L’alleato Di Pietro e l’avversario Berlusconi: ecco i nuovi bersagli di Veltroni

Walter Veltroni

Tensione alle stelle, a sinistra. Continuano a stuzzicarsi gli alleati dell’opposizione. Comincia il segretario del Pd, Walter Veltroni, a scagliarsi contro il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Considero le sue critiche al Presidente Giorgio Napolitano quanto di più inaccettabile. Napolitano sta garantendo il rispetto della Costituzione e delle regole, mai animato da spirito di parte e con una scrupolosa coscienza del ruolo di custode e di garante che gli è assegnato dalle norme costituzionali. Ogni attacco a lui, perciò, appare cieco e strumentale”.
La risposta dell’ex pm non tarda ad arrivare: “Veltroni deve intervenire per invitare tutte le parti a risolvere il problema, non a prendersela con chi segnala il problema”, dice il leader dell’Idv, intervistato da Radio Radicale. “Veltroni dovrebbe sapere che bisogna prima informarsi e poi pesare le parole” dice Di Pietro. “Ho detto e ribadisco che la Corte Costituzionale non può lavorare nel pieno delle sue funzioni perché manca un giudice da un anno e mezzo e il parlamento non lo elegge perché i partiti non si mettono d’accordo in modo lottizzatorio sul suo nome. “Io ho rivolto un accorato appello al presidente della Repubblica” continua Di Pietro “affinché, con interventi formali e non solo con pii auspici, il Parlamento si assuma le sue responsabilità. Se tutti si sentono offesi è perché hanno la coda tra le gambe, non possono rispondere nel merito e devono attaccare nella forma per sfuggire al merito. Allora un capo dell’opposizione, pure se si chiama Veltroni” conclude “deve intervenire per invitare tutte le parti a risolvere il problema”.
L’attrito fra Veltroni e Di Pietro, a dire il vero non nasce oggi. Anzi. Cominciarono i dissidi subito dopo le elezioni, con la decisione dell’Idv di non fondersi nel gruppo parlamentare dei dei democratici. Scegliendo un’opposizione più diretta, intransigente, barricadera. Su ogni tentativo di dialogo (dalla riforma elettorale, alla giustizia) tra Pdl e Pd, il leader dell’Idv aveva da ridire. Sulla petizione democratica “Salva l’Italia”, il leader Idv ebbe a dire: “La loro è un’opposizione di facciata, la nostra un’opposizione vera
Ancora, sulla vicenda Alitalia: “Noi ci stiamo battendo in Senato” perché il decreto che palazzo Madama sta esaminando “è pieno di norme incostituzionali. Noi abbiamo già presentato una pregiudiziale di costituzionalità, mentre il Pd invece si astiene. E questo sarebbe fare l’opposizione?”.
Col tempo, insomma, Di Pietro ha finito per essere il vero problema di Walter Veltroni: è con lui che il segretario del Partito democratico ha dovuto fare i conti. L’ex pm si è rivelato un concorrente vero, il solo che, dopo la scomparsa in Parlamento dei gruppi radicali, può rubargli la scena e di conseguenza i voti, sull’onda dell’antiberlusconismo. Perciò Veltroni è costretto a inseguire il leader dell’Italia dei valori in battaglie cui probabilmente rinuncerebbe volentieri. Compresa quella di denunciare, a mezzo stampa, il “pericolo per la democrazia” rappresentato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (lo ha fatto domenica con un’intervista al Corriere della Sera e poi di nuovo sul Corsera con una lettera aperta)
Peraltro, lo scontro tra Pd e Idv non si limita alla Vigilanza Rai e alla nomina del portavoce nazionale dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando. Lo stesso Antonio Di Pietro ai giornalisti che chiedono un commento alla lettera dell’ex sindaco di Roma al Corriere, risponde deciso: “Veltroni dice oggi quello che noi diciamo da tempo: adesso mi chiedete se sono d’accordo con quello che io stesso e l’Italia dei Valori denunciamo fin dall’inizio? L’Idv sta facendo un’opposizione coerente, cosa che non sta facendo il Pd, che fa l’opposizione del giorno dopo”.
Un botta e risposta da veri ex alleati. Chiosato dall’intervento, tra gli altri, del senatoreMarco Follini, responsabile del Pd per le politiche dell’informazione. E viene facile allora al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, commentare così: “Di Pietro attacca in maniera indegna il presidente della Repubblica e Veltroni deve a sua volta attaccare Di Pietro. Abbiamo la conferma del caos che c’è nelle opposizioni. E di fronte a questo caos” aggiunge Gasparri “noi dovremmo scegliere come elemento di garanzia un esponente del partito di Di Pietro che anche ad avviso di Veltroni non rispetta le istituzioni? Ma di che cosa stiamo parlando?”.

Commenti

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Il 1 Ottobre 2008 alle 23:20 linux747 ha scritto:

Evvvjka la NOMENKLATURA di REGIME della Repubbbljka Sovjetika Ytagljana NAZZZZI-KATTTO-BOLSCjEVIKA

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