Dopo l’udienza preliminare di tre giorni fa davanti al gup di Perugia, per il New York Times il caso di Amanda Knox, la studentessa americana accusata di aver ucciso un anno fa a Perugia la sua compagna di stanza Meredith Kercher (oltre all’italiano Raffaele Sollecito e l’ivoriano Rudy Guede), è diventato “ancora di più” un caso complicato, un “puzzle case”, anche perché le indagini sono state condotte in modo poco rigoroso.
In questi termini il quotidiano americano torna sul caso, sottolineando come i nuovi dettagli emersi e la nuova ondata di attenzione riservata al caso dalla stampa, invece che aiutare a chiarire hanno al contrario aggiunto ulteriori tasselli a un “enigma” che col passar del tempo anziché chiarirsi si è complicato ulteriormente.
Il quotidiano di New York paragona il caso di Amanda Knox a quello di Madeleine McCann, la bambina inglese di 3 anni scomparsa in Portogallo durante una vacanza con i genitori, e critica il modo in cui sono state condotte le indagini.
“Agli occhi americani, il caso può apparire sconcertante”, scrive l’autorevole testata, in una corrispondenza da Perugia, firmata da Rachel Donadio, “con i magistrati, le forze dell’ordine e gli avvocati che diffondono informazioni coperte da segreto”, e la detenzione preventiva di imputati che non sono ancora stati formalmente condannati.
Nell’articolo si cita anche l’opinione di Joseph Tacopina, un avvocato statunitense, arruolato dall’Abc per studiare il caso. “Non sono favorevolmente impressionato”, dice Tacopina. Per Tacopina - scrive il NYT - le autorità italiane “hanno alterato la scena del crimine”, “hanno camminato in lungo e in largo in quel posto e tutto ciò ha reso inaffidabili le prove dal punto di vista processuale”.
Sul caso - scrive ancora il quotidiano newyorkese - sono stati scritti libri, sono stati aperti blog, si sono scatenati i tabloid di mezzo mondo, “ma ad un anno dal delitto non è vi è stato (nell’inchiesta) alcuno sviluppo decisivo”.
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- Mercoledì 1 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 1 Ottobre 2008 alle 16:41 fercas ha scritto:
Ilprestigioso giornale americano farebbe meglio a spiegarci il caso Joè Simpson cioè come ha fatto la giustizia americana ad assolverlo sul piano penale ed a condannarlo su quello civile! Ecco,proprio perchè è una testata giornalistica prestigiosa, ci spieghi il busillis, anzichè cercare di difendere, in maniera alquanto artigianale, una sua connazionale!!! Cordialità .
Il 21 Ottobre 2008 alle 16:29 Caso Mez: “Prosciogliete Amanda Knox”. Ed è polemica sul video Usa » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma non è la prima volta che dagli Usa partono bordate. Il 30 settembre scorso il New York Times aveva definito il caso di Perugia “sconcertante” per la lentezza, le “costanti fughe di notizie da parte di magistrati e forze dell’ordine” e la detenzione preventiva di imputati per quasi un anno, puntando il dito contro magistrati, forze dell’ordine e avvocati. Nell’articolo si citava anche l’opinione di Joseph Tacopina, un avvocato statunitense, arruolato dall’Abc per studiare il caso. “Non sono favorevolmente impressionato”, dice Tacopina. Per Tacopina - scriveva il NYT - le autorità italiane “hanno alterato la scena del crimine”, “hanno camminato in lungo e in largo in quel posto e tutto ciò ha reso inaffidabili le prove dal punto di vista processuale”. Sul caso, scriveva ancora il quotidiano newyorkese, sono stati scritti libri, sono stati aperti blog, si sono scatenati i tabloid di mezzo mondo, “ma ad un anno dal delitto non è vi è stato (nell’inchiesta) alcuno sviluppo decisivo”. [...]
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