: “È vero che i fatti gravi di sangue sono diminuiti, ma aumentano reati piccola criminalità che sono proprio quelli che fanno aumentare il livello di insicurezza. Il nostro compito è lavorare sui fondamentali, sono solo o non tanto sulla percezione, diminuendo davvero il numero dei reati e contrastando in modo più efficace la criminalità: questo nel tempo porterà a un maggiore livello di sicurezza. Qualcuno magari pensa di fare qualche azione eclatante - ha aggiunto - a beneficio dei media: sarebbe sbagliato, perché se non si interviene sui fondamentali il marketing della sicurezza non dura molto”. La tolleranza zero va usata, secondo Maroni, anche con gli immigrati clandestini. “Garantire ai cittadini il massimo della sicurezza è interesse del Governo” ha spiegato, e l’obiettivo si raggiunge “con il contrasto all’immigrazione clandestina e il controllo del territorio per prevenire i reati predatori”. Importante sarà, ha osservato il responsabile degli Interni, il censimento del prossimo ottobre “per verificare i clandestini”. Sui barconi che partono dalle coste libiche diretti a Lampedusa, Maroni ha reso noto che “tra pochi giorni, grazie alla visita di Berlusconi a Tripoli, dovrebbe essere firmato un nuovo accordo” con le autorità della Libia. Su tutto però una certezza: “Mai più indulti quotidiani o permanenti, mai più sanatorie”. Anche per questo, continua il titolare del Viminale: “Dobbiamo modificare il sistema giudiziario per garantire la certezza della pena. In Inghilterra, dove c’è un governo di sinistra tengono in galera i delinquenti. Perché la sinistra italiana non la critica? In Inghilterra gli accattoni vengono espulsi”. E i magistrati che sbagliano grossolanamente - Maroni ha citato il caso del mafioso uscito dal carcere perché un giudice non aveva depositato una sentenza - “devono essere radiati”. [...]

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