
Ultras del Napoli
Il divieto di seguire la squadra di calcio in trasferta per i tifosi del Napoli. Questo il primo provvedimento deciso dal ministro dell’Interno Maroni dopo le riunioni dell’Osservatorio e del Comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale all’indomani degli incidenti di Napoli. Lo ha annunciato il ministro al Tg1. Il provvedimento durerà l’intero campionato. Il settore ospiti dello stadio in cui giocherà la squadra partenopea in trasferta sarà chiuso.
Maroni ha anche dichiarato che domani saranno inviati gli ispettori del ministero a Napoli per valutare quanto avvenuto domenica ed individuare eventuali responsabilità. Secondo Maroni c’è stata anche una errata valutazione degli avvenimenti da parte di prefettura e questura. Domani partirà inoltre una direttiva ai prefetti, per individuare tutti quelli che hanno partecipato al “mucchio selvaggio” di domenica, affinché i responsabili siano tenuti fuori dagli stadi per due anni e denunciati. Sarà infine effettuato un monitoraggio sulle partite più a rischio per prendere decisioni che potrebbero portare anche a svolgere partite a porte chiuse.
“Abbiamo assunto alcune valutazioni”, ha spiegato il ministro, “e mi accingo nella giornata di domani a mandare una direttiva ai prefetti che dispone dell’individuazione di tutti coloro che hanno partecipato al ‘mucchio selvaggio’ di domenica, perché siano colpiti dal provvedimento che impedirà loro di partecipare a manifestazioni sportive per i prossimi due anni. Saranno poi denunciati alla magistratura per associazione per delinquere”. Maroni ha poi annunciato il “divieto di trasferta delle tifoserie organizzate del Napoli Calcio per tutto il campionato. Terzo provvedimento, l’individuazione di alcune partite a rischio sulla base di precedenti gravi per le quali ci riserviamo di prendere provvedimenti che arrivano fino alla disputa a porte chiuse”.
“Indubbiamente quello che è successo ieri è stato grave, probabilmente una errata valutazione degli avvenimenti da parte anche della questura e della prefettura di Napoli, non me lo nascondo. Per questo domani mattina invierò gli ispettori del ministero a Napoli per valutare che cosa è successo e se ci sono responsabilità nella gestione di questo avvenimento. La decisione di rimettere in libertà questi delinquenti”, ha aggiunto Maroni, “è stata presa da un magistrato. Io li avrei lasciati in galera. Sono persone che devono essere punite e trattate per quello che sono, un’associazione per delinquere”.
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- Martedì 2 Settembre 2008
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Commenti
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Il 3 Settembre 2008 alle 18:15 Sul calcio adesso s’infiamma la polemica politica » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il calcio divide la politica. Da sempre. E non solo per i colori della maglia che i nostri tifano. Ma anche per via delle decisioni che vanno prese dopo atti teppistici come quelli avvenuti domenica scorsa, quando i tifosi del Napoli hanno assaltato e distrutto un treno e trasformando la stazione di Roma Termini in un terreno di battaglia per barbari. Ieri è stata la volta della polemica tra il segretario del Pd, Walter Veltroni e l’esecutivo. Veltroni ha attaccato sostenendo che “il governo è forte con i deboli e debole con i forti”, facendo riferimento alle scarcerazioni dei cinque teppisti napoletani. Gli ha subito risposto il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti: “Veltroni è in grande confusione. I teppisti li ha scarcerati la magistratura e non il governo”. Per il centrista Casini invece si è dimostrato che i governi “non fanno miracoli”, ovvero che la violenza nel calcio c’era con i governi di un colore e ci sarà anche con quelli di colore opposto. In serata sono arrivate le parole dure del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha duramente attaccato i tifosi definendoli criminali “a cui va applicato il reato di associazione a delinquere”. Il titolare del Viminale ha pure criticato il magistrato che li ha rilasciati e velatamente l’Osservatorio del Viminale che aveva autorizzato la trasferta. Stamattina il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha invece parlato di “ombra della camorra” dietro gli ultrà: “si ha ragione di ritenere che ci sia un’influenza della criminalità organizzata nella gestione dell’episodio di Napoli e nella conduzione di questi incidenti”. Sulla stessa linea il questore di Napoli “frange del tifo sono legate alla criminalità organizzata. Stiamo lavorando anche a questa ipotesi”. Parole che hanno sollevato più di un dubbio nel ministro della Difesa e reggente di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, che parla di “alibi”: “Si parla sempre di camorra, ma gli incidenti nel calcio avvengono dappertutto. Da Palermo al Nord. Mi sembra un alibi”. Per La Russa “in passato c’è stata troppa tolleranza, io non voglio criminalizzare le curve dove otto ragazzi su dieci sono agitati ma recuperabili, però non ho dubbi che bisogna usare tolleranza zero per episodi come quelli di domenica”. La Russa ha concluso lanciando infine una proposta provocatoria: “Non bisognerebbe solo vietare ai violenti di andare allo stadio, non solo Daspo, ma bisognerebbe vietargli di vedere la partita in tv…” Infine anche l’ex pm di Mani Pulite, il leader Idv, Antonio Di Pietro, interviene sulla polemica andando oltre le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ieri sera aveva chiesto che venisse applicato il 416, il reato di associazione per criminalità organizzata, per i tifosi teppisti napoletani che domenica hanno provocato incidenti a Roma: “Bisogna fare una norma di legge che preveda reato di ‘branco’. Vale a dire – aggiunge Di Pietro - un reato associativo diverso dai canoni classici, altrimenti diventa impossibile da contrastare. Con pene sia interdittive, che punitive per chi commette il reato di branco”. [...]
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