No del governo sul voto agli immigrati

Roberto Maroni

Altolà del Carroccio sul voto agli immigrati: “Non credo che questa iniziativa andrà avanti” ha dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, sottolineando che questa proposta “non è nel programma di governo”. Dopo l’apertura del presidente della Camera Gianfranco Fini, dunque, una battuta d’arresto. E nel Pdl si accendono le reazioni: “Il voto agli immigrati è un tema in discussione da molto tempo, ma ritengo che in questa legislatura non ci siano numeri e condizioni per questa svolta che sarebbe un errore” dice Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. Sulla stessa linea anche il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia: “Con gli immigrati bisogna parlare di lavoro, di rispetto delle leggi e sicuramente non di voto” ripete il ministro, sottolineando che “questa è una posizione mia personale. Oggi abbiamo altre priorità che parlare di voto agli immigrati”. Già stamane il leghista Roberto Castelli aveva chiarito la linea politica del Carroccio in un’intervista al quotidiano La Stampa: “La Lega è stata precisa, chiara e netta: non se ne parla neanche” ha chiarito l’ex-Guardasigilli, sottolineando: “Non si capirebbe perché, nel momento in cui il governo è al massimo del consenso, dobbiamo andarci a complicare la vita con Veltroni che è un perdente”.
Nel tardo pomeriggio di oggi è arrivato anche l’intervento di Silvio Berlusconi. “Fini ha espresso un suo parere ma questo tema non è nel nostro programma e non c’è all’ordine del giorno alcuna iniziativa di legge su questa tema”, ha dichiarato il premier.

La discussione era nata ieri durante la Festa del Pd a Firenze dopo l’apertura di Gianfranco Fini, presidente della Camera, al voto per gli immigrati: “Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia, bisogna essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Diritti e doveri devono stare insieme. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l’obbligo di identità per i minori”. Il leader del Pd, Walter Veltroni, in una lettera aveva infatti comunicato alla terza carica dello Stato l’intenzione del suo partito di presentare una proposta di legge costituzionale in modo da garantire la possibilità di partecipare alle urne per gli immigrati residenti da anni in Italia, chiedendogli di “adoperarsi per consentire la più ampia discussione a Montecitorio e di accelerarne il più possibile l’iter”.

IL FORUM

Commenti

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Il 4 Settembre 2008 alle 17:05 nhico ha scritto:

Prima bisogna dare il pane agli italiani… e poi, agli immigrati che hanno già il dolce, si può pensare di dare il voto. Ma, del resto, questo lo sa anche Fini.

Il 4 Settembre 2008 alle 18:30 vincenzo.m. ha scritto:

IL SILENZIO DELLE ALLEANZE.

Meditando su di una, sempre incombente, crisi politica una sezione del governo in carica mostra la sua propensione ad un allargamento della base elettorale. Impossibilitati ad accedere, ai fini di un allargamento della base di cui sopra, a colonie inesistenti per ottenere dalle stesse il consenso procurabile attraverso iniezioni di denaro o di promesse, ecco la brillante idea di acquisire voti dalla folta e crescente area immigratoria.
Uno tentativo di scambio voto/diritti è del tutto incomprensibile; quando si è ospiti in casa d’altri si deduce di essere obbligati ad accettare gli usi ed i costumi, similmente gli italiani ottemperano a ciò quando ospitati, per qualunque ragione, in un Paese straniero e comportandosi in tal modo acquisiscono il rispetto ed i diritti che ne conseguono.
Nel gioco delle alleanze sembra che taluni gruppi non riescano a trattenere il malessere alimentato da una apatica allergia verso un federalismo oramai sulla traccia della storia.
Certo; sul proprio biglietto da visita o sulla carta intestata apparire quale Presidente o ministro di una nazione, per esempio quale l’Italia, è profondamente diverso dal presentarsi a livello internazionale come esponente di un agglomerato di regioni del centro, del sud o del nord.
Il silenzio delle alleanze occulta, probabilmente, un forte desiderio ed una autentica illusione di essere ricordati quali successori dell’imperio romano.

Il 5 Settembre 2008 alle 2:10 peppe4pe ha scritto:

FRATELLI SORELLE E CITTADINANZA

Mi par di capire che il governo sia nato sotto il segno della massoneria e intenda quindi dare solo spazio alle proposte massoniche pure. Anzi, diciamola tutta: è un governo massonico.

Vorrei far notare che gli stranieri presenti in Italia provengono spesso da nazioni rette (saggiamente) da “fratelli” e “sorelle” immagino di obbedienze collegate alle nostre, intendo quelle di Napolitano, Schifani, Fini, Berlusconi, Maroni, Calderoni, Gelmini, Rotondi, Vito, Mussolini, Veltroni, Franceschini, D’Alema, Rutelli, Veronesi, Casini, Tabacci, Di Pietro, Storace etc.

Voglio dire, quindi, che il voto degli immigrati, anche nel caso dei mussulmani, che sono pur sempre “fratelli” sì come i succitati uomini politici nostrani, alla fine verranno spartiti in modo equo, appunto da bravi “fratelli” e brave “sorelle”.

Non solo, ma poi si dà una opportunità a “fratelli” e “sorelle” stranieri di inserirsi pienamente in Italia e cooperare con “fratelli” e “sorelle” nostrani.

Perché dunque il fratello “Maroni” si inalbera tanto contro i senegalesi, ad esempio? Perché non vuole farli votare?

Non sono anche loro “figli della vedova”?

Allora ce l’avete coi mussulmani? Allora fate discriminazioni tra “fratelli” e “fratelli” o tra “sorelle” e “sorelle”? Ma allora che massoni siete?

Scusate ma è solo un intervento giocoso.

Visto che da millenni i massoni si divertono alle spalle dei “profani” (i non massoni, per i massoni), spero che sia consentito ad un profano, me scrivente, di ridicolizzare un po’ la massoneria, notoriamente la consorteria più becera che ci sia.

Saluti a tutti, massoni e profani.

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