Maroni: contro gli ultras tolleranza zero

Tifosi Napoli

“Se servirà prenderemo decisioni drastiche”. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato ieri sera in una trasmissione televisiva ”tolleranza zero” dopo i disordini avvenuti domenica alla stazione di Napoli che hanno visto protagonisti i tifosi partenopei in partenza per Roma. Il ministro ha convocato per oggi l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e subito dopo il Comitato tecnico.
Due giorni dopo l’assalto di un treno da parte dei tifosi del Napoli che hanno poi danneggiato la stazione Termini gli strascichi non si limitano ai 500 mila euro di danni causati. Gli sviluppi giudiziari e le polemiche politiche aumentano col passare delle ore. I cinque ultrà arrestati, tre giallorossi e due partenopei, sono stati subito scarcerati, dopo la convalida del fermo. Lo ha deciso la magistratura della capitale di fronte alla quale i tifosi sono comparsi oggi per essere processati con il rito direttissimo.

Per effetto della richiesta dei termini a difesa, i processi per ciascuno dei fermati si svolgeranno a partire dal prossimo ottobre. La convalida dei fermi è stata dichiarata per i romanisti Giordano Corsi, accusato di aver rapinato un tifoso, Giovanni Corneli, sorpreso a sbarazzarsi di un martello, e Luigi Alberto Siccardi, trovato in possesso di due bombe carta. Analoga decisione è stata presa per i supporter azzurri Diego De Martino, trovato in possesso di un coltello, e Danilo Durevole, accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha anche convalidato il fermo di un bagarino, Nicola Cannone, per violazione del daspo, l’atto amministrativo con il quale viene interdetto l’accesso negli impianti sportivi e nelle immediate vicinanze.

Il questore di Napoli, Antonino Puglisi, sta preparando la relazione richiesta dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sui disordini avvenuti alla stazione di Napoli per mano dei tifosi azzurri in partenza per Roma. A sollecitare un “un rapporto dettagliato” è stato ieri lo stesso responsabile del Viminale. La richiesta è, per Puglisi, “un atto dovuto, anche in vista della riunione sull’Osservatorio delle tifoserie”. Quanto all’opportunità di consentire la trasferta di ieri ai partenopei, “alla vigilia”, commenta il questore, “pensavo fosse una decisione giusta, come banco di prova per l’intera tifoseria dopo anni di divieti. Ora l’Osservatorio dovrà tenere conto di quanto accaduto”.

“Quando quel treno si è mosso da Napoli”, continua il questore in un’intervista a Il Mattino, “non c’era alcun pericolo di ordine pubblico” e quindi nessun motivo per impedirne la partenza: “Cosa avrei dovuto fare, un processo alle intenzioni? Trovo deplorevole quanto accaduto a bordo dell’intercity, considero spiacevole qualsiasi forma di violenza contro persone o cose. È stata una follia inqualificabile, ma quando il treno si è mosso non c’erano segnali di allarme al di là del naturale disagio dei passeggeri costretti a viaggiare in carrozze affollate di tifosi. Tanto che in molti hanno cambiato treno, ma l’hanno fatto in modo autonomo e spontaneo, senza alcuna pressione o violenza”. I circa 1.500 tifosi in partenza con l’intercity, sottolinea il questore partenopeo, erano muniti di biglietto ferroviario e per lo stadio, e non armati: “Li abbiamo perquisiti, se avessimo trovato anche un solo tifoso armato di oggetti contundenti l’avremmo arrestato”.

Ai danni causati al treno e alla stazione si aggiungono quelli ai 39 autobus messi a disposizione da Trambus, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di superficie a Roma, per portare i tifosi napoletani dalla stazione Termini allo stadio. Venti vetture oggi sono fuori servizio e l’azienda, che è pronta a fare denuncia contro ignoti, ha quantificato i danni in 60 mila euro. Intanto la Digos continua a indagare per identificare altri responsabili degli scontri e dell’aggressione ai danni del ferroviere alla stazione Centrale di Napoli.

“Quanto è accaduto a Napoli avrà un seguito” e dal tessuto normativo già applicato “ripartiremo senza riguardo per nessuno e senza comprensione per nulla”. Lo dice il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, intervistato dal Giornale. Sugli ultrà napoletani, Mantovano sostiene che sia stata data loro troppa fiducia poiché “Osservatorio e Casms (Comitato analisi sicurezza manifestazioni sportive, ndr) avevano confidato sui buoni risultati dello scorso campionato. La cosa più triste”, aggiunge, “è che è bastata una giornata a cancellare i passati dati favorevoli”. Ora i tifosi napoletani “rischiano di non fare più trasferte”. Alla domanda se condivida la decisione del prefetto di Napoli che ha fatto partire il treno, Mantovano risponde che “è intempestivo fare valutazioni prima di avere tutti gli elementi, ma se il bilancio è questo, è inutile nascondere che sia fortemente negativo”.

“C’è amarezza e rammarico per quello che è avvenuto, non è possibile assistere a comportamenti contrari a ogni logica di convivenza. Dobbiamo fare il massimo per debellare questo branco di delinquenti che inquinano il nostro mondo e più in generale quello civile”. È dura la presa di posizione del presidente della Figc, Giancarlo Abete, sulla violenza scatenata, con l’assalto al treno, dagli ultrà del Napoli in occasione della partita contro la Roma. “Il calcio non è rappresentato da questi delinquenti”, ha aggiunto Abete ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, “che noi speriamo allo stadio non entrino più”.

L’avvio della serie A è stato rovinato dagli incidenti alla stazione ferroviaria, ma Abete tiene a sottolineare che “vanno colpiti i responsabili e non bisogna generalizzare. Perché esiste una realtà, quella della gran parte del Paese che attende con passione e serenità l’evento sportivo, e quella di alcune persone che questo evento lo vogliono rovinare. Sarebbe stata una bella giornata con un inizio di campionato avvincente se non ci fossero stati questi incidenti, contro i quali va espresso tutto il biasimo. Non è possibile assistere dal vivo o in tv a immagini di questo tipo”.

Il presidente della Figc dice di avere fiducia nelle istituzioni, e precisa che ormai il fenomeno della violenza è sempre più fuori dagli stadi. “Non è pensabile che persone mettano a ferro e fuoco le stazioni e soprattutto istillino la paura nella gente”, ha continuato Abete. “Il calcio non è rappresentato da questa gente. Io ho fiducia nel ministro Maroni e nel capo della Polizia Manganelli: le istituzioni faranno di tutto perché situazioni del genere non si ricreino. Questi delinquenti hanno anche sporcato l’immagine di Napoli. Ai tifosi era stata data fiducia, ma con questi comportamenti hanno voluto respingere al mittente l’attestazione di stima che era stata concessa. Bisogna chiedere con rispetto e forza che ci siano comportamenti adeguati contro questi delinquenti che inquinano la convivenza civile e rovinano l’immagine del calcio sul piano nazionale e internazionale”.

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Commenti

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Il 1 Settembre 2008 alle 23:31 carlo.tosi ha scritto:

La solita storia di ogni campionato! Un branco di deficienti con la cacca nel cranio che mettono a ferro e fuoco tutto sul loro cammino. E tutto questo con il solito beneplacito delle società di calcio. Ogni domenica centinaia di agenti impegnati a contrastare questa orda di mentecatti, senza il permesso (quanto mai opportuno) di sparare ad altezza d’uomo. Danni per milioni di euro e spese per le forze dell’ordine a carico di chi? Nessuno che abbia veramente le palle per fermare definitivamente questo incivile spettacolo che ci fa vergognare in tutto l’universo. Troppi soldi attorno a questo lurido sport (se si può ancora chiamare così), troppa gente che sbava an ogni gesto dei loro eroi calciatori, bamboccioni strapagati, stracoccolati e straviziati. Troppi soldi che girano attorno ei diritti televisivi. Gli atleti delle olimpiadi che hanno portato medaglie ed onore all’Italia, sono già ritornati nel dimenticatoio, mentre rimane nella cronaca questo marcio putrefatto mondo del calcio.

Il 3 Settembre 2008 alle 9:25 Maroni: vietate per un anno le trasferte ai tifosi napoletani » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il divieto di seguire la squadra di calcio in trasferta per i tifosi del Napoli. Questo il primo provvedimento deciso dal ministro dell’Interno Maroni dopo le riunioni dell’Osservatorio e del Comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale all’indomani degli incidenti di Napoli. Lo ha annunciato il ministro al Tg1. Il provvedimento durerà l’intero campionato. Il settore ospiti dello stadio in cui giocherà la squadra partenopea in trasferta sarà chiuso. [...]

Il 3 Settembre 2008 alle 15:31 Calcio: ecco le partite che potrebbero essere giocate a porte chiuse » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Dopo le violenze dei tifosi del Napoli che, in trasferta a Roma domenica scorsa, hanno trasformato il viaggio in treno in un’orda vandalica, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha minacciato la possibilità di decidere lo svolgimento di partite a porte chiuse: “Per il futuro abbiamo individuato partite a rischio sulla base della storia dei contrasti delle tifoserie nemiche. I prefetti – ha detto il responsabile del Viminale - potranno decidere se farle disputare con le due tifoserie, solo con quella di casa o anche a porte chiuse”. [...]

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