“Sono stata un’ingenua a sottovalutare un incontro avuto con Paolo Glisenti, il 21 novembre 2007. Mi ha accolto nel suo ufficio con un plico di fogli. ‘Tu parli a gogò su tutto’, mi disse. In giallo aveva sottolineato quelle che riteneva fossero le mie sbavature rispetto alla linea di Letizia Moratti. Non pensavo che il consulente del sindaco fosse, in realtà, il suo controllore politico”.
Tiziana Maiolo, l’ex assessore alle Attività produttive del Comune di Milano, appena rimossa dal sindaco Moratti, accusa il consulente di Palazzo Marino, Glisenti, di essere il vero responsabile della sua rimozione. E nell’intervista a Panorama, pubblicata sul numero in edicola da venerdì 26 settembre, rincara: “Quale leader insiste tanto su un solo collaboratore? Ho capito perché: Glisenti è la sua roccia, la protegge come sotto una teca di cristallo e tiene per sé le scocciature. Lei ha fiducia totale in lui: ecco perché lo vuole come plenipotenziario dell’Expo”.
Nell’intervista a Panorama Maiolo parla anche di ragioni politiche: “Il sindaco mi ha cacciato infischiandosene del fatto che sono un esponente di Forza Italia, prima eletta, con 5 mila preferenze, dopo Silvio Berlusconi. Colpendo me Moratti ha manifestato il suo disprezzo verso il partito con cui forse ha qualche frizione sull’Expo”.
- Giovedì 25 Settembre 2008
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