Venezia e lo “scivoloso” Ponte della Costituzione

Il quarto ponte sul Canal grande a Venezia

Per paura delle contestazioni dei vari comitati, il 435mo ponte di Venezia (il quarto ponte sul Canal Grande), detto della Costituzione, è stato inaugurato alle 23:44 del 11 settembre.
Niente tagli di nastro, ma tanti bambini e tanta gente per l’apertura a sorpresa dell’opera del genio spagnolo Santiago Calatrava. Una “meraviglia” disse il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che lo visitò accompagnato dal sindaco-filosofo Massimo Cacciari.
Indispensabile (collega piazzale Roma alla ferrovia: una media di 15mila passaggi al giorno), costosa (”Non è certo mia intenzione nascondere i problemi e il fatto che è costato molto di più di quanto era stato previsto” ammetteva l’assessore Mara Rumiz, cioè 11.276.794 euro) e imponente (è lungo 94 metri, realizzato con 156 tasselli in pietra d’Istria, ognuno diverso dall’altro, a rivestire le basi del ponte, 90 pannelli del parapetti in vetro, 200 lampade per l’illuminazione degli archi inferiori e 420 tonnellate di struttura d’acciaio, fatte di costole anch’esse una diversa dall’altra), l’opera d’arte da un paio di settimane fa barcollare i turisti che la percorrono.

Anzi, li fa proprio scivolare, provocando ruzzoloni a volontà. Se sia per la bellezza dell’opera non è dato sapere. Quel che è certo è che in tanti sono finiti lunghi distesi passando su quei 300 gradini in vetro.
E allora meglio correre ai ripari: il ponte oltre a essere bello dev’essere percorribile. In attesa dell’incontro, fissato per la prossima settimana, tra i tecnici del Comune di Venezia e quelli dell’architetto spagnolo, Calatrava stesso ha diffuso una nota per comunicare che il 23 settembre scorso il suo studio ha ufficialmente informato i tecnici del Comune di Venezia circa i modi più opportuni per risolvere il problema: “Come noto” spiega Calatrava “alcuni gradini hanno larghezza doppia rispetto a quelli che precedono e a quelli che seguono. I doppi gradini marcano appunto il cambio di larghezza delle pedate, il pavimento del ponte è diviso in tre corsie: ai lati vetro opaco antiscivolo, al centro pietra. Secondo il direttore dei lavori, ingegner Salvatore Vento, i più distratti e/o le persone con problemi alla vista possono non percepire immediatamente il cambio di ritmo della pedata e rischiano dunque di cadere. Abbiamo subito proposto la soluzione più adeguata: sostituire le 32 pedate di vetro interessate con analoghe pedate di pietra”. “È un lavoro” da poco, sottolinea l’architetto spagnolo “per niente complicato o costoso. Smontaggio e montaggio sono possibili in una sola notte, due al massimo se si vuole tenere il ponte sempre aperto. La decisione spetta unicamente alla direzione dei lavori. Inoltre, lo studio Calatrava ha avanzato una doppia proposta circa il ventilato pericolo per gli ipovedenti rappresentato dalle 4 estremità dei parapetti del ponte che presentano delle sporgenze: alzare di 3 centimetri il pavimento davanti ai parapetti per una superficie di 60 cm quadrati o installare sul pavimento dei marcatori di acciaio o di gomma del tipo normalmente utilizzato per i non vedenti”.
Roba da nulla, insomma.

Ma il Comune, nonostante questo lasciapassare rilasciato dal maestro Calatrava, non se la sente proprio di sconfessare la filosofia del ponte più all’avanguardia della città. E così, attraverso le dichiarazioni dell’assessore Rumiz, assicura un rimedio alternativo e ugualmente, a suo dire, efficace: “Lavoreremo di più sulla segnaletica” spiega l’assessore “e faremo in modo che tutti abbiano la percezione del cambio di larghezza della pedata”.
Se poi qualcuno dovesse cadere comunque, pazienza. D’altronde, sempre secondo Rumiz, le cadute sui ponti a Venezia “sono naturali”, ovvero ogni settimana vengono segnalati diversi casi di questo tipo. Per quanto riguarda il ponte di Calatrava “sono meno di dieci le persone cadute in 20 giorni e che si sono rivolte al pronto soccorso”.

Commenti

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Il 2 Ottobre 2008 alle 20:02 vincenzo.m. ha scritto:

IL PAESE DEI CARTELLI.

Molto tempo addietro, molto prima del tempo in cui i dirigenti facevano a gara ad occupare le posizionei che consentissero loro di partecipare al trasferimento delle produzioni industriali all’estero, usufruendo così la possibilità di incassare “bonus” sostanziosi ed allineati non sui risultati economici, bensì sul rispetto della tempificazione programmata della delocalizzazione, vi era allora un Paese che veniva ad essere definito come il “Paese dei cartelli umani”.

A posteriori, pensandoci, traspare sulla bocca un involontario sorriso perché il Paese di allora era la Polonia: il Paese dei cartelli di oggi è l’Italia.

Qualcuno, fingiamo di pensare che sia poco informato si è concesso una elucubrazione sulla globalizzazione legiferando che la stessa sia stata sottovalutata e poco considerata.

Nulla di più, si spera sinceramente espresso, di non coerente: la globalizzazione e la delocalizzazione industriale, in Italia, ha concesso consapevole arricchimento ad una classe specifica che ancora oggi attanaglia la realtà italiana.

Sì, certo; un difetto progettuale può essere rimediato con dei cartelli: se non li si legge non chiedete rimborso.
DELOCALIZZATE QUEL PONTE.

Il 3 Ottobre 2008 alle 7:56 » Calatrava: ora ne parlano tutti -- Roberto Scano ha scritto:

[...] Il problema degli scivoloni, considerato fin dall’inizio “impossibile” da parte dell’amministrazione comunale, sta riportando visibilità alle problematiche del ponte di Calatrava. Cominciano a dedicarci spazio realtà come Panorama ed oramai è conosciuto come il “ponte delle cadute”. Quel che fa riflettere è: in quanti di questi recenti articoli si è approfondito anche il problema di accessibilità dei disabili? [...]

Il 3 Ottobre 2008 alle 8:16 rscano ha scritto:

Vorrei aggiungere e richiedere di portare con la medesima importanza anche problematiche del ponte tenute fino ad oggi relegate alla stampa locale, ovvero all’accessibilità del ponte. Il Comune si è sempre difeso con la scusante di voler installare un dispositivo traslante (che impiega 20 minuti), mentre dagli ultimi articoli stampa sembra stia facendo di tutto per non installarlo.
Per approfondire l’argomento, è disponibile un’ampia raccolta sul mio sito Web: http://robertoscano.info/tag/c.....alatrava

Il 24 Giugno 2010 alle 14:14 Notizie dai blog su 22/06 - venezia, ponte della costituzione ... ha scritto:

[...] Venezia e lo “scivoloso” Ponte della Costituzione Per paura delle contestazioni dei vari comitati, il 435mo ponte di Venezia (il quarto ponte sul Canal Grande), detto della Costituzione, è stato inaugurato alle 23:44 del 11 settembre. Niente tagli di nastro, ma tanti bambini e tanta gente per l’apertura a sorpresa dell’opera del genio spagnolo Santiago Calatrava . blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

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