Il ministro Alfano “salva” la Guzzanti: niente inchiesta sulle frasi contro il Papa

Sabina Guzzanti

Sabina Guzzanti “salvata” dal Guardasigilli: non ci sarà nessuna inchiesta con l’ipotesi di vilipendio nei confronti del Pontefice al “No Cav Day”. Lo ha deciso il ministro Angelino Alfano: non autorizzerà i pm a procedere nei confronti dell’attrice. “Ho deciso di non concedere l’autorizzazione” ha spiegato Alfano “ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa”. “La stagione delle riforme impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi”, ha concluso il Guardasigilli.
Una mossa a sorpresa da parte del titolare della giustizia, che ha comunicato la sua decisione parlando ad un incontro all’Università Cattolica (dove si è laureato in Legge, ndr). “Da cittadino e cattolico” ha spiegato il ministro “ho ascoltato anche io gli insulti lanciati da Piazza Navona e ho provato tristezza e vergogna. Ma dopo aver sentito il parere degli uffici che concludono per la procedibilità ho deciso comunque di non concedere l’autorizzazione a procedere” ha aggiunto il Guardasigilli “anche perché l’accusata si è assunta le responsabilità di quello che ha detto”.
Il tutto quando gli uffici di via Arenula avevano già dato l’ok a procedere. Lo stop arrivato dal Guardasigilli Alfano però chiude definitivamente le polemiche seguite alla manifestazione organizzata da Antonio Di Pietro (Idv) e Beppe Grillo. Il Pdl dimostra così di voler cominciare a dialogare in vista della riforma della giustizia, impegno che la maggioranza spera di affrontare in autunno.

Commenti

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Il 18 Settembre 2008 alle 20:43 vincenzo.m. ha scritto:

ARTICOLI DEPENNATI.

Posto che la legge è uguale per tutti, per tutti sono probabilmente “mitigati” i seguenti articoli:

8. L’Italia, considerando sacra ed inviolabile la persona del Sommo Pontefice, dichiara punibile l’attentato contro di Essa e la provocazione a commetterlo con le stesse pene stabilite per l’attentato e la provocazione a commetterlo contro la persona del Presidente della Repubblica.
Le offese e le ingiurie pubbliche commesse nel territorio Italiano contro la persona del Sommo Pontefice con discorsi, con fatti e con scritti, sono punite come le offese e le ingiurie alla persona del Presidente della Repubblica (1).

21. Tutti i Cardinali godono in Italia degli onori dovuti ai Principi del sangue: quelli residenti in Roma, anche fuori della Città del Vaticano, sono, a tutti gli effetti, cittadini della medesima (1).
Durante la vacanza della Sede Pontificia, l’Italia provvede in modo speciale a che non sia ostacolato il libero transito ed accesso dei Cardinali attraverso il territorio italiano al Vaticano, e che non si ponga impedimento o limitazione alla libertà personale dei medesimi. Cura, inoltre, l’Italia che nel suo territorio all’intorno della Città del Vaticano non vengano commessi atti, che comunque possano turbare le adunanze del Conclave.
Le dette norme valgono anche Per i Conclavi che si tenessero fuori della Città del Vaticano, nonché per i Concili presieduti dal Sommo Pontefice o dai suoi Legati e nei riguardi dei Vescovi chiamati a parteciparvi.

Probabilmente sono stati abrogati e l’immunità è stata sparsa a piene mani allo Stato contraente.

Il 19 Settembre 2008 alle 17:04 informazione ha scritto:

La Guzzanti non è stata salvata ne graziata da nessuno, poiché non ha offeso il papa e non esiste perseguibilità per ciò che ha detto.

Tutta la questione è stata solo una montatura, una messa in scena per screditare l’immagine di Sabina Guzzanti, per far passare da martire il papa ratzinger, che non è stato offeso perché quelle non sono offese (sapete cosa è la satira, e conoscete Dante Alighieri?).

Alfano dice di aver bloccato l’inchiesta contro la Guzzanti solo per passareda eroe e misericordioso, ma non ha bloccato nessuna inchiesta, perché l’inchiesta non esisteva, non esistevano gli estremi per procedere penalmente contro la Guzzanti.

Svegli gente!!!!

Il 22 Settembre 2008 alle 9:12 Il blog di Maurizio Silvestri » Guzzanti-Carfagna: niente processo. Come mai? ha scritto:

[...] Guzzanti-Carfagna: niente processo. Come mai? Archiviato in: Politica, Scandali, Perbenismo, Moralismo, Donne, Giustizia, Ve lo avevo detto io — Maurizio ( 09:12 ) Vengo a sapere grazie a Biagio che non ci sarà alcun processo nei confronti di Sabina Guzzanti. Ricapitoliamo: l’8 luglio scorso a Roma, in piazza Navona, viene indetta la manifestazione “No Cav Day”. Tra i vari ospiti c’è anche la Guzzanti che - stando a giornali e tivvù varie - si getta nel turpiloquio più sfrenato. Se la prende con il Papa e con la Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità). Io c’ero e vi posso assicurare che fu una manifestazione perfettamente riuscita. Il contenuto vero fu taciuto dai media, che si impuntarono su un paio di frasi per niente offensive (il Papa che va all’inferno è satira e fa ridere, le intercettazioni telefoniche e lo scandalo sul presunto sesso orale tra la Carfagna e Berlusconi era argomento di quei giorni). La procura di Roma vuole processare la Guzzanti. Il ministro Alfano però, non concede l’autorizzazione. Come mai? Il motivo lo avevo già detto qui (ripetendo le parole del grande Travaglio): se si avvia un processo, i giudici sono obbligati a verificare se si tratta di diffamazione. In altre parole: la Guzzanti dice che la Carfagna è diventata ministro grazie ai “rapporti particolari” intrattenuti con Berlusconi? Per verificarlo occorre ascoltare le famigerate intecettazioni telefoniche. Intercettazioni che allora vennero prontamente bloccate. Come da prassi. Nel frattempo però, si tenta di bloccare l’uso di queste benedette intercettazioni a suon di proposte di legge. La maggioranza ci prova, ma l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) non è d’accordo. Se uscissero fuori certe cose, sarebbe un bel cataclisma, in effetti. Del resto, lo dice lo stesso Alfani: “La stagione delle riforme impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi” Meglio insabbiare, no? • Permalink [...]

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