Estensione dell’inglese e matematica nei licei classici, più istituti comprensivi- quelli che comprendono in un’unica istituzione scolastica le scuole dell’infanzia, elementari e medie-, aumento delle sezioni “primavera” con uno stanziamento di 30 mln di euro per il 2008-2009 e di 50 mln nel 2009-2010 e riduzione degli attuali indirizzi di studio nella secondaria superiore.
Sono alcune delle novità previste dal nuovo piano per la scuola del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Il piano è stato presentato anche ai sindacati e prevede, oltre al docente unico per le classi di scuola primaria, funzionanti 24 ore a settimana, anche l’insegnante di inglese. Tornano poi gli anticipi nella scuola dell’infanzia con l’aumento delle sezioni primavera e del tempo pieno (+50%). Si tratta di “un piano” secondo la nota del ministero dell’Istruzione “che pone le premesse per un innalzamento della qualità del sistema di istruzione, innescando un circolo virtuoso: efficienza, maggiori risorse da investire, più qualita”. Secondo il piano, i 2 miliardi di euro di risparmi realizzati col piano saranno investiti in formazione, nuove tecnologie e premialità per docenti.
Intanto sono già scattate le prime proteste nelle scuole contro tagli e voto in condotta del piano Gelmini. La Rete degli Studenti Medi ha indetto “Emergenza Ballismo”, la singolare protesta degli studenti italiani che ha visto striscioni calati dalle finestre, volantinaggi e azioni dimostrative per denunciare le “balle” del piano Gelmini-Berlusconi.
Qui, nel dettaglio, il piano del ministro Gelmini:
- Due miliardi di investimenti: Verranno dai risparmi effettuati e saranno utilizzati per la formazione, le nuove tecnologie e per innalzare il livello di prestigio degli insegnanti attraverso forme di “premialità”.
- Salvaguardati livelli servizio e occupazionali: Il piano prevede la tutela delle scuole in aree disagiate, la conferma dei livelli occupazionali del personale a tempo indeterminato, l’ampliamento delle opzioni per le famiglie.
- Individuazione costo standard: Si passa dal costo storico per alunno all’individuazione del costo standard, cioé quello che serve veramente eliminando gli sprechi.
- Non saranno toccati sostegno e scuole montagna: Confermato il personale docente che si occupa degli alunni disabili. Non si toccano le scuole di montagna: in Italia ci sono più di 10.000 classi con meno di 10 studenti. E’ indispensabile analizzare caso per caso i singoli istituti per verificare una razionalizzazione del sistema che eviti gli sprechi. Per questo é escluso che verranno chiuse le scuole di montagna e tutte quelle di rilevanza sociale.
- Anticipi a 2 anni e mezzo: Introdotti dalla riforma Moratti e abrogati dal governo Prodi, tornano per la scuola dell’infanzia.
- Più sezioni primavera: Il nuovo servizio educativo per bambini tra i due e i tre anni, attualmente a gestione regionale, viene confermato e implementato, con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il 2008-2009 e 50 milioni nel 2009-2010. E’ previsto che nelle aree montane possano essere accolti piccoli gruppi di bambini di 2-3 anni anche nelle scuole dell’infanzia. Il piano sarà di concerto con regioni e comuni.
- Maestro unico più inglese: Per le classi di scuola primaria a 24 ore a settimana sarà presente anche l’insegnante di inglese.
- Tempo pieno aumentato del 50%: Con il passaggio al maestro unico, nella scuola primaria ci saranno più docenti. L’insegnante unico ha un carico obbligatorio di lezioni di 24 ore settimanali a fronte del carico orario di 27 o 30 ore settimanali attuali dei docenti del modulo.
- Estensione degli istituti comprensivi: Il piano intende privilegiare, dove possibile, il modello degli istituti che uniscono sotto un’unica istituzione scolastica (e sotto un’unica presidenza) scuole dell’infanzia, elementari e medie.
- Meno ore alle superiori: Riduzione dell’orario negli istituti tecnici e professionali, che passeranno da 36 a 32 ore la settimana e nei licei classici, scientifici, linguistico e delle scienze umane (da 33 a 30 ore).
- Riduzione indirizzi studio alle superiori: Oggi sono circa 900, includendo le sperimentazioni nazionali e autonome. Si interverrà soprattutto negli istituti tecnici e professionali, eliminando le duplicazioni.
- Accorpamento classi concorso: L’intento è quello di semplificare e aumentare la flessibilità nell’impiego dei docenti.
- Più matematica e inglese al classico: La lingua straniera sarà insegnata in tutti e cinque gli anni di corso.
- Corsi di italiano per stranieri: Previsti sia corsi pomeridiani che ore di lezione la mattina.
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Commenti
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Il 21 Settembre 2008 alle 18:48 crid ha scritto:
Attualmente le ore settimanali al liceo scientifico sono 25 in prima, 27 in seconda, 28 in terza, 29 in quarta e 30 in quinta.
Leggo ora che la proposta del ministro e’ di ridurre le ore da 33 a 30 ore. Che ci sia qualcosa che non va?
Il 22 Settembre 2008 alle 4:32 s_s ha scritto:
In attesa di informarmi meglio sul resto, leggo con piacere l’estensione dell’inglese a tutti gli anni del Classico ed alle elementari, MA, non sarebbe il caso di ristrutturare radicalmente le metodologie di insegnamento e le ore a disposizione? L’Unione Europea e’ cosa fatta e noi italiani siamo tra quelli con l’Inglese piu’ scadente. Non si potrebbe focalizzare su comprensione-conversazione-scrittura? Allo scientifico facevo 4 ore di Inglese alla settimana, pur portando gli altri istituti su questi livelli, non credo siano sufficienti per imparare la lingua.
Il 2 Ottobre 2008 alle 20:39 In piazza contro il maestro unico. Ma in Europa è una prassi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Forte del suo piano, il ministro non si lascia scoraggiare: “Ci sono due Italia: una è per una scuola di qualità, degli insegnanti che vogliono essere pagati meglio ed è quella della maggioranza degli italiani. L’altra è quella di una piccola frangia che ha deciso di non guardare i problemi e preferisce protestare. Li lascio fare”, ha affermato, a margine di un convegno alla Luiss, commentando le manifestazioni di protesta. Per il ministro occorre, inoltre, ragionare “sulla possibilità di un modello di valutazione esterna, eventualmente affidata a un team di professionisti, che periodicamente visitino le scuole, adeguatamente accompagnato da processi di autovalutazione basati su modelli standardizzati e uniformi”. [...]
Il 3 Ottobre 2008 alle 3:14 SuccedeOggi » Blog Archive » In piazza contro il maestro unico. Ma in Europa è una prassi ha scritto:
[...] Forte del suo piano, il ministro non si lascia scoraggiare: “Ci sono due Italia: una è per una scuola di qualità, degli insegnanti che vogliono essere pagati meglio ed è quella della maggioranza degli italiani. L’altra è quella di una piccola frangia che ha deciso di non guardare i problemi e preferisce protestare. Li lascio fare”, ha affermato, a margine di un convegno alla Luiss, commentando le manifestazioni di protesta. Per il ministro occorre, inoltre, ragionare “sulla possibilità di un modello di valutazione esterna, eventualmente affidata a un team di professionisti, che periodicamente visitino le scuole, adeguatamente accompagnato da processi di autovalutazione basati su modelli standardizzati e uniformi”. [...]
Il 7 Ottobre 2008 alle 12:14 Riforma Gelmini, chiesta la fiducia. E riparte lo scontro » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il governo ha fretta e la scuola non può attendere: ecco perché l’esecutivo abbia voluto mettere la fiducia (la sesta della legislatura) sul decreto legge di riforma del sistema scolastico. Si parte questa sera (intorno alle 19.00), poi giovedì le dichiarazioni e il voto finale. Quindi il testo passerà al Senato. Alle proteste dell’opposizione che accusa il governo di “arroganza e sfascismo” risponde il ministro Mariastella Gelmini. “I tempi sono stretti e l’opposizione non è interessata ad un confronto nel merito ma soltanto a fare ostruzionismo” spiega il ministro. “I presupposti dell’urgenza ci sono tutti: l’emergenza sul fronte del bullismo, l’introduzione del voto in condotta e il ritorno nelle aule dell’educazione civica. Tutti provvedimenti urgenti”. E che il Paese non possa più aspettare è stato più volte ribadito anche dal premier, Silvio Berlusconi. Il pacchetto scuola del ministro Mariastella Gelmini - dal maestro unico alla non sostituzione di circa 150 mila insegnanti in tre anni passando per i ritorni al grembiule e al voto in condotta - scade il 31 ottobre. E con l’aria che tira fuori (con le quotidiane proteste davanti a Montecitorio con gli insegnanti che alzano manifesti-santino al ministro Gelmini “Santa ignoranza”) e dentro il palazzo (con l’opposizione che ha presentato una valanga di emendamenti e ha parlato di arroganza ed esproprio delle prerogative del Parlamento) meglio accelerare i tempi. Il provvedimento, presentato dal ministro dell’Istruzione a fine agosto, tra le principali novità, oltre all’abolizione del team di docenti nella scuola primaria, introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente, il ritorno dei voti, la sperimentazione dell’insegnamento di educazione civica (”Cittadinanza e Costituzione”), la disposizione che i testi scolastici “durino” almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Il provvedimento, fortemente contestato dall’opposizione, dai sindacati e anche da studenti e genitori, soprattutto per il timore che il ritorno del maestro unico si tradurrà, di fatto, in una riduzione del tempo pieno, ha subito alcune “correzioni” durante l’iter parlamentare, ma nella sostanza è rimasto immutato e dunque alle elementari, dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente, seppure affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. E per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento è previsto che si possa attingere, per l’anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Rispetto al testo iniziale è stata eliminata la bocciatura alle elementari per una sola insufficienza: nel testo approvato, infatti, si precisa che “nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”. Canta vittoria anche la Lega Nord. Nel testo originario del ministro Gelmini si prevedevano graduatorie provinciali per l’immissione in ruolo degli insegnanti delle elementari. Era stata apportata una modifica con il maxiemendamento che disponeva graduatorie nazionali. Il che avrebbe potuto consentire un accesso più facile dei candidati del sud nelle aree del nord. Ipotesi niente affatto gradita a Umberto Bossi. Così nella stesura finale si è tornati alle graduatorie provinciali. Resta invece immutato il salvataggio dei circa 11mila dell’ultimo corso delle scuole di specializzazione. Un’altra novità è il vincolo imposto dal ministro Tremonti sui fondi che verranno destinati all’edilizia scolastica e alla messa in sicurezza di tutti gli istituti: l’ultima parola spetterà sempre e comunque al ministero dell’Economia. Per il resto, l’impianto del piano Gelmini è quello noto: torna il voto in decimi per l’esame di terza media (archiviando i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi): “l’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno”. Si introduce l’impegno a tener conto, nella valutazione del rendimento scolastico, dei disturbi specifici di apprendimento e delle disabilità degli alunni. È stata anche introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Come anticipato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi vengono, infine, destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 mln di euro) all’edilizia scolastica. È stato inserito, infatti, un articolo (il 7 bis) relativo proprio ai provvedimenti per la sicurezza delle scuole. [...]
Il 7 Ottobre 2008 alle 12:24 SuccedeOggi » Blog Archive » Riforma Gelmini, chiesta la fiducia. E riparte lo scontro ha scritto:
[...] Il governo ha fretta e la scuola non può attendere: ecco perché l’esecutivo abbia voluto mettere la fiducia (la sesta della legislatura) sul decreto legge di riforma del sistema scolastico. Si parte questa sera (intorno alle 19.00), poi giovedì le dichiarazioni e il voto finale. Quindi il testo passerà al Senato. Alle proteste dell’opposizione che accusa il governo di “arroganza e sfascismo” risponde il ministro Mariastella Gelmini. “I tempi sono stretti e l’opposizione non è interessata ad un confronto nel merito ma soltanto a fare ostruzionismo” spiega il ministro. “I presupposti dell’urgenza ci sono tutti: l’emergenza sul fronte del bullismo, l’introduzione del voto in condotta e il ritorno nelle aule dell’educazione civica. Tutti provvedimenti urgenti”. E che il Paese non possa più aspettare è stato più volte ribadito anche dal premier, Silvio Berlusconi. Il pacchetto scuola del ministro Mariastella Gelmini - dal maestro unico alla non sostituzione di circa 150 mila insegnanti in tre anni passando per i ritorni al grembiule e al voto in condotta - scade il 31 ottobre. E con l’aria che tira fuori (con le quotidiane proteste davanti a Montecitorio con gli insegnanti che alzano manifesti-santino al ministro Gelmini “Santa ignoranza”) e dentro il palazzo (con l’opposizione che ha presentato una valanga di emendamenti e ha parlato di arroganza ed esproprio delle prerogative del Parlamento) meglio accelerare i tempi. Il provvedimento, presentato dal ministro dell’Istruzione a fine agosto, tra le principali novità, oltre all’abolizione del team di docenti nella scuola primaria, introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente, il ritorno dei voti, la sperimentazione dell’insegnamento di educazione civica (”Cittadinanza e Costituzione”), la disposizione che i testi scolastici “durino” almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Il provvedimento, fortemente contestato dall’opposizione, dai sindacati e anche da studenti e genitori, soprattutto per il timore che il ritorno del maestro unico si tradurrà, di fatto, in una riduzione del tempo pieno, ha subito alcune “correzioni” durante l’iter parlamentare, ma nella sostanza è rimasto immutato e dunque alle elementari, dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente, seppure affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. E per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento è previsto che si possa attingere, per l’anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Rispetto al testo iniziale è stata eliminata la bocciatura alle elementari per una sola insufficienza: nel testo approvato, infatti, si precisa che “nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”. Canta vittoria anche la Lega Nord. Nel testo originario del ministro Gelmini si prevedevano graduatorie provinciali per l’immissione in ruolo degli insegnanti delle elementari. Era stata apportata una modifica con il maxiemendamento che disponeva graduatorie nazionali. Il che avrebbe potuto consentire un accesso più facile dei candidati del sud nelle aree del nord. Ipotesi niente affatto gradita a Umberto Bossi. Così nella stesura finale si è tornati alle graduatorie provinciali. Resta invece immutato il salvataggio dei circa 11mila dell’ultimo corso delle scuole di specializzazione. Un’altra novità è il vincolo imposto dal ministro Tremonti sui fondi che verranno destinati all’edilizia scolastica e alla messa in sicurezza di tutti gli istituti: l’ultima parola spetterà sempre e comunque al ministero dell’Economia. Per il resto, l’impianto del piano Gelmini è quello noto: torna il voto in decimi per l’esame di terza media (archiviando i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi): “l’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno”. Si introduce l’impegno a tener conto, nella valutazione del rendimento scolastico, dei disturbi specifici di apprendimento e delle disabilità degli alunni. È stata anche introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Come anticipato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi vengono, infine, destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 mln di euro) all’edilizia scolastica. È stato inserito, infatti, un articolo (il 7 bis) relativo proprio ai provvedimenti per la sicurezza delle scuole. [...]
Il 17 Ottobre 2008 alle 10:25 Il mese caldo della scuola: la piazza strepita, Berlusconi rassicura » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La protesta più originale? Al liceo classico Minghetti di Bologna: giovedì mattina hanno preso banchi e sedie e li hanno portati fino a piazza del Nettuno, per due ore di lezione all’aperto.E oggi è la volta dello sciopero dei Cobas della scuola, che scenderanno in piazza a Roma con una manifestazione nazionale: nel mirino delle proteste, l’adozione del maestro unico e la revoca del tempo pieno, il taglio agli organici e agli orari di lezione, il blocco del turnover, la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri. Ma occupazioni e autogestioni contro la riforma dell’istruzione voluta dal ministro Mariastella Gelmini continuano in tutta Italia. Insomma querelle sulla scuola non accenna a placarsi. E deve scendere in campo Berlusconi in persona a rassicurare le famiglie: il tempo pieno non sarà toccato, ma anzi aumenterà fino al 60%. Mentre resta accesa la polemica sulle classi differenziate per gli studenti immigrati proposte dalla Lega, genitori e insegnanti, all’indomani della “Notte bianca” di protesta organizzata in tante scuole d’Italia (criticata dal presidente del Veneto Galan che vorrebbe addebitare ai manifestanti la bolletta della luce consumata per tenere aperti fino a tardi gli istituti coinvolti) continuano a far sentire la loro voce contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Provvedimenti che, dicono: “colpiscono la qualità della didattica, mettono in discussione posti di lavoro, portano con sè un impoverimento della scuola pubblica”. Oggi i Cobas portano in piazza migliaia di persone, lo stesso faranno il 30 ottobre sindacati confederali, Gilda e Snals. [...]
Il 17 Ottobre 2008 alle 10:44 SuccedeOggi » Blog Archive » Il mese caldo della scuola: la piazza strepita, Berlusconi rassicura ha scritto:
[...] La protesta più originale? Al liceo classico Minghetti di Bologna: giovedì mattina hanno preso banchi e sedie e li hanno portati fino a piazza del Nettuno, per due ore di lezione all’aperto.E oggi è la volta dello sciopero dei Cobas della scuola, che scenderanno in piazza a Roma con una manifestazione nazionale: nel mirino delle proteste, l’adozione del maestro unico e la revoca del tempo pieno, il taglio agli organici e agli orari di lezione, il blocco del turnover, la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri. Ma occupazioni e autogestioni contro la riforma dell’istruzione voluta dal ministro Mariastella Gelmini continuano in tutta Italia. Insomma querelle sulla scuola non accenna a placarsi. E deve scendere in campo Berlusconi in persona a rassicurare le famiglie: il tempo pieno non sarà toccato, ma anzi aumenterà fino al 60%. Mentre resta accesa la polemica sulle classi differenziate per gli studenti immigrati proposte dalla Lega, genitori e insegnanti, all’indomani della “Notte bianca” di protesta organizzata in tante scuole d’Italia (criticata dal presidente del Veneto Galan che vorrebbe addebitare ai manifestanti la bolletta della luce consumata per tenere aperti fino a tardi gli istituti coinvolti) continuano a far sentire la loro voce contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Provvedimenti che, dicono: “colpiscono la qualità della didattica, mettono in discussione posti di lavoro, portano con sè un impoverimento della scuola pubblica”. Oggi i Cobas portano in piazza migliaia di persone, lo stesso faranno il 30 ottobre sindacati confederali, Gilda e Snals. [...]
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