Denise Pipitone: un mistero che dura da quattro anni

La madre s'incatena davanti al Quirinale e inizia sciopero fame
Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone

“Sono sicura che mia figlia è ancora viva. Questo mi dà la forza di continuare a sperare e a lottare affinché un giorno possa ritornare a casa” questa è la frase che Piera Maggio, mamma coraggio, non si stanca di ripetere dal 1 settembre 2004, giorno in cui la figlia Denise Pipitone scomparve mentre giocava davanti a casa in via la Bruna a Mazara del Vallo (Trapani). Oggi, nel giorno del quarto anniversario della scomparsa di Denise, la madre Piera comincerà uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei bambini scomparsi. La donna, attraverso l’onorevole Barbara Mannucci (Pdl), chiede al governo di avviare la riforma della legge sul sequestro dei minori. E per oggi ha organizzato una manifestazione a cui “possono intervenire tutti (bambini e adulti) che sono invitati a preparare anticipatamente un messaggio o un disegno che saranno legati ad un pallone lasciato poi volare” spiega Piera, perchè, “anche se solo idealmente, possa arrivare a Denise un messaggio di amore”.
Continua a protestare la mamma di Denise e a sottolineare l’urgenza di una riforma legislativa che garantisca un maggiore potere investigativo per gli inquirenti nei casi di bambini scomparsi, in modo da favorirne le ricerche.

Oggi a Mazara, dopo una messa per pregare per Denise e per tutti i bambini scomparsi, nella chiesa Madonna del Paradiso, ci sarà un incontro con tutti coloro che vorranno partecipare alla giornata, davanti alla casa di Denise. Qui saranno poi lanciati i palloncini con i messaggi e alle 12 Piera Maggio leggerà un messaggio, ma anticipa: “Oggi è la giornata del ricordo e della speranza. Non voglio parlare di carenze nelle ricerche o nelle indagini sulla scomparsa di mia figlia. Per le polemiche e le critiche ci sarà spazio da domani” .
Per cercare Denise, che il prossimo 26 ottobre compirà otto anni e di cui non si sa più nulla da quel primo settembre 2004, la procura marsalese ha battuto numerose piste: dal sequestro da parte di un gruppo di nomadi, all’allontanamento volontario terminato tragicamente con un incidente, alle controversie familiari che vedevano come principale indagata la sorellastra della bimba (la figlia del padre). Nell’inchiesta però non sono servite a fare chiarezza le dichiarazioni di un sedicente collaboratore che ha detto che Denise venne rapita e poi morì a causa di una massiccia dose di tranquillanti. L’uomo accusò anche la zia di Denise e altri familiari ma il suo racconto non ha portato sinora a risultati investigativi.
Quattro anni di ricerche, indagini, avvistamenti, segnalazioni, smentite, ma nessuna traccia concreta che potesse davvero portare al ritrovamento della bambina.

LEGGI ANCHE Tre anni senza Denise: la mamma si incatena al Colle - Il libro nero dei bambini scomparsi

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