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	<title>Italia &#187; Lei, lui, l&#8217;altro e un delitto di provincia molto imperfetto</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:12:14 +0000</pubDate>
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		<title>Lei, lui, l&#8217;altro e un delitto di provincia molto imperfetto</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 07:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo.amadori</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Una donna e il suo amante ingaggiano un killer per uccidere il marito (che ancora non ci crede). A <em>Panorama</em> i tre raccontano le loro verità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/cronaca_varie/10283_murder.html" title="murder"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/08/31/482ee02d203a8_zoom.jpg" alt="murder" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Nei primi resoconti giornalistici la &#8220;mantide della Riviera&#8221; era bionda, fatale e spietata. Per questo i lettori avevano immaginato una Jeanne Moreau in <em>Ascensore per il patibolo</em> o magari una Barbara Stanwyck nella <em>Fiamma del peccato</em>. Qualcuno aveva fantasticato un’infarinata Jessica Lange nel <em>Postino suona sempre due volte</em>. Poi i quotidiani hanno pubblicato i nomi dei protagonisti e tutti hanno capito che la storia, a osservarla da vicino, era un po’ diversa e più che a un noir bollente assomigliava a un film di Totò e Peppino.<br />
Alle 13 di un venerdì qualsiasi la piccola &#8220;ciassa&#8221; (piazza) di Riva Ligure, provincia di Imperia, sei palazzi e una trentina di finestre, è ferma per il pranzo. Sulla bacheca lo slogan promozionale della Protezione civile ora suona beffardo: &#8220;Io ho una doppia vita&#8221;. Nel bar del corso un cliente dice: &#8220;Se in zona si trasferisse un sicario, farebbe affari d’oro&#8221;. È questo il palcoscenico del giallo più comico dell’estate: la via Aurelia, tra Arma e Riva Ligure, a due passi dalla mondana San Remo. Protagonisti: Giuseppina, casalinga di Badalucco (Imperia), 57 anni; Davide, marito e coetaneo, idraulico originario di Teramo; Pasquale, il presunto amante di Giuseppina, 52 anni, giardiniere di Rosarno (Reggio Calabria). La trama: lei odia il marito e chiede all’amante di ucciderlo; lui sbaglia e ingaggia un brigadiere della Polizia penitenziaria che li denuncia.<br />
La vicenda della presunta mantide finisce su quotidiani e tv. Lei si rifugia dalle suore per timore della vendetta. Il coniuge, incredulo, le invia un sms: &#8220;Mi manchi, io ai giornalisti non credo&#8221;. E lei torna a casa, mentre il paese tira un sospiro di sollievo. Un sentire comune ben riassunto nella vignetta del settimanale locale: &#8220;Finalmente hanno svelato il nome della donna che voleva uccidere il marito&#8230; È stato angosciante: a ogni indizio pensavo sempre più fosse mia moglie&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Parlano marito e moglie.</strong> I tre protagonisti appena incrociano il cronista lo scambiano per un medico ed elencano i loro acciacchi: dall’osteoporosi alla pressione alta, dalla protesi al ginocchio ai denti da rifare. Proprio come il miglior Totò quando si ficca nei guai. E anche se per gli inquirenti la storia andrebbe presa sul serio (i due presunti amanti sono sotto inchiesta in base all’articolo 115 del Codice penale, quello sull’&#8221;accordo per commettere un reato&#8221;), l’impresa appare ardua. Nella sua casa al primo piano di una palazzina gialla a due passi dall’Aurelia, lei, pantaloni della tuta rosa, capelli &#8220;red-blond&#8221;, spiazza il cronista: &#8220;Io una mantide? Non conoscevo neppure il significato della parola, per fortuna ho l’enciclopedia&#8221;. Il marito, maglia grigia da lavoro, la guarda: &#8220;Ah, e che cosa è? Io l’ho già chiesto al vigile&#8221;. &#8220;Una specie di cicala che mangia i maschi&#8221; lo informa lei.<br />
Quindi per convincere il cronista della serena vita coniugale, la signora spalanca armadi pieni di vestiti eccentrici e stole che hanno visto giorni migliori: &#8220;Adoro i miei spazi liberi&#8221; dice con voce infantile. &#8220;Le mie bambole, le collezioni di dvd e i giornalini di Paperino&#8221;. E il giardinetto con il mandarino cinese, il limone e le statue di Biancaneve e i sette nani. Il marito ascolta soddisfatto (i due stanno insieme perché Davide ha promesso ai carabinieri di mantenere il controllo): &#8220;Io violento? Ma se do da mangiare ai piccioni che mi beccano l’insalata. Certo, da ragazzo ho fatto qualche scazzottata, come tutti&#8221;. Attimo di riflessione: &#8220;Più recentemente ho preso a pugni mio cognato e in quell’occasione ho dato una spinta pure a Giuseppina&#8230; Ma le vede le braccia che ho, se volessi far del male&#8230;&#8221;.<br />
Per Davide il problema è un altro: &#8220;La verità  è che mi sento lo scemo del villaggio. Sono troppo buono, aiuto sempre tutti. Per esempio adesso lavora con me un ragazzo che in passato è stato accusato di spaccio. I carabinieri mi hanno chiesto spiegazioni&#8221;. Poi l’idraulico offre la sua interpretazione dei fatti: &#8220;Questa storia è venuta fuori perché qualcuno è invidioso del mio lavoro, dei preventivi che faccio per le caldaie&#8221;. Il volto stupito del cronista lo costringe ad approfondire: &#8220;Se io chiedo 1.700 euro e un altro 1.500 e il lavoro arriva a me, qualcuno si può arrabbiare, no?&#8221;. Ragionevole. Ma perché, per danneggiarla, avrebbero dovuto mettere in piedi una storia così strampalata? &#8220;Non lo so. Comunque in tutta questa vicenda mia moglie non c’entra, è solo una vittima&#8221;.</p>
<p>A questo punto la domanda è inevitabile: Giuseppina l’ha mai tradita? &#8220;Con tutti gli acciacchi che ha, neanche noi due riusciamo a fare granché, figuriamoci con quello lì, il presunto amante. Ma l’ha visto?&#8221;. Insomma nessun dubbio sulla moglie? &#8220;Beh, una volta mi ha fatto arrabbiare: ha detto che andava qualche ora in Francia con un’amica ed è tornata dopo una settimana. Non si fa così&#8221;. &#8220;Ho i miei spazi liberi&#8221; ribadisce lei &#8220;vado in palestra, a prendere il caffè con le amiche, a fare la spesa&#8221;. E Pasquale? &#8220;Sa, sono un’igienista io, dunque quel tipo non fa proprio per me&#8221;.<br />
<strong>La versione del giardiniere.</strong> Ed eccolo qui il presunto amante tanto bistrattato, l’uomo che avrebbe ingaggiato il killer: tuta da giardiniere (lavora in una cooperativa sociale legata alla curia), falciatrice in mano, faccia scura e scavata, sorriso irregolare. è sorpreso dagli ultimi aggiornamenti: &#8220;Se quei due sono ritornati insieme meglio così, io quella storia dell’omicidio l’ho portata avanti solo per fare sesso con la signora. Quando stavamo insieme mica mi trovava brutto e sporco, sa? La nostra alcova era dentro un capannone: io ci mettevo il materasso, lei portava la coperta da casa&#8221;. Vabbè, ma le prove? &#8220;I carabinieri hanno i messaggini che mi inviava, sms molto espliciti&#8221;. Come vi siete conosciuti? &#8220;Ad aprile o maggio, io stavo potando le rose, lei mi ha chiesto dei rametti da piantare in giardino, abbiamo iniziato a parlare&#8230;&#8221;. Giuseppina scendeva tutti i giorni a prendere il caffè in paese. &#8220;Mi ha confidato subito i problemi con il marito. Diceva che la picchiava, la legava al tavolo&#8230; Quindi mi ha chiesto di ucciderlo&#8221;. L’offerta era di 20mila euro. Ma l’obiettivo di Pasquale era un altro: &#8220;Io le ho detto che mi andava bene, ma doveva diventare la mia donna&#8221;. Sarebbero finiti così nel capannone. &#8220;E visto che lei insisteva con quella storia dell’omicidio, io per continuare la relazione mi sono messo a cercare qualcuno. Ma per me non era una cosa seria altrimenti non avrei contattato uno sconosciuto in stazione&#8221;.</p>
<p>Purtroppo per lui fa la proposta indecente a un brigadiere della Polizia penitenziaria: &#8220;Io non ci credo, con quella faccia&#8230; comunque mi ha chiesto un anticipo, io ho preso tempo e gli ho detto che Giuseppina era finita in ospedale. Mica volevo farlo ammazzare per davvero&#8221;. Fatto sta che il brigadiere denuncia tutto e i due presunti amanti finiscono nei guai. Conclude Pasquale: &#8220;Mia moglie ora sta malissimo, i miei tre figli non so se abbiano capito che il protagonista sono io. Una cosa è certa: al processo dirò tutta la verità. Gli inquirenti possono mandare il Ris a esaminare il materasso nel capannone e allora scopriranno chi ha ragione tra me e Giuseppina&#8221;.</p>
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