Processo Mills: così Chiara diventò legale del premier, per un’ora

Chiara Zardi, 28 anni, avvocato da meno di due anni
Si chiama Chiara Zardi, 28 anni, ed è avvocato da meno di due anni. E per poco più di un’ora è stata il più giovane avvocato che abbia mai difeso Silvio Berlusconi. Già, perché, vista l’impossibilità da parte degli avvocati Ghedini e Longo a essere in aula perché impegnati in Commissione Giustizia in Senato e Camera e poiché, in loro rappresentanza, era presente solo un praticante non abilitato, l’avvocato Zardi è stata rintracciata tramite il call-center degli avvocati d’ufficio. “C’è da difendere un cliente un po’ particolare”, le è stato detto e lei, scusandosi perché non aveva con sé la toga, si è presentata in aula e ha fatto l’unica cosa che poteva fare: chiedere dei termini a difesa per esaminare la situazione.Dopodiché, si è associata nella richiesta di rinvio dell’udienza per legittimo impedimento dei difensori titolari. Chiara Zardi non è parsa affatto intimorita. “Non credo che Berlusconi mi terrà come avvocato. Ha altri difensori, sono comunque contenta di aver prestato la mia collaborazione”. Anche se quando le hanno detto di cosa si trattava credeva “fosse uno scherzo”. Ventotto anni, legale dell’associazione dei consumatori Assoutenti, capelli lunghi e frangetta, viso da ragazzina, tailleur nero con pantaloni, al suo arrivo in aula ha deciso di chiedere i termini a difesa. Incassato il rinvio, dal momento che la corte ha riconosciuto il legittimo impedimento dei due avvocati parlamentari, Chiara Zardi ha lasciato l’aula ed è tornata alla sua attività in tribunale, tra udienze, cancellerie e appuntamenti.
Quindi l’udienza, per legittimo impedimento degli avvocati difensori, è stata rinviata. Proseguirà il prossimo 27 settembre.

L’udienza era infatti cominciata ma era stata subito sospesa per consentire la nomina di un legale iscritto alle liste degli avvocati d’ufficio in quanto, assenti Ghedini e Longo, Berlusconi era rappresentato in aula da un praticante non abilitato.
Poco prima che i giudici prendessero la loro decisione in camera di consiglio, il pm titolare dell’inchiesta, Fabio De Pasquale, si era opposto alla richiesta di rinvio. “Mi chiedo se il comportamento di Berlusconi sia in linea con la leale collaborazione costituzionale e il dovere di far in modo che il processo si svolga indicati da giurisprudenza costituzionale”, aveva detto De Pasquale. Al centro del processo, che ha preso il via nel marzo 2007, c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza.

La replica di Niccolò Ghedini non si fa attendere: “Il pm si assume le responsabilità di quello che dice” ha detto stizzito Ghedini, interpellato a margine della seduta della commissione Giustizia di Montecitorio dove l’esponente del Pdl ha avanzato una proposta di modifica al ddl intercettazioni. “Noi” fa sapere l’avvocato del premier “abbiamo dato comunicazione martedì scorso del nostro impedimento. In questo processo non abbiamo dato mai impedimenti, ma questa mattina era importante che illustrassi una novità importante in tema di intercettazioni. Il professor Longo invece era impegnato al Senato. Avevamo chiesto di spostare l’udienza a lunedì, più leale collaborazione di così…”. Peraltro, ha ricordato Ghedini, “stiamo parlando di un processo sospeso ex lege (in base al Lodo Alfano) ma siccome siamo a Milano i pm fanno quello che vogliono e quindi l’udienza si deve tenere lo stesso. È il tribunale di Milano a dover avere leale collaborazione…”.

Commenti

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Il 19 Settembre 2008 alle 18:02 informazione ha scritto:

E chi se ne frega??

Il 19 Settembre 2008 alle 19:18 La “giornata di ordinaria follia” di Chiara, il più giovane legale di Berlusconi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “È successo tutto intorno alle 10. Squilla il telefono, rispondo e dall’altra parte c’è la Cancelleria della X Sezione del Tribunale di Milano. Mi dicono che c’è da difendere un cliente un po’ particolare: Silvio Berlusconi. E io, come difensore di turno, non ho avuto esitazioni: ho subito detto sì. Senza pensarci troppo, mi sono buttata. Ed è andata bene”. La racconta così, Chiara Zardi, milanese, 28 anni, avvocatessa da quasi due, la sua “giornata di ordinaria follia”, come lei stessa definisce la mattinata in cui si è trovata a sostituire, nel caso Mills, i legali del Cavaliere, Nicolò Ghedini e Piero Longo che nei giorni scorsi avevano fatto sapere di non poter presenziare, perché impegnati alla Camera. E non ha tradito emozione e paura. Sentimenti che, dice, è riuscita a lasciare fuori anche dall’aula. “In realtà all’inizio ho pensato a uno scherzo. Ma la voce ferma della Cancelliera mi ha fatto capire che non era così. D’altronde può succedere che si ricorra a un difensore d’ufficio. Anche se mi sorprende un po’ che stavolta ad averne bisogno fosse il presidente del Consiglio”. Dicono che durante l’udienza si sia comportata bene… Credo di sì. È stata un’udienza molto formale, durata circa due ore. C’era una cosa sola che potevo fare e l’ho fatta: chiedere dei termini a difesa per esaminare la situazione. Quindi ho richiesto il rinvio dell’udienza per legittimo impedimento dei difensori titolari (rinvio ottenuto: la prossima udienza è stata fissata per il 27 settembre, ndr). Solo un po’ d’apprensione all’arrivo al Palazzo di Giustizia, con la folla di giornalisti e fotografi che mi aspettava. Ma dentro è andato tutto liscio. Non è stato il suo debutto in un aula, vero? No. Faccio il difensore d’ufficio da quand’ero praticante. Non ho una grande esperienza ma essendo civilista e penalista di casi ne ho già visti e vissuti. La sua biografia, ora che è diventata “famosa”, è diventata pubblica. E recita che lei lavora per l’associazione dei consumatori Assoutenti Non è corretto. Per loro faccio la consulente. Collaboro invece per lo studio milanese Turra. E se Berlusconi le chiedesse di restare? Credo di essere ancora troppo giovane. I legali del premier hanno un’esperienza che io ancora mi sogno. Comunque continuerò a occuparmi del caso. Ma solo per interesse personale. Parteciperò alle udienze da spettatrice. Capelli lunghi e frangetta, viso da ragazzina che sa il fatto suo. Ha già bruciato parecchie tappe. Che studi ha fatto? Scientifico prima e poi laurea alla Statale di Milano. Infine due anni di praticantato. Percorso classico, insomma. Anche se al primo anno di università mi è balenata l’idea di impiegarmi nel giornalismo. E da due anni esercita. Adesso che per un giorno è stata il difensore più giovane del Cavaliere la sua parcella lieviterà? Non credo proprio che mi farò pagare di più. Il premier si è fatto sentire dopo l’udienza? No. Ma mi sembra che in questi giorni abbia altro a cui pensare. Chi l’ha chiamata allora? Parenti, amici, il fidanzato? … Ce l’ha il fidanzato? Non rispondo. Abbottonata. Riproviamo: per chi ha votato? Anche a questo non rispondo. Ho capito, non vuole rispondere a domande sulla sua vita privata… Ok, qualcosa posso svelare: tifo Inter, mi piace correre (da giovane facevo atletica) e non guardo molto la televisione perché spesso mi porto il lavoro a casa. E “da grande” cosa vuole fare? Ovviamente l’avvocato. Ma con uno studio tutto mio. [...]

Il 19 Settembre 2008 alle 22:12 In tribunale scegli tu quando andarci, con piccole e comode strategie... | YouNews ha scritto:

[...] Ma perchè il processo non doveva cominciare? Di cosa aveva paura il Presidente? Al centro del processo, che ha preso il via nel marzo 2007, c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza. (Panorama) [...]

Il 22 Settembre 2008 alle 19:46 RUOTOLO GIUSEPPE ha scritto:

ZIONE dice : a proposito della schifezza del mancato rinvio di un Processo Presidenziale, evidentemente il Presidente viene considerato meno di niente; proprio da qualcuno che per vari motivi, dovrebbe essere più ossequiente, almeno all’Autorità dello Stato, dallo stesso egregiamente rappresentata; non fosse altro che per rispetto alle leggi dell’Etica, o saper vivere, che dir si vuole, giacchè non va dimenticato che a quella Importante Funzione lo ha chiamato la stragrande maggioranza degli Italiani; per cui uno sgarbo fatto a lui, equivale a decine di milioni di scostumatezze fatte al Popolo.
Pertanto, quando al Dottor Berlusconi viene negato un diritto che solitamente viene elargito copiosamente e senza formalità anche all’ultimo dei cittadini ed ancora più spesso, il rinvio di un processo giunge inatteso ed in continuazione, tanto è vero che parecchi procedimenti vengono archiviati per sopravvenuto “defungimento” dell’interessato a causa di sopraggiunta tarda età, allora bisogna ben riflettere e quindi convenire sulla necessità di un’urgente quanto Profonda Riforma della materia afferente il razzolamento politico di qualche leguleio, che sarà così costretto a praticare luoghi più adatti alle proprie frequentazioni.
C’è solo da sperare che i lagni di qualche disonesto che sarà doverosamente castigato, non arrivino in Cielo, perchè da Lassù hanno già mandato a dire che hanno le balle piene e pertanto
non ce la fanno più a sentirli. Amen.

Il 24 Settembre 2008 alle 13:55 j0rd109 ha scritto:

“Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza.”

Mills avrebbe respinto le accuse?! Uhm. E della lettera scritta al suo commercialista, che cosa dite, redazione?! Nella lettera, il signor Mills parla di edge fund del valore di 600mila dollari, ricevuti “in cambio delle mie testimonianze nelle quali superavo tornanti pericolosi per salvare Mr. B”.

Ma questo è solo a titolo di smentita del revisionismo della realtà inserito con malcelata falsa non curanza nell’articolo, per non destare troppi sospetti.

Parliamo del fatto che Ghedini si lamenta di una sleale collaborazione da parte del tribunale di Milano, “dove i giudici fanno un po’ come vogliono”. Bene, il signor Ghedini dice che loro (gli avvocati del signor Berlusconi avevano ‘dato comunicazione martedì scorso dell’impedimento’ a presiedere l’udienza fissata però già da Luglio.

Ora, non voglio entrare nel merito degli impegni parlamentari del signor Ghedini -che collabora con i colleghi Longo, Pecorella e Vaccarella nella difesa dell’attuale presidente del consiglio- ma visto che di venerdì normalmente il parlamento è chiuso alle consultazioni, perchè è stata fissata proprio QUEL VENERDì, la consulta per l’enunciazione delle importanti disposizioni in materia di intercettazioni inserite nella manovra da lui ideata?!

Non avrebbero fatto prima a spostarla in normale giornata lavorativa parlamentare?!

Già, chissà perchè.

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