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	<title>Italia &#187; Dai Dico ai DiDoRe: le unioni civili che dividono le maggioranze</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Dai Dico ai DiDoRe: le unioni civili che dividono le maggioranze</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 06:58:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che abbia o meno costi per lo Stato ogni proposta di regolarizzazione delle coppie di fatto pare destinata a spaccare le maggioranze. Era accaduto al governo Prodi e ora tocca alla maggioranza di centrodestra dividersi. Contro il progetto del laico Brunetta e del cattolico Rotondi (i "diritti e doveri di reciprocità dei conviventi") si schierano esponenti del Pdl e della Lega. E dal Pd solo freddezza e ironia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/politica_governo/131647_renato_brunetta.html" title="Renato Brunetta"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/09/18/48d237fd06539_zoom.JPG" alt="Renato Brunetta" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Escono allo scoperto i ministri <a href="http://www.renatobrunetta.it/" target="_blank">Renato Brunetta</a> (titolare della Pubblica amministrazione) e <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Rotondi_Gianfranco.html" target="_blank">Gianfranco Rotondi (responsabile dell&#8217;attuazione del Programma</a>) sulla loro proposta di regolamentazione delle unioni civili. Escono allo scoperto e si prendono le prime bordate: colpiti da fuoco amico. Perché che abbia o meno costi per lo Stato ogni proposta di regolarizzazione delle coppie di fatto pare destinata a spaccare le maggioranze. Era accaduto al governo Prodi e ora tocca alla maggioranza di centrodestra.</p>
<p>Pomo della discordia questa volta il progetto a firma del &#8220;laico&#8221; Renato Brunetta e del cattolico Gianfranco Rotondi e i loro &#8220;Di.do.re&#8221;, ovvero &#8220;Diritti e Doveri di Reciprocità dei conviventi&#8221;. Per ora su quello che saranno i Didore si sa poco se non che dovrebbero essere a costo zero per lo Stato e che non dovrebbero prevedere welfare ma solo diritti individuali. Rassicurazioni che però non bastano alla Pdl, che, nel giro di poche ore, sul lavoro dei due ministri si spacca tra sostenitori e detrattori. Da Maurizio Gasparri ai teo-con, anche se non manca un gruppo di liberal favorevoli. Ma la maggioranza dei parlamentari tace in attesa del pronunciamento di Silvio Berlusconi. Il Pd per ora resta a guardare, anche se ci sono segnali di attenzione di qualche dirigente.<br />
L&#8217;idea, <a href="http://www.corriere.it/politica/08_settembre_17/brunetta_didore_coppie_fatto_70f2b496-847a-11dd-be21-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ha spiegato Brunetta al <em>Corriere della Sera,</em></a> è quella di &#8220;un testo unico senza spese per lo Stato&#8221; che prevede &#8220;il diritto in caso di malattia, di visitare il convivente e di accudirlo, di designarlo come rappresentante per le decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie. E doveri: ad esempio, gli alimenti&#8221;. Si rimarrebbe, integra Rotondi, nella sfera del diritto privato: &#8220;Non ci saranno registri, o celebrazione pubbliche&#8221;.<br />
Insomma, non ci sarà un nuovo istituto, un &#8220;piccolo matrimonio&#8221; a carattere pubblicistico. &#8220;Nel diritto italiano&#8221; osserva ancora il ministro Dc &#8220;c&#8217;è la famiglia e il condominio, ma in mezzo non c&#8217;è nulla. Forse può valer la pena regolamentare questa area&#8221;.<br />
La bocciatura alla coppia di ministri (post)socialista e (neo)democristiano arriva subito dalla loro destra: &#8220;Rotondi vigili sul programma di governo anziché divagare sulle coppie di fatto&#8221;, ingiunge Maurizio Gasparri, che guida la foltissima truppa di senatori del Pdl. &#8220;La regolamentazione delle unioni civili non è nel programma di governo&#8221;, tuonano le teo-con Isabella Bertolini e Laura Bianconi, il leghista Massimo Polledri, vicino ai cattolici tradizionalisti, e Arturo Iannaccone, dell&#8217;Mpa. E poi Carlo <a href="http://www.politichefamiglia.it/" target="_blank">Giovanardi, ex Udc e oggi ministro della Famiglia</a>, s&#8217;interroga: &#8220;Non si capisce perchè i due ministri debbano risollevare a freddo la questione&#8221;: cioè: la questione non è nel programma, perché tirarla fuori? &#8220;Non facciamo gli errori della sinistra&#8221;, chiosa Gabriella Carlucci. Ben sapendo che proprio su quel tema si incrinò il patto della maggioranza Prodi tra cattolici e sinistra.<br />
Il problema di fondo lo sottolinea Alessandro Zan, <a href="http://www.linfa.tv/" target="_blank">presidente della Lega Italiana Nuove famiglie (Linfa)</a>, che si chiede: &#8220;Esiste davvero una maggioranza disposta ad approvare i DiDoRe o sarà l&#8217;ennesimo annuncio che rischia di creare false aspettative?&#8221;. Rotondi spiega che non sarà un&#8217;iniziativa del governo, e nemmeno della maggioranza: &#8220;Presenteremo il testo a tutti i gruppi parlamentari e cercheremo di costruire un consenso ampio. La mia intenzione è di portare a casa la legge&#8221;. Esattamente la stessa che fece qualche mese fa il Professore: tenere separata la questione dei Dico dall&#8217;azione dell&#8217;esecutivo, facendola diventare tema parlamentare.<br />
I contrari ai DiDoRe nel centrodestra non si fanno pregare per dichiararlo, ma ci sono anche i favorevoli, i &#8216;liberal&#8217; del Pdl, come Adolfo Urso, Mario Pepe, <a href="http://www.benedettodellavedova.com/" target="_blank">Benedetto Della Vedova</a>, o i liberi pensatori, come <a href="http://www.azionesociale.net/" target="_blank">Alessandra Mussolini</a>. Poi c&#8217;è la responsabile giustizia della Lega <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d300448&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati%5CLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=dd300448" target="_blank">Carolina Lussana</a>, che apre al confronto, purchè non si ripercorra la strada dei Dico o dei Pacs. Oggi hanno espresso il loro appoggio ma non sembrano sufficienti da soli. C&#8217;è la grande maggioranza dei parlamentari del Pdl che attende la decisione di Berlusconi.<br />
Quand&#8217;anche il Cavaliere concedesse la libertà di coscienza, servirebbe la sponda del Pd, che al momento sta a guardare e manda segnali contrastanti. <a href="http://www.democraticidavvero.it/" target="_blank">Rosy Bindi</a> mostra scetticismo e spiega che i DiDoRe &#8220;non sono la mia principale preoccupazione&#8221;. Parole di attenzione arrivano dalla senatrice <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00017633.htm" target="_blank">Vittoria Franco</a>, <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/pd/governo_ombra/pari_opportunita.htm" target="_blank">ministro ombra per le pari opportunità</a>: &#8220;Siamo disponibili al confronto su proposte concrete&#8221;. Da <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d34180&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati%5CLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d34180" target="_blank">Barbara Pollastrini</a> che fu &#8221;madre&#8221; dei Dico, giunge invece una chiusura perché la proposta Brunetta-Rotondi &#8220;è troppo riduttiva&#8221;. Critiche all&#8217;insegna del &#8220;è troppo poco&#8221; ci sono anche dalla sinistra extraparlamentare (Manuela Palermi del Pdci o Giovanni Russo Spena del Prc).<br />
Dunque la via è stretta, con una maggioranza trasversale da trovare in Parlamento. &#8220;In Italia&#8221; osserva Urso &#8220;tutte le leggi che hanno riguardato l&#8217;avanzamento dei diritti civili sono nate in questo modo. Questo permette ai parlamentari di votare con coscienza, autonomia e responsabilità&#8221;. &#8220;Sono un democristiano&#8221; dice sornione Rotondi &#8220;e sono abituato a mediare. Noi della Dc abbiamo mandato avanti l&#8217;Italia per quaranta anni unendo e non dividendo&#8221;.</p>
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