Vicenza, annullato il referendum cittadino sulla Dal Molin

Protesta contro la nuova base Dal Molin

Vicenza non andrà alle urne domenica prossima per votare sull’ampliamento della base Usa del Dal Molin. Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensione del referendum previsto per il 5 ottobre. A comunicare il no alla consultazione referendaria è stato per primo l’avvocato Alessandro Moscatelli, uno dei legali del Comitato per il sì al Dal Molin, favorevole all’ampliamento della base. Ma gli effetti della decisione si sono riversati soprattutto sui NoDal Molin, che ora si vedono nuovamente sottratta la possibilità di un pronunciamento popolare sulla faraonica base militare americana che accusano di stravolgere l’intero territorio vicentino.
La consultazione popolare era stata promossa dal Comune di Vicenza, il cui sindaco democratico Achille Variati aveva deciso di sondare l’opinione degli abitanti sulla possibilità di acquistare l’area demaniale destinata all’ampliamento della base. Ma secondo quanto si apprende dal fonte del sì, l’ordinanza del Consiglio di Stato ha giudica il referendum “illegittimo” perché avrebbe per oggetto un auspicio “irrealizzabile”: quello di acquisizione al Comune della zona aeroportuale, mentre non meglio precisate “autorità competenti” si sono già pronunciate in senso sfavorevole al passaggio dell’area in questione dal demanio al comune. Quindi scrivono i magistrati, che ritengono “non condivisibile” l’argomentazione del Tar veneto: “l’assenza di danno non è sufficiente a sorreggere da sola la pronuncia cautelare” poiché è necessaria una valutazione della “legittimità dell’atto” che è stato impugnato davanti al giudice amministrativo. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale. Non solo “l’esito incerto della consultazione popolare” è insito in essa e non può essere assunto “a motivo di irrilevanza del danno” che può derivare dallo svolgimento del referendum.
Festeggiano al comitato del sì, dove il portavoce Roberto Cattaneo ritiene “di aver fatto una cosa giusta per la città, per quelle migliaia di cittadini che ci sono vicini. Riteniamo che ora sia il momento per tutti di fare un passo indietro e discutere sulle compensazioni e sul ritorno economico che Vicenza si aspetta dalla nuova struttura”. Per il presidente della Regione Giancarlo Galan, “Il Veneto del no e’ un Veneto minoritario, perdente e sfortunato. A questo Veneto piccolo piccolo appartiene la debolissima Giunta del sindaco Variati, che oggi si e’ beccato un bel rifiuto da parte del Consiglio di Stato che ha sospeso il penoso referendum sul Dal Molin”. “E al Veneto del sì - conclude - appartiene di sicuro il comitato del sì al Dal Molin a cui vanno i miei più calorosi complimenti che estendo all’amico avvocato Pierantonio Zanettin”.
Non si danno per vinti, invece, i vicentini del fronte del no, che anzi si danno appuntamento in serata per un “cacerolazo”, una protesta popolare con sbattimenti di pentole e coperchi alla maniera sudamericana. “Vogliamo mostrare l’indignazione contro un atto di autoritarismo” ha spiegato Marco Palma, del presidio permanente.
Sconcertati dalla decisione del Consiglio di Stato che annulla la consultazione di domenica prossima, gli eurodeputati della sinistra - Roberto Musacchio (Prc), Vittorio Agnoletto (Prc), Umberto Guidoni (Pdci) e Sepp Kusstatscher (Verdi) - hanno chiesto invece un incontro immediato al prefetto di Vicenza per “esporre al rappresentante del Governo le loro opposizioni” anche alla luce della sospensiva del referendum popolare sull’ampliamento della base decisa dal Consiglio di Stato.
Al di là della sospensiva rispetto al referendum del 5 ottobre, spiegano i quattro eurodeputati, bisognerà “operare in ogni modo affinché sia consentito ai cittadini di pronunciarsi democraticamente”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 1 Ottobre 2008 alle 22:13 vincenzo.m. ha scritto:

REFERENDUM SENZA ARTICOLO.

Il popolo italiano sembra che abbia scarsa conoscenza della propria storia: si ha l’impressione che siano stati convinti di avere vinto l’ultimo conflitto.

Onde perseguire una maggiore lucidità sulle condizioni del popolo italiano sarebbe opportuno investire del tempo studiando ed informandosi. Per creare le condizioni idonee alla comprensione ed avvicinarsi alla realtà è significativo iniziare ad operare nel modo seguente: spegnere il televisoree, la radio e sospendere temporaneamente tutti gli abbonamenti alle riviste “gossip”.

Imparare la prima legge che consente di svilire la nebbia che circonda la nostra mente:

ARTICOLO QUINTO, CHI HA IN MANO I SOLDI HA VINTO.

All’ individuale desiderio di esprimere la volontà di interpretare anche gli altri articoli…

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