Clandestini, naufragio nel mare di Malta: decine le vittime

Un barcone con i clandestini

Nuova tragedia dell’immigrazione al largo di Malta. La Marina della Valletta ha individuato “tra i sei e gli otto cadaveri” di clandestini a circa 64 chilometri dalla costa meridionale dell’isola. I corpi non sono stati ancora recuperati a causa del maltempo, ha spiegato un portavoce dell’esercito maltese alla France Presse.
Secondo il quotidiano locale L-Orizont, le vittime del naufragio, avvenuto nel fine settimana, sarebbero invece 35. Il giornale ha riferito che venerdì scorso un elicottero tedesco appartenente alla missione Ue Frontex aveva avvistato una imbarcazione con numerose persone a bordo. Subito erano intervenuti un aereo militare e una motovedetta maltesi, ma le ricerche, rese difficili dal maltempo, non avevano prodotto alcun esito. Soltanto ieri sera, l’incrociatore Argo della Marina francese ha avvistato i cadaveri, dopo la segnalazione di un aereo lussemburghese Frontex.
Dopo l’avvistamento dell’elicottero, nonostante il mare grosso e i venti forti, un aereo militare e una motovedetta della marina maltese hanno condotto una ricerca nella stessa zona indicata, ma il barcone non è stato trovato. Le ricerche sono proseguite sabato scorso per tutta la giornata ma senza successo. A causa del maltempo, le ricerche sono state sospese tra domenica e lunedì, ed è stato solo ieri sera che l’incrociatore francese ha avvistato i corpi. Prima del tramonto, un aereo lussemburghese della missione Frontex ha segnalato l’avvistamento di altri cadaveri in mare.
Le autorità della Valletta da tempo chiedono maggiore aiuto a Bruxelles nella gestione dell’afflusso di clandestini, aumentato del 30% rispetto allo scorso anno. Secondo gli ultimi dati ufficiali i migranti che hanno tentato tra gennaio e agosto di raggiungere l’isola, prima tappa verso l’Europa, sono stati 2.289, contro i 1.379 dello stesso periodo del 2007.

Medici senza frontiere (Msf) Italia ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel canale di Sicilia - il braccio di mare situato nel Mare Mediterraneo tra la Sicilia e la Tunisia - durante i primi sei mesi di quest’anno, dopo i 500 nel 2007. Secondo il bilancio dell’associazione Fortress Europa, che ha sede in Italia, dal 1988 il bilancio sarebbe di 12.566 morti e di 4.646 dispersi nel canale di Sicilia.

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Il 29 Settembre 2008 alle 14:55 Dalla Puglia partono le nuove rotte dei clandestini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’ultima tragedia del mare risale a pochi giorni fa. Decine di vittime a largo di Malta, l’ennesimo naufragio nelle acque del Mediterraneo. Ma gli sbarchi non si fermano, anzi si intensificano sulle coste italiane, in particolare verso la Puglia, tornata ad essere la meta privilegiata per i clandestini. Quaranta albanesi, tra loro 5 minori e 7 donne, sono stati intercettati nel leccese. Gli scafisti sono riusciti a fuggire. Altri sei a Brindisi, afgani e iracheni, nascosti nel rimorchio di un autoarticolato sbarcato da un traghetto di linea proveniente dalla Grecia e scoperti, nel corso di due distinte operazioni di controllo delle merci in transito nel porto, dai funzionari dell’Ufficio delle dogane, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza. Sale così a 174 il numero complessivo dei clandestini fermati quest’anno dai funzionari doganali in servizio presso il porto di Brindisi, come spiega a Panorama.it l’ufficio di segreteria, comunicazione e relazioni esterne dell’Agenzia delle dogane. Per uno di questi, il viaggio della speranza si è trasformato in tragedia lo scorso 12 settembre. Il clandestino è morto nel cassone di un autotreno nel quale si era nascosto insieme con altre due persone per entrare illegalmente in Italia. L’automezzo era imbarcato su un traghetto giunto a Brindisi dalla Grecia. Altri quarantaquattro clandestini, di origine afgana, sono stati rintracciati qualche giorno fa intorno a Fasano, paese al confine tra le province di Brindisi e Bari. Escluse le modalità di uno sbarco sulla costa, è molto più probabile, invece, che i clandestini possano essersi nascosti all’interno di qualche tir giunto dalla Grecia nel porto di Brindisi. Eluso il controllo, riferiscono i carabinieri della locale stazione, avrebbero seguito un piano che avrebbe permesso loro di proseguire il loro cammino verso nord. All’altezza di Fasano, molto probabilmente, sono stati fatti scendere e di qui è iniziata la loro avventura a piedi. “Era da circa quindici anni, dal periodo dello sbarco degli albanesi, che in città non si verificava un fenomeno del genere di tale portata. In diverse occasioni siamo riusciti a fermare cittadini extracomunitari giunti clandestinamente sulla costa fasanese, ma mai in quantità così rilevanti”, dice un carabiniere del comando provinciale a Panorama.it. Numeri che si sommano a quelli di Bari. Secondo quanto riferito dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari, nei soli quattro mesi estivi, sono stati rimpatriati 230 clandestini, prevalentemente afgani e iracheni, viaggiavano per lo più nascosti all’interno di autocarri telonati, imbarcati sulle navi o nascosti nel vano carico dei tir. L’Ufficio delle dogane di Bari ha installato un’apparecchiatura scanner capace di analizzare ai raggi x i camion in uscita dalle navi. Nei primi sei mesi del 2008 almeno 62 rifugiati sono stati scoperti in questo modo. “C’è sicuramente un ritorno dei clandestini verso le coste pugliesi, ma è presto per parlare di emergenza – spiegano a Panorama.it dall’ufficio immigrazione della Caritas – Le diocesi pugliesi e i nostri volontari, che vivono questo problema in prima linea ormai da molti anni, non hanno avuto particolari segnalazioni e la regione è ancora sotto il livello di guardia. Bisogna comunque vigilare per evitare di arrivare a scene, come all’inizio degli anni ’90, quando il Salento, Brindisi e Bari erano meta giornaliera di migliaia di sbarchi di clandestini, principalmente albanesi”. Cambia la tipologia di arrivo: non più sbarchi, ma nascosti nei camion che arrivano sulle navi. Sono per lo più curdi e afgani, ma anche pakistani e iracheni, scelgono la Puglia, spesso solo come via di transito verso il nord Europa: l’Inghilterra o i Paesi scandinavi. Quando il camion esce dal porto, iniziano a battere pugni sul cassone e chiedono agli autisti, spesso ignari del carico umano, di aprire i portelloni senza fare storie. E fuggono, con la speranza di non essere scoperti e rimpatriati. [...]

Il 29 Settembre 2008 alle 19:46 Dalla Puglia partono le nuove rotte dei clandestini | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] L’ultima tragedia del mare risale a pochi giorni fa. Decine di vittime a largo di Malta, l’ennesimo naufragio nelle acque del Mediterraneo. Ma gli sbarchi non si fermano, anzi si intensificano sulle coste italiane, in particolare verso la Puglia, tornata ad essere la meta privilegiata per i clandestini. Quaranta albanesi, tra loro 5 minori e 7 donne, sono stati intercettati nel leccese. Gli scafisti sono riusciti a fuggire. Altri sei a Brindisi, afgani e iracheni, nascosti nel rimorchio di un autoarticolato sbarcato da un traghetto di linea proveniente dalla Grecia e scoperti, nel corso di due distinte operazioni di controllo delle merci in transito nel porto, dai funzionari dell’Ufficio delle dogane, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza. Sale così a 174 il numero complessivo dei clandestini fermati quest’anno dai funzionari doganali in servizio presso il porto di Brindisi, come spiega a Panorama.it l’ufficio di segreteria, comunicazione e relazioni esterne dell’Agenzia delle dogane. Per uno di questi, il viaggio della speranza si è trasformato in tragedia lo scorso 12 settembre. Il clandestino è morto nel cassone di un autotreno nel quale si era nascosto insieme con altre due persone per entrare illegalmente in Italia. L’automezzo era imbarcato su un traghetto giunto a Brindisi dalla Grecia. Altri quarantaquattro clandestini, di origine afgana, sono stati rintracciati qualche giorno fa intorno a Fasano, paese al confine tra le province di Brindisi e Bari. Escluse le modalità di uno sbarco sulla costa, è molto più probabile, invece, che i clandestini possano essersi nascosti all’interno di qualche tir giunto dalla Grecia nel porto di Brindisi. Eluso il controllo, riferiscono i carabinieri della locale stazione, avrebbero seguito un piano che avrebbe permesso loro di proseguire il loro cammino verso nord. All’altezza di Fasano, molto probabilmente, sono stati fatti scendere e di qui è iniziata la loro avventura a piedi. “Era da circa quindici anni, dal periodo dello sbarco degli albanesi, che in città non si verificava un fenomeno del genere di tale portata. In diverse occasioni siamo riusciti a fermare cittadini extracomunitari giunti clandestinamente sulla costa fasanese, ma mai in quantità così rilevanti”, dice un carabiniere del comando provinciale a Panorama.it. Numeri che si sommano a quelli di Bari. Secondo quanto riferito dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari, nei soli quattro mesi estivi, sono stati rimpatriati 230 clandestini, prevalentemente afgani e iracheni, viaggiavano per lo più nascosti all’interno di autocarri telonati, imbarcati sulle navi o nascosti nel vano carico dei tir. L’Ufficio delle dogane di Bari ha installato un’apparecchiatura scanner capace di analizzare ai raggi x i camion in uscita dalle navi. Nei primi sei mesi del 2008 almeno 62 rifugiati sono stati scoperti in questo modo. “C’è sicuramente un ritorno dei clandestini verso le coste pugliesi, ma è presto per parlare di emergenza – spiegano a Panorama.it dall’ufficio immigrazione della Caritas – Le diocesi pugliesi e i nostri volontari, che vivono questo problema in prima linea ormai da molti anni, non hanno avuto particolari segnalazioni e la regione è ancora sotto il livello di guardia. Bisogna comunque vigilare per evitare di arrivare a scene, come all’inizio degli anni ’90, quando il Salento, Brindisi e Bari erano meta giornaliera di migliaia di sbarchi di clandestini, principalmente albanesi”. Cambia la tipologia di arrivo: non più sbarchi, ma nascosti nei camion che arrivano sulle navi. Sono per lo più curdi e afgani, ma anche pakistani e iracheni, scelgono la Puglia, spesso solo come via di transito verso il nord Europa: l’Inghilterra o i Paesi scandinavi. Quando il camion esce dal porto, iniziano a battere pugni sul cassone e chiedono agli autisti, spesso ignari del carico umano, di aprire i portelloni senza fare storie. E fuggono, con la speranza di non essere scoperti e rimpatriati. [...]

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