Processo Mediaset, uno dei pm: “Il lodo Alfano è incostituzionale”

Angelino Alfano
“Il lodo Alfano è incostituzionale”. È questa la posizione del pm milanese Fabio De Pasquale al processo che vede imputato, fra gli altri, il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il pm ha cheisto quindi ai giudici di mandare gli atti alla Corte costituzionale per dichiarare la nullità della norma entrata in vigore il 26 luglio scorso per tutelare la alte cariche dello Stato. Lo stesso pm chiede ai giudici di dichiarare la sospensione del processo solo per l’imputato Berlusconi e di procedere oltre per gli altri 11 imputati.

Secondo il pm il lodo Alfano è costituzionalmente illegittimo sotto svariati profili. Per il rappresentante dell’accusa, tra le altre cose rimarrebbero irrisolti svariati problemi che la Corte Costituzionale pose nel 2004 quando dichiarò illegittimo in parte il cosidetto lodo Schifani-Maccanico sempre riguardante la sospensione del processo per le più alte cariche dello stato. Nel lodo Alfano, tra le altre cose, non vi sarebbe “una definizione del concetto di alte cariche nel corpo della legge”, il riferimento è invece solo nel titolo.
Sempre stando al pm il lodo Alfano contrasta con la Costituzione in relazione al articolo 3, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il riferimento è alla irragionevolezza perché il lodo sospende i processi per tutti i reati e automaticamente senza considerare la fase in cui si trovano i procedimenti. Un altro riferimento del pm è al trattamento diverso tra il presidente del Consiglio e i ministri e al trattamento sempre diverso tra i presidenti delle Camere da una parte e deputati e senatori dall’altra. Infine il rappresentante dell’accusa ha ricordato che al lodo Alfano si è arrivati con una legge ordinaria e non con una legge di revisione costituzionale.

È toccato a Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi, replicare all’eccezione di incostituzionalità presentata da De Pasquale, spiegando che il Lodo rispetta la Costituzione e citando anche le dichiarazioni che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fece all’indomani della sua approvazione, il 28 luglio scorso.
L’avvocato del premier ha ricordato che in quella occasione il capo dello Stato spiegò che nel promulgare la norma aveva tenuto in considerazione come “unico punto di riferimento” la sentenza della consulta del gennaio 2004, lasciando “ogni altra valutazione alla polizia”. Proprio la conformità del lodo Alfano rispetto ai rilievi mossi dalla Corte Costituzionale, che nel gennaio 2004 bocciò il lodo Schifani-Maccanico, è stata al centro degli interventi di Ghedini e Piero Longo. Longo ha concluso chiedendo ai giudici della prima sezione penale di ritenere “infondata e non rilevante” l’obiezione di costituzionalità del pubblico ministero.

I giudici della prima sezione del tribunale si sono riuniti in camera di consiglio per decidere sull’eccezione di costituzionalità del lodo Alfano. I giudici dovranno anche decidere, qualora non accogliessero l’eccezione e decidessero di applicare il lodo Alfano, su una richiesta di stralcio della posizione di Berlusconi da quella degli altri imputati. Il presidente della prima sezione, Edoardo D’Avossa, non è stato in grado di dare dei tempi per la decisione.

Commenti

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Il 26 Settembre 2008 alle 17:17 ppx ha scritto:

P.M. - Desidera la “luce della ribalta” è un PM perseguitato da protagonismo (sicuramente dipietrista)

Il 27 Settembre 2008 alle 2:36 informazione ha scritto:

Costituzione Italiana: Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Il 2 Ottobre 2008 alle 20:07 Disse: “Lodo Alfano è criminogeno”. Il Csm apre un fascicolo sul pm De Pasquale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Due giorni fa il ministro della Giustizia Angelino Alfano aveva invocato un’iniziativa del Csm sul pm di Milano Fabio De Pasquale, colpevole di aver definito “criminogeno” il Lodo che porta il nome del Guardasigilli e che garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. E su questo aveva avuto un secco scambio di battute con il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Oggi il Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli, riunito d’urgenza, ha autorizzato l’apertura di un fascicolo sul magistrato, accogliendo la richiesta avanzata in mattinata dai consiglieri del Pdl Gian Franco Anedda e Michele Saponara. E lo ha affidato alla Prima Commissione. Secondo la richiesta dei due laici, l’indagine del Csm dovrà verificare se per De Pasquale non si sia determinata una situazione di incompatibilità ambientale o funzionale; cioè se non sia il caso di trasferirlo d’ufficio da Milano o dalle sue funzioni di pubblico ministero. Sotto esame finisce anche il presidente del tribunale per i minorenni ed ex sindaco di Genova Adriano Sansa, che in una pubblica assemblea qualche giorno fa ha definito Berlusconi “primo ministro piduista circondato da persone che servono lui e non lo Stato”, e indicato quale “unico titolo di merito” del ministro Alfano il fatto di essere “un fedelissimo del premier”: anche per lui su richiesta degli stessi consiglieri del Pdl è stato aperto un fascicolo. De Pasquale aveva definito “criminogeno” il Lodo Alfano quando al processo Mediaset, che vede imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la compravendita di diritti televisivi, aveva sollevato l’eccezione di costituzionalità sulla legge. E per questo era finito sotto gli strali del ministro: “È inaccettabile che un pubblico ministero in pubblica udienza definisca ‘criminogena’ una legge dello Stato”, aveva tuonato Alfano. La pensano così anche Anedda e Saponara che giudicano le parole di De Pasquale, come pure quelle di Sansa, “lesive del prestigio delle più alte cariche dello Stato e delle istituzioni costituzionali”; si tratta di dichiarazioni - scrivono nella loro richiesta - che “vanno ben al di là dei giudizi critici consentiti dalla libertà di espressione e coinvolgono con concetti e parole denigratori cariche e organi costituzionali”. Di tutti i due casi la Prima Commissione comincerà a occuparsi lunedì assicura il presidente Ugo Bergamo, che ritiene un ‘’passaggio obbligato’’ l’audizione dei magistrati interessati. [...]

Il 3 Ottobre 2008 alle 3:13 SuccedeOggi » Blog Archive » Disse: “Lodo Alfano è criminogeno”. Il Csm apre un fascicolo sul pm De Pasquale ha scritto:

[...] Due giorni fa il ministro della Giustizia Angelino Alfano aveva invocato un’iniziativa del Csm sul pm di Milano Fabio De Pasquale, colpevole di aver definito “criminogeno” il Lodo che porta il nome del Guardasigilli e che garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. E su questo aveva avuto un secco scambio di battute con il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Oggi il Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli, riunito d’urgenza, ha autorizzato l’apertura di un fascicolo sul magistrato, accogliendo la richiesta avanzata in mattinata dai consiglieri del Pdl Gian Franco Anedda e Michele Saponara. E lo ha affidato alla Prima Commissione. Secondo la richiesta dei due laici, l’indagine del Csm dovrà verificare se per De Pasquale non si sia determinata una situazione di incompatibilità ambientale o funzionale; cioè se non sia il caso di trasferirlo d’ufficio da Milano o dalle sue funzioni di pubblico ministero. Sotto esame finisce anche il presidente del tribunale per i minorenni ed ex sindaco di Genova Adriano Sansa, che in una pubblica assemblea qualche giorno fa ha definito Berlusconi “primo ministro piduista circondato da persone che servono lui e non lo Stato”, e indicato quale “unico titolo di merito” del ministro Alfano il fatto di essere “un fedelissimo del premier”: anche per lui su richiesta degli stessi consiglieri del Pdl è stato aperto un fascicolo. De Pasquale aveva definito “criminogeno” il Lodo Alfano quando al processo Mediaset, che vede imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la compravendita di diritti televisivi, aveva sollevato l’eccezione di costituzionalità sulla legge. E per questo era finito sotto gli strali del ministro: “È inaccettabile che un pubblico ministero in pubblica udienza definisca ‘criminogena’ una legge dello Stato”, aveva tuonato Alfano. La pensano così anche Anedda e Saponara che giudicano le parole di De Pasquale, come pure quelle di Sansa, “lesive del prestigio delle più alte cariche dello Stato e delle istituzioni costituzionali”; si tratta di dichiarazioni - scrivono nella loro richiesta - che “vanno ben al di là dei giudizi critici consentiti dalla libertà di espressione e coinvolgono con concetti e parole denigratori cariche e organi costituzionali”. Di tutti i due casi la Prima Commissione comincerà a occuparsi lunedì assicura il presidente Ugo Bergamo, che ritiene un ‘’passaggio obbligato’’ l’audizione dei magistrati interessati. [...]

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