Alemanno dice no al parcheggio sulla terrazza del Pincio

Roma, Pincio

Il parcheggio del Pincio, una delle aree più caratteristiche di Roma e del mondo, non si farà. La decisione era nell’aria da giorni, ma è stata ufficializzata oggi dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso di una conferenza in Campidoglio a cui ha preso parte anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. “Abbiamo salvato il Pincio senza alcun danno erariale, senza perdere una lira”, ha esordito Alemanno, sciogliendo così l’ultima incognita che era quella legata alla penale dovuta alla società che aveva già iniziato i lavori per il garage. Invece di costruire il parking nella collina del Valadier sarà potenziato il parcheggio del Galoppatoio a Villa Borghese. “Lì erano già previsti 200 posti auto in più a rotazione La nostra ipotesi è quella di costruire un terzo piano che avrà la stessa identica valenza di rimessa auto prevista per il Pincio con un uguale numero di posti, circa 600, a disposizione dei residenti – dice il primo cittadino di Roma - E i tempi saranno sicuramente più spediti perché quella è una zona già predisposta dove non c’è nessuna incognita”. “Non riesco a capire come Veltroni abbia potuto proporre il parcheggio del Pincio e come invece non sia venuta in mente una soluzione scontata come quella di fare tutto al Galoppatoio”, ha detto Alemanno ricordando come “non c’è nessun documento in cui si dice perché non si sia preso in esame il Galoppatoio”. Dalla parte del parking di Villa Borghese anche una esperimento fatto dal sindaco. “Io personalmente ho fatto la prova di camminare dal Pincio a Piazza di Spagna – racconta il sindaco – ho impiegato 11 minuti e mezzo, mentre da Piazza di Spagna al Galoppatoio ce ne sono voluti sette e mezzo”.

Non mancano le reazioni, contrastanti, alla decisione di Alemanno. Per Alessandra Mussolini, presidente della commissione bicamerale per l’Infanzia e segretario nazionale di Azione sociale – Pdl, “ha prevalso il buon senso”, Dario Rossin, capogruppo del Pdl al comune di Roma, dice che è terminata l’epoca delle opere inutili”, mentre Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil, plaude alla decisione, “evitando una inutile devastazione del Pincio”. “Mi auguro - aggiunge - che la decisione sia la prima di una battaglia per il vero esercizio della tutela dei beni culturali e del paesaggio sganciata dagli interessi dei costruttori e di quanti hanno sotto scacco la città di Roma. Ora il ministro Bondi abbia la stessa coscienza e dimostri di lavorare con senso di responsabilità, con scrupolo e rigore anche per lo scempio del Vittoriano”. E se l’ex senatore del Prc ed esponente di spicco del partito nel Lazio, Salvatore Bonadonna, esprime “viva soddisfazione perché il Campidoglio rispetta la volontà popolare che si è manifestata nei mesi scorsi e un’importante battaglia di Italia Nostra per scongiurare che una opera tanto impattante quanto inutile prendesse il via”, critico è invece Fabrizio Panecaldo, ex delegato dell’amministrazione Veltroni al Programma urbano parcheggi (Pup). “Una pietra tombale sulla pedonalizzazione del Tridente (le tre strade che partono da Piazza del Popolo verso Piazza Venezia, nda) e sulla modernizzazione della città – dice l’esponente del Pd - Con la realizzazione del parcheggio del Pincio gli introiti del Comune, pari a 20 milioni di euro, sarebbero stati reinvestiti per la costruzione di ulteriori parcheggi di scambio nelle zone periferiche della città con l’obiettivo di decongestionare ulteriormente dal traffico le zone centrali della città”.

Ma Alemanno parla anche di parcheggi e di traffico, che in una città come Roma aumenta quotidianamente. “A Roma abbiamo bisogno di un nuovo piano del traffico complessivo, che ristudi tutta la situazione, anche quella dei parcheggi – dice il sindaco - Sul Tridente, fra chi vive e lavora nella zona, gravitano circa centomila auto al giorno. Pensare che ci sarebbe stata una svolta con un parcheggio da 700 posti è assolutamente insostenibile. Questo non vuol dire che rinunciamo al progetto di pedonalizzazione della zona”. Sempre a proposito dei parcheggi, Alemanno ha parlato di quelli di scambio, in corrispondenza ad esempio delle stazioni della metropolitana. “Abbiamo una necessità complessiva di 500 mila posti a fronte di un offerta attuale che si ferma a 13 mila”, ricorda. Una soluzione parziale arriverà con il ritorno della sosta tariffata a partire dal 15 settembre. Verrà sperimentato, per 6 mesi, un pacchetto di agevolazioni tariffarie che consentano a quanti usufruiscano dei parcheggi a pagamento una più ampia possibilità di scelta a seconda delle esigenze. “Per venire incontro alle necessità di chi, spostandosi con la macchina per raggiungere il lavoro, desideri parcheggiare per un lungo periodo, oltre le 3 ore è stata introdotta l’agevolazione tariffaria giornaliera di 4 euro per 8 ore - annuncia Sergio Marchi, assessore alla Mobilità del Comune di Roma - Sempre per i lavoratori e per chi usufruirà del parcheggio a pagamento per un lungo orario tutti i giorni, è stata introdotta anche una agevolazione tariffaria mensile di 70 euro al mese, che sarà possibile acquistare a partire dal primo ottobre”. Per consentire, invece, a quanti lo desiderino, di usufruire del parcheggio a pagamento solo per 15 minuti (sosta breve), è stata introdotta anche la nuova tariffa di 0,20 centesimi di euro. La tariffa ordinaria rimane di 1 euro l’ora, salvo le zone a traffico limitato (ztl), dove dal primo ottobre si pagherà 1,20 l’ora. Per garantire maggiore equità tra l’offerta dei parcheggi a pagamento e no, l’amministrazione capitolina ha anche deciso di implementare la presenza di strisce bianche, con l’obbligo del disco orario ogni 3 ore, e di rendere gratuiti gli stalli di fronte a 6 ospedali (Bambino Gesù, San Giovanni - Addolorata, Nuovo Regina Margherita, Policlinico Umberto I, Santo Spirito).

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